Nuova campagna 8xmille: prima il racconto della presenza della Chiesa, poi l’invito alla firma

“È la Chiesa cattolica. Ed è più di quanto credi”. È il claim della nuova campagna istituzionale della Conferenza episcopale italiana (Cei) per la promozione dell’8xmille. Cuore della campagna è uno spot che intreccia parole e immagini raccontando la presenza della Chiesa sul territorio: una rete solidale che quotidianamente offre risposte alle povertà emergenti e alle necessità materiali e spirituali di una società in continua trasformazione.

«La Chiesa cattolica ogni giorno arriva capillarmente nelle realtà locali grazie all’impegno instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, quale punto di riferimento per tutti e per sostenere chi ne ha più bisogno», spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica. «Attraverso questa campagna, desideriamo offrire un ritratto vero della Chiesa nel quotidiano, mostrando il valore della sua presenza e l’impatto reale che il suo impegno ha nella vita delle persone».

Lo spot si chiude con l’invito a “guardare oltre gli stereotipi e a scoprire una Chiesa fatta di persone, di volti, di prossimità”. Ideata da VML e prodotta da Casta Diva Group, sarà on air dal 15 al 31 marzo su tv, con formato da 30″, e radio, da 30″ e 15″

Una campagna divisa in due momenti: prima raccontare la presenza della Chiesa; poi, invitare a sostenerla attraverso la firma dell’8xmille. È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione che accompagnerà nel 2026 il percorso verso la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Un cammino pensato in due momenti, strettamente collegati tra loro: prima una pre-campagna che racconta la presenza concreta della Chiesa nella vita delle persone e delle comunità, poi la campagna dell’8xmille, che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.
La scelta nasce da una constatazione

«Oggi la firma dell’8xmille non è più un gesto automatico – afferma ancora Compagnoni –. È una decisione che matura nel tempo, dentro l’immagine che ciascuno si fa della Chiesa e di ciò che essa rappresenta nella società. Per questo la comunicazione non può limitarsi al momento in cui si chiede la firma. Deve prima aiutare a vedere ciò che spesso resta sullo sfondo della vita quotidiana».

La prima fase ha per protagonista la Chiesa cattolica. «Qui invitiamo il pubblico ad allargare lo sguardo e a guardare oltre ciò che spesso si pensa o si dà per scontato. Non chiede nulla, non sollecita alcuna azione: semplicemente mostra. Mostra piccoli gesti che accadono ogni giorno e che raccontano una presenza fatta di vicinanza e di cura. Una mano tesa, una casa che accoglie, un ascolto che non giudica, qualcuno che resta accanto a chi attraversa un momento difficile. È un modo per rendere visibile una realtà che molti, soprattutto chi è più lontano dalla Chiesa, non sempre vedono o conoscono solo in parte. Parrocchie, sacerdoti, opere sociali, volontari e comunità diventano così il volto di una presenza discreta ma diffusa, fatta di valori, relazioni, sostegno e prossimità».

Dopo questo primo passaggio, la comunicazione proseguirà con la campagna dedicata all’8xmille alla Chiesa cattolica. «Se nella pre-campagna il centro del racconto è la presenza della Chiesa, nella campagna emerge il gesto che permette a quella presenza di continuare a esistere. Il passaggio è naturale: ciò che nella prima fase viene mostrato e riconosciuto, nella seconda può essere sostenuto attraverso la firma. Perché dietro quella firma non c’è soltanto una scelta fiscale, ma il sostegno a una rete diffusa di comunità, servizi e opere che ogni giorno offrono aiuto materiale e spirituale a milioni di persone”. Le due fasi fanno quindi parte di un unico percorso: prima aiutare le persone a riconoscere una presenza, poi invitarle a sostenerla. Perché, come ricorda il messaggio della campagna, “la firma dell’8xmille è più di quanto credi».

Riccardo Benotti e Filippo Passantino (AgenSir)