A Castelverde Fondazione Redentore e Comune ricordano le vittime del Covid
La Fondazione Redentore e l’Amministrazione comunale di Castelverde hanno promosso, nella mattinata di mercoledì 18 marzo, una breve ma intensa commemorazione delle vittime del Covid nei locali della RSA alla presenza di tanti ospiti, familiari e cittadini.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Graziella Locci con gli assessori Giulia Scolari e Nicola Tinelli e il presidente della casa di riposo, don Claudio Rasoli con il direttore sanitario dottor Andrea Visigalli.
L’evento, semplice ma estremamente commovente, si è aperto con la lettura di uno stralcio dell’omelia di papa Francesca pronunciata il 27 marzo 2020 in una piazza San Pietro desolatamente vuota e una parte del discorso del Presidente Mattarella al cimitero di Bergamo del 20 giugno 2020. Due interventi commoventi e potenti, che da punti di vista diversi, contenevano lo stesso messaggio: le difficoltà, anche quelle più grandi, le si vivono e si possono superare soltanto insieme.
È intervenuta, quindi, la sindaca Locci che ha subito ricordato come la Fondazione, in quei mesi terribili di pandemia, ha pagato un prezzo altissimo di vite umane: oltre 40 persone, infatti, sono venute a mancare senza la possibilità del conforto dei propri cari. «Oggi però il ricordo – ha detto il primo cittadino – non può fermarsi al lutto. Deve diventare anche riconoscenza. Riconoscenza verso il personale sanitario, i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, i volontari, le forze dell’ordine, la protezione civile, i dipendenti comunali, il mondo della scuola, le associazioni, le parrocchie… molti hanno lavorato oltre ogni limite, altri hanno teso una mano nel silenzio, con generosità e senso del dovere». Locci ha anche ricordato, tra le tante vittime di Castelverde, anche la giovane Valeria Circo: «Nel nominarla, vogliamo idealmente abbracciare tutte le persone che abbiamo perduto».
Toccante anche il ricordo del dottor Visigalli, che nei mesi della pandemia non era direttore sanitario ma medico di reparto e referente di struttura. Il sanitario ha sottolineato la fatica e la paura di quei mesi, ma anche il desiderio di tutti gli operatori di curare al meglio le persone, facendo sentire loro anche una vicinanza umana che era preclusa a causa dell’isolamento. Mesi difficili che, però, grazie alle vaccinazioni e a tutte le precauzioni messe in campo, sono stati superati.
Da parte sua il presidente don Rasoli ha voluto ricordare il dottor Omo, medico di struttura che perse la vita proprio a causa del Covid contratto mentre assisteva gli ospiti della RSA: «Ricordando lui e ringraziandolo per il suo lavoro, vogliamo idealmente ringraziare tutti gli operatori socio-sanitari per quanto hanno fatto in quei mesi terribili. Un grazie va anche ai volontari, soprattutto agli amici di SiamoNoi, che da anni operano in Fondazione e che durante la pandemia sono stati essenziali insieme ad AUSER e ad altre associazioni per coordinare le vaccinazioni».
È seguita, quindi, una preghiera in suffragio di tutte le vittime del morbo: in Italia se non sono contate quasi 200mila.
Particolarmente apprezzati gli intermezzi musicali del maestro Michele Bolzoni alla tastiera e del maestro Lorenzo Geroldi alla tromba: brani struggenti che hanno permesso di interiorizzare le tante significative parole pronunciate.
La commemorazione si è conclusa sotto i portici del Palazzo comunale dove, sotto la lapide commemorativa, è stata deposta una corona di allora e don Rasoli ha impartito la benedizione.