La Fondazione Invernizzi e la Cattolica di Cremona investono sui giovani talenti dell’agroalimentare
Al campus cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi: ventiquattro studenti della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, tra matricole di triennali e magistrali, hanno ricevuto il riconoscimento per il loro merito.
Il presidente della Fondazione, Giuseppe Bertoni, ha scelto la parabola evangelica dei talenti per rivolgersi ai premiati: «Il Signore premia chi i talenti li ha usati, li ha fatti crescere e fruttare. Non coloro che li hanno messi sottoterra». Un’immagine che sintetizza la filosofia della Fondazione: «Se ci teniamo tanto a premiare i meritevoli è perché la società progredisce solo grazie alle persone che hanno merito, che li valorizzano e che lo mettono al servizio della comunità», ha aggiunto Bertoni.
«Grazie alla Fondazione Invernizzi siamo in grado di attrarre l’eccellenza e i migliori studenti nella nostra Università», ha sottolineato Pier Sandro Cocconcelli, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Nel suo intervento Cocconcelli ha ricordato anche la richiesta concreta che arriva dal mercato del lavoro: «Una domanda continua di laureati nel nostro settore, di studenti in gamba, che sappiano gestire la complessità del futuro e le sfide che comporta». Del resto, ricorda il preside il comparto agroalimentare italiano, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e nuove filiere produttive, «ha un bisogno concreto di competenze aggiornate e di menti capaci di tenere insieme visione, etica e tecnologia avanzata».
Nata nei primi anni Novanta per volontà del Cavaliere del Lavoro Romeo Invernizzi e della moglie Enrica Pessina, la Fondazione sostiene ricerca e formazione nei campi dell’Economia, delle Scienze agroalimentari e della Medicina. Il legame con la sede di Piacenza e Cremona della Cattolica punta dritto sull’agrifood, settore strategico e spesso sottovalutato nel dibattito pubblico.
Una cerimonia che ha sancito un patto a tre: la Fondazione che investe sui giovani, l’Università che li forma, gli studenti che si impegnano a non sprecare quanto ricevuto.