Monteverdi Festival 2026: Il Canto delle Dive

Quattro figure femminili saranno il filo rosso – o potremmo dire, il fil d’Arianna – per guidare il pubblico attraverso le onde avvolgenti della grande musica barocca. È questa la strada del Monteverdi Festival 2026, che animerà Cremona dal 7 al 21 giugno e che è stato presentato a Roma giovedì 19 febbraio presso il Ministero della Cultura italiano. Sotto la nuova guida artistica di Andrea Nocerino, la rassegna si spoglia delle vesti puramente celebrative per indossare quelle di un “Opera Festival” di respiro europeo, capace di far dialogare i giganti del Seicento con la sensibilità contemporanea.

Quattro Donne, Quattro Destini

Il cartellone di quest’anno ruota attorno a figure femminili iconiche, capaci di sfidare il potere e il tempo.

•    L’incoronazione di Poppea (Claudio Monteverdi): La produzione centrale, firmata da Roberto Catalano e diretta da Paul Agnew con Les Arts Florissants. Una riflessione moderna sul desiderio e l’ambizione.

•    Le nozze di Teti e Peleo (Francesco Cavalli): Per i 350 anni dalla morte di Francesco Cavalli, il festival propone la prima rappresentazione mondiale in epoca moderna di questo capolavoro, con la regia di Chiara D’Anna e la direzione di Antonio Greco.

•    Dido and Æneas (Henry Purcell): La tragica regina cartaginese approderà nella splendida cornice del Teatro Bibiena di Mantova, affidata all’ensemble La Fonte Musica di Michele Pasotti.

•    Teodora Imperatrice (Mauro Montalbetti): La sfida contemporanea. Una nuova commissione in forma di “mosaico” che vede strumenti antichi dialogare con la scrittura di oggi, dedicata alla figura dell’imperatrice bizantina.

L’apertura sarà però affidata a una vera diva: Cecilia Bartoli che sarà al Teatro Ponchielli il 28 maggio con un concerto di gala che farà da prologo internazionale alla rassegna.