Don Giussani, “grande prete, innamorato della Chiesa”. Delpini chiude la fase diocesana del processo di beatificazione

“Un grande prete, un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo”. Sono state le espressioni con le quali l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha accompagnato l’annuncio, concluso da un lungo applauso, della chiusura della fase diocesana dell’inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione di mons. Luigi Giussani, fondatore di CL. Annuncio che è arrivato in un Duomo di Milano gremito per la messa presieduta dall’arcivescovo Delpini in occasione del 21° anniversario della morte del Servo di Dio, scomparso il 22 febbraio 2005 e per il 44° del riconoscimento pontificio della fraternità, presenti il presidente della fraternità stessa, Davide Prosperi, i vertici del Movimento, il fratello di don Giussani, Gaetano e altri parenti.

“Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare – come ha dato – origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il movimento e la fraternità di Comunione e liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo”, ha proseguito monsignor Delpini, che ha anche delineato lo sviluppo futuro dell’iter di beatificazione di don “Gius”.

Giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione, alle 17, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, Delpini, che ha detto di condividere la gioia di tutta la Chiesa ambrosiana e del movimento, presiederà, infatti la celebrazione eucaristica che segnerà la conclusione, appunto, della fase diocesana. A dare avvio al processo, che ora giunge al compimento diocesano fu, nel 2012, l’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, che dispose l’inizio della cosiddetta “fase documentale”.

Il 9 maggio 2024 nella basilica di Sant’Ambrogio mons. Delpini aprì la prima sessione pubblica della “fase testimoniale” dell’inchiesta, durante la quale sono state acquisite circa 80 testimonianze a conferma della fama di santità di don Giussani.

Ora, tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa al Dicastero delle Cause dei santi della Santa Sede, dove sarà verificato il lavoro fatto nella diocesi ambrosiana e seguiranno le altre fasi previste dalle norme fino ad arrivare all’eventuale decisione del Santo Padre di dichiarare Venerabile il Servo di Dio. A quel punto, acclarato almeno un miracolo compiuto da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione di don Giussani, questi potrà essere proclamato beato e, dopo un eventuale successivo miracolo, santo.

“È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi vescovi”. È stato questo il commento, affidato a una dichiarazione scritta, del presidente della fraternità di Comunione e liberazione, Davide Prosperi, dopo l’annuncio della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di mons. Luigi Giussani. “Profondamente grati all’arcivescovo Delpini e in attesa di poter assistere con gioia a questo nuovo fondamentale passo della causa di beatificazione, continuiamo a pregare affinché la Chiesa accolga presto tra i suoi santi don Giussani, che con la sua testimonianza ci ha insegnato a conoscere e amare Gesù Cristo, presente qui e ora, e salvezza per tutti gli uomini e le donne di ogni tempo”, conclude il messaggio di Prosperi.