Soncino, a San Giacomo tornata al suo splendore la cripta con la spina della corona di Gesù

È tornata a splendere la cripta della chiesa di San Giacomo, a Soncino. E a seguito del restauro, nella cripta di San Giacomo è tornata quella che la tradizione identifica come una spina della corona messa sul capo di Gesù durante la Passione: la preziosa reliquia, posta nel tabernacolo, è ora visibile ai fedeli e ai visitatori.

Nella chiesa che custodisce le spoglie della beata Stefana Quinzani, il restuaro, affidato alla ditta cremonese Rizzi Luigi, nota per le tante operazioni di recupero svolte anche sul territorio cremonese, e che ha riguardato uno dei più grandi tesori di arte e fede della comunità soncinese, era iniziato nel giugno scorso e si è concluso all’inizio della Quaresima. La spesa, di oltre 80mila euro, è stata garantita dalla generosità della famiglia Danesi e della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona.

«La zona decorata a tinta unita – spiega il parroco don Giuseppe Nevi – è stata discialbata (una delicata operazione che consiste nel togliere uno strato di intonaco leggero dato sopra un dipinto) e sono emersi due dipinti, una Madonna Addolorata e Gesù nell’orto degli ulivi, che prima del restauro s’intravedevano soltanto. Sono stati anche restaurati tutti gli affreschi, fra cui un’Assunzione al cielo di Maria e un incontro fra Gesù e Maria sulla via della croce. Recuperato anche il soffitto a cassettoni dei primi del ‘900».

Nella cripta rimangono ora da riportare all’antico splendore i sette lunotti che contengono scene della passione di Cristo, acquistate dalla parrocchia all’inizio del ‘900 presso la parrocchia di Viadana e poi tagliate su misura. «L’idea c’è. Vanno trovati i fondi per finanziarla», conclude don Nevi.