Visita pastorale, sette comunità vive nel segno della collaborazione

 

«In questi giorni abbiamo cercato il Signore e lo abbiamo trovato. Abbiamo trovato le sue tracce e la sua presenza che riaccende in noi la coscienza della dignità della nostra vita». Così il vescovo Antonio durante la Messa solenne con cui, nella mattinata di domenica 8 marzo, nella chiesa parrocchiale di Sesto Cremonese, ha concluso la visita pastorale a sette parrocchie della zona pastorale 2: l’unità pastorale “Morbasco” (Casanova del Morbasco, Cortetano, Luignano, Sesto), unità pastorale “Madonna del Carmelo” (Acquanegra Cremonese e Fengo) e la parrocchia di Spinadesco.

Tre giorni in cui il vescovo ha potuto toccare con mano il significato della parola “collaborazione”, non solo fra le parrocchie delle singole unità pastorali ma fra le comunità di quest’area del Cremonese e i loro sacerdoti.

Nell’omelia, incentrata sul concetto di sete di Dio come bellezza e giustizia, Napolioni lo ha sottolineato: «Che bello vedere come siano possibili un’amicizia e una collaborazione fra parrocchie, senza gara e nella gratuità. Siano benedette le piccole parrocchie, le famiglie semplici ed i rapporti umili».

Segno di collaborazione anche il coro che ha animato la celebrazione, costituito dall’unione delle corali di Sesto, Casanova, Spinadesco ed Acquanegra sotto la direzione di don Giuseppe Pezzani, amministratore parrocchiale di Luignano. A concelebrare l’Eucaristia sono stati i tre parroci don Cristiano Labadini, don Giuseppe Galbignani e don Fabio Sozzi con il collaboratore dell’unità pastorale Morbasco don Cesare Castelli, e il diacono permanente Raffaele Ferri che ha prestato servizio all’altare.

Tre giorni intensi, iniziati incontrando gli ospiti e gli operatori delle case di risposo del territorio: al mattino al Fondazione Giuda di Fengo e nel primo pomeriggio presso la Casa di soggiorno Nolli-Pigoli di Sesto. Poi gli incontri unitari con i bambini e le loro famiglie, gli adolescenti e i giovani. E poi il confronto con i Consigli pastorali e gli operatori parrocchiali. Momenti informali, come quelli vissute nelle case di anziani e ammalati, insieme ad altri più di carattere istituzionale, come il momento riservato ai sindaci e le Amministrazioni comunali. Da segnalare anche la tappa alla Fattoria della Carità, l’opera segno della Caritas diocesana presente a Cortetano.

«La visita pastorale – commenta don Cristiano Labadini, parroco dell’unità pastorale Morbasco – non è semplicemente un atto istituzionale: è un pellegrinaggio della paternità della Chiesa dentro la concretezza della vita. Nei corridoi silenziosi delle case di riposo, nelle case, chinandosi dove un malato o un anziano vivono la loro prova, oppure immergendosi tra il disordine vivo di una famiglia benedicendo i suoi bambini, il vescovo rende visibile il fatto che Cristo non sia un ricordo del passato ma una presenza che raggiunge l’uomo lì dove vive, diventando segno di quella compagnia che Dio non smette di offrirci: una compagnia che entra nella fragilità, nella fatica quotidiana, nella malattia e nella gioia semplice delle famiglie. E in quel momento, spesso senza grandi parole, accade la cosa più importante: le persone percepiscono che la fede non è un’idea, ma un incontro che prende sul serio la loro vita, perché la Chiesa è vera proprio quando non ha paura di abitare le case degli uomini, e così anche in tutte le situazioni sociali e aggregative dove l’umano è presente ed ha sempre bisogno di una parola fresca di rinnovamento che germoglia dalla vitalità perenne del Vangelo».

«Mi è particolarmente piaciuto – ricorda il parroco di Spinadesco, don Fabio Sozzi – l’incontro fra il vescovo ed i bambini e le famiglie. Con la loro spontaneità e la loro innocenza i bambini hanno tirato fuori domande vere. Anche il clima molto famigliare della Messa celebrata dal vescovo in parrocchia è stato piacevole».

Ricordando il diversi momenti della visita pastorale, iniziata proprio dalla casa di riposo di Fendo, don Giuseppe Galbignani sottolinea il clima «allegro, spontaneo e coinvolgente» quel momento con i bambini e i genitori del catechismo, evidenziando con orgoglio l’impegno del gruppo di ministranti e di «un’assemblea partecipe».

 

 

Il video della celebrazione conclusiva a Sesto