“SignorNò. Alziamo la testa, non le armi”: il 28 marzo a Cremona incontro per giovani e adulti sull’articolo 11 della Costituzione
“SignorNò. Alziamo la testa, non le armi. Giovani e adulti in difesa dell’art. 11 della Costituzione”, è lo slogan dell’incontro in programma sabato 28 marzo alle 16 a Cremona, presso la Sala Puerari del Museo civico, in via Ugolani Dati 4. Interverrà Pasquale Pugliese, filosofo, saggista ed educatore del Movimento Nonviolento, con la partecipazione della band dell’Itis Torriani di Cremona.
L’evento – rivolto specialmente ai giovani – è promosso, nell’ambito del Festival dei Diritti 2026, da Amici di Emmaus Odv, Amnesty International, Pax Christi, Emergency, Tavola della Pace Cremona e Oglio Po, Comunità Laudato Si’ Cremona e Oglio Po, in collaborazione con CSV Lombardia Sud ETS e con il patrocinio del Comune di Cremona.
“Non abituiamoci alla guerra. È sempre una sconfitta”. Riprendono le parole di Papa Leone XIV i promotori dell’incontro presentando l’iniziativa: «Oggi, il diritto internazionale viene piegato alla logica della forza militare e la guerra è diventata purtroppo, uno strumento per risolvere le controversie internazionali, con la conseguenza di terribili sofferenze che ricadono su intere popolazioni. Diventa allora urgente riportare al centro del dibattito pubblico l’Articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Non è un principio simbolico, ma un vincolo giuridico che chiama a costruire un modello di sicurezza fondato sulla cooperazione, sul rispetto del diritto e su un ordine multipolare capace di prevenire i conflitti e promuovere la giustizia tra i popoli».
E ancora: «Difendere la pace significa anche assumersi una responsabilità verso le nuove generazioni. I giovani non possono essere esposti al rischio di diventare strumenti di strategie belliche o vittime di decisioni prese altrove. A istituzioni educative, società civile e politica spetta il compito di offrire strumenti critici, cultura di pace e reali opportunità di partecipazione consapevole alla vita democratica».