Le relazioni omoaffettive interrogano le comunità cristiane: il 24 aprile al Cambonino incontro biblico-teologico con il gesuita padre Iuri Sandrin
Prosegue l’attenzione della Chiesa cremonese nei confronti delle persone omoaffettive e transgender e dei loro familiari, affinché possano sentirsi sempre più parte delle comunità. In particolare la Pastorale famigliare e Zona pastorale 3 propongono alle parrocchie delle città di Cremona due appuntamenti con l’obiettivo di aiutare a capire che davvero “Egli è il Signore di tutti” (Atti 10,36), così come ricorda lo slogan dell’iniziativa, tratta dagli Atti degli Apostoli.
«Già lo scorso anno – ricordano dalla Commissione diocesana afferente all’Ufficio Famiglia, che promuove i due incontri insieme alla Zona pastorale 3 – ci si era confrontati con uno psicologo e un teologo per meglio comprendere il significato di parole come identità sessuale, orientamento sessuale, genere e per porci in ascolto dello Spirito, affinché ci aiutasse a capire la ricchezza di ogni persona e a camminare nell’ascolto e nella fraternità. Si era colta l’importanza di capire meglio termini che, spesso travisati o confusi, possono generare difficoltà nei tentativi di dialogo all’interno della comunità cristiana, portando anche a incomprensioni e pregiudizi che non fanno procedere nell’ascolto e nel cammino di fede. Molte persone avevano partecipato all’incontro e avevano espresso il desiderio di continuare ad approfondire un confronto su questa attenzione pastorale che porta a interrogarsi come comunità sul valore di ogni persona, sugli affetti, sulle relazioni interpersonali, sullo sguardo di Dio su ciascuno».
Proprio per dare continuità a questa esigenza si terranno due incontri, ospitati dall’unità pastorale “Don Primo Mazzolari” presso la chiesa di S. Giuseppe, nel quartiere Cambonino (in via Aldo Moro 10).
Venerdì 24 aprile alle 21 interverrà padre Iuri Sandrin, gesuita della comunità di San Fedele a Milano, che, partendo dall’ascolto della Parola di Dio, aiuterà a riflettere su come le relazioni omoaffettive interrogano le comunità cristiane. Come Pietro si domandava perplesso, tra sé e sé, che cosa significasse ciò che aveva visto (At 10,17) anche le comunità cristiane di oggi si pongono tanti interrogativi legati alla realtà delle persone LGBT+ e al cammino che si può percorrere insieme.
Venerdì 8 maggio, sempre alle 21 nella chiesa del Cambonino, insieme al vescovo Antonio Napolioni si vivrà una veglia di preghiera per il superamento di ogni discriminazione, e in particolare dell’omotransfobia. «Invocare insieme lo Spirito e porci insieme in ascolto della Parola – spiegano gli organizzatori – sono gli atteggiamenti fondamentali per vivere un discernimento comunitario».
Ad iniziative come queste si è invitati anche dal documento finale del Sinodo che, al n 30, richiama la comunità ecclesiale ad essere “uno spazio nel quale ognuno può sentirsi compreso, accolto, accompagnato e incoraggiato, con una particolare attenzione a coloro che rimangono ai margini e sollecita le Chiese locali affinché superando l’atteggiamento discriminatorio a volte diffuso negli ambienti ecclesiali e nella società, si impegnino a promuovere il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender, così come dei loro genitori, che già appartengono alla comunità cristiana”. Nello stesso testo si invita a sostenere “con la preghiera e la riflessione” la giornata internazionale per il superamento dell’omotransfobia del 17 maggio.
«In comunione con la Chiesa – è l’auspicio della Commissione diocesana dell’Ufficio Famiglia – confrontiamoci quindi serenamente con gli interrogativi che ci pongono queste nuove frontiere pastorali per poter riconoscere in ogni persona un fratello col quale camminare nella fede e nella comunione».
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