Giornata dell’acqua: un tesoro comune di cui ciascuno è responsabile
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2026, che si celebra oggi, la nuova puntata del video-podcast di TRC Torrazzo con vista accende i riflettori su una risorsa tanto fondamentale quanto spesso data per scontata: l’acqua. Ospiti della trasmissione Cristian Chizzoli, presidente di Padania Acque, e Linda Arata, docente e ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il punto di partenza è il territorio cremonese, che può contare su una condizione favorevole. Secondo Chizzoli «noi abbiamo la fortuna di vivere non solo in un territorio ricco d’acqua, ma anche in un territorio che negli anni ha investito molto e sta investendo tanto proprio per preservare questa risorsa, ma anche noi come gestore del servizio idrico in provincia siamo perfettamente consapevoli delle sfide che abbiamo di fronte, che riguardano la possibile carenza d’acqua per le generazioni future, ma anche i problemi legati alla potabilizzazione di quest’acqua». Una fotografia che tiene insieme opportunità e responsabilità.
Accanto alla dimensione locale, emerge con forza quella globale. «Nel mondo due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e questo dato potrebbe raggiungere i tre miliardi nel 2050. Quando un diritto umano fondamentale non è garantito a tutti, è una questione che riguarda ciascuno di noi, anche se l’accesso all’acqua potabile noi lo abbiamo», ha ricordato Arata. Un richiamo che sposta lo sguardo oltre i confini e invita a una maggiore consapevolezza.
Sul territorio cremonese, uno degli esempi più concreti di valorizzazione della risorsa, per il presidente Chizzoli, è rappresentato dalle case dell’acqua che «sono una peculiarità della nostra provincia, una delle poche ad avere costruito questa rete che ormai conta più di cento case dell’acqua. È un bell’esperimento di valorizzazione della risorsa e di educazione verso il consumo dell’acqua potabile dal rubinetto. L’anno scorso sono stati prelevati più di 15 milioni di litri di acqua che corrispondono a quasi 10 milioni di bottiglie di plastica da un litro e mezzo non consumate». Un dato che racconta non solo un risparmio ambientale, ma anche un cambiamento culturale.
La questione acqua tocca da vicino anche il settore agricolo, centrale per il territorio. «L’accesso all’acqua è una questione fondamentale e di recente l’agricoltura sta sperimentando eventi opposti: da una parte periodi con eccesso di piogge, dall’altra momenti di siccità», ha evidenziato Arata. In questo contesto, l’innovazione gioca un ruolo chiave: «L’adozione di sistemi di tecnologie digitali è fondamentale. Si va dalle tecnologie più semplici a sistemi avanzati di precisione, che utilizzano dati satellitari per identificare in modo puntuale all’interno di uno stesso appezzamento le esigenze idriche». Per la professoressa, al centro resta però il comportamento individuale e collettivo. «Se spreco l’acqua, non riguarda solo me: è una questione che riguarda tutti. Il costo di utilizzo di una risorsa naturale come l’acqua è inferiore rispetto al beneficio che io ne ricavo».
Una riflessione ripresa anche da Chizzoli, che ha messo in luce una contraddizione tipicamente italiana: «Viviamo quotidianamente la frustrazione di dare un servizio di valore altissimo, di cui, paradossalmente, ci si rende conto solo quando viene a mancare». Da qui un dato significativo: «Abbiamo dei consumi di acqua potabile che sono il doppio di quelli tedeschi. Quando l’acqua è così diffusa, così a basso costo, il rischio è che la si valorizzi poco».
La sfida, allora, è culturale prima ancora che tecnica: imparare a riconoscere il valore dell’acqua, custodirla e usarla con responsabilità.