La persona al centro: inaugurato il Centro Nazionale Autismo di Fondazione Sospiro

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È stato il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, a tagliare il simbolico nastro con cui oggi  pomeriggio è stato inaugurato il Centro Nazionale per il Trattamento delle Psicopatologie nell’Autismo e nelle Disabilità Intellettive a Sospiro, nei pressi di Cremona, grazie alla Fondazione Sospiro ETS. 

Il Centro, unico nel panorama italiano ed europeo, ha la peculiarità di rispondere in maniera strutturata, integrata e altamente specializzato ai bisogni delle persone con autismo e disabilità intellettive che presentano quadri psicopatologici complessi.

Un tema, quello del disturbo dello spettro autistico, che negli ultimi venti anni ha visto crescere in maniera esponenziale e significativa i propri numeri in tutto il mondo – le stime attuali dello studio nazionale pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità (2024) indicano un nuovo caso ogni 77 nascite (nella fascia di età 7-9 anni) e, addirittura un nuovo caso su 36 nascite negli Stati Uniti secondo il Centers for Disease Control and Prevention – costituendo un’autentica emergenza socio-sanitaria che necessita risposte strutturate dall’alto profilo professionale.

L’incremento delle diagnosi è in gran parte correlato ad una maggiore capacità diagnostica degli specialisti attraverso un riconoscimento del rischio clinico fin dalla più tenera età e, al contempo, una maggiore capacità di rilevare forme più lievi rispetto al passato, soprattutto in età avanzata.

La letteratura scientifica internazionale ha, concordemente, dimostrato che un intervento intensivo, precoce e integrato consente di diminuire significativamente le problematiche comportamentali e di fronteggiare con successo quelle psicopatologiche.

“Con il Centro Nazionale Autismo potremo offrire quei trattamenti efficaci che ad oggi, in Italia, molti soggetti con autismo non hanno avuto – ha sottolineato il direttore della Fondazione Sospiro ETS, Fabio BertusiMigliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie è il nostro più grande obiettivo che si inserisce perfettamente nella mission della nostra Fondazione, in continuità con l’antico Istituto Ospedaliero di Sospiro, nato nel 1897 grazie alla generosità di laici e religiosi per offrire risposte di assistenza e cura rese necessarie a causa delle condizioni di grave miseria della popolazione, le cui condizioni di vita erano inscindibilmente legate alla struttura dell’organizzazione agraria, tipica di questo luogo”.

Oggi, come allora, sia pure trasformati nella ragione giuridica, lo spirito di mutualità – con la persona sempre al centro di ogni nostra azione valorizzandone le potenzialità e costruendo percorsi di cura che restituiscano dignità, qualità di vita e prospettive future – è rimasto quello delle origini e il Centro Nazionale Autismo è l’ultimo segmento di una lunga catena di servizi promossi dal Dipartimento delle Disabilità di Fondazione Sospiro ETS, erogando prestazioni riabilitative e abilitative ad oltre seicento persone adulte e minori provenienti da tutta la Lombardia”, ha concluso il direttore Bertusi.

Questo pomeriggio vi presentiamo una casa – ha esordito il presidente di Fondazione Sospiro ETS, Giovanni Scotti, rivolgendosi agli oltre duecento presenti all’inaugurazione. Perché questo non è una nuova residenza o, come banalmente si dice, un reparto di Fondazione Sospiro. È qualcosa di profondamente diverso, una casa che abbiamo voluto riservare ad un progetto clinico, unico in Italia, forse in Europa. Una casa, le cui fondamenta ideali sono state gettate in un momento in cui tutto sembrava rimanere sospeso, incerto… era la Settimana Santa della Pasqua del 2020, settimana di Passione di nome e di fatto in cui, anche nelle comunicazioni quotidiane agli operatori dove, con norme cliniche impartite via via dall’Istituto Superiore della Sanità e dalla Regione, si aggiungevamo anche alcuni spunti motivazionali. Nell’occasione, traendolo dalla liturgia di quei giorni, c’era il richiamo ad amare fino alla fine. In quel frangente amare fino alla fine significava assistere la persona malata per tutto il tempo necessario, ma anche farlo con tutta la dedizione necessaria: amare fino alla fine significava anche sapersi adattare alle situazioni diverse che si dovevano affrontare – ha continuato il presidente Scotti – c’è stato lo scatto in avanti, perché nonostante il momento difficile ci siamo convinti che fosse doveroso proseguire con un nuovo amare fino alla fine. Ed è così che è nato il Centro Nazionale Autismo: amare fino alla fine significava prendersi carico interamente del disagio della persona con disabilità, fino al risultato prefissato, ovvero farsi carico completamente di quel disagio, dedicarsi con dedizione quotidiana per rispondere in modo concreto ad una fiducia riposta in noi”.

Amare fino alla fine per l’attività del Centro Nazionale Autismo significa saper riconoscere quanto la fase di trattamento presenta di nuovo e saperlo applicare nei trattamenti successivi. Significa creare un bagaglio di competenze che possa essere a disposizione di tutti. Perché se c’è qualcosa che non ha recinti è la sofferenza, che non è mai virtuale ma sempre drammaticamente concreta. Se altri potranno usufruire delle nostre competenze, per alleviare altre sofferenze, ben vengano, ha concluso il presidente della Fondazione.

Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha sottolineato come ’l’inaugurazione del primo Centro nazionale dedicato al trattamento dei casi complessi nelle persone con disturbo dello spettro autistico e disabilità intellettive rappresenta un passo importante per tutto il Paese”. “Oggi – ha proseguito il Ministro – nasce un luogo che mette al centro la persona, la dignità, il diritto alla cura e il sostegno concreto alle famiglie. Ringrazio Fondazione Sospiro, il presidente Giovanni Scotti, il professore Serafino Corti, tutti i professionisti, gli operatori, le istituzioni e le famiglie che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante traguardo, che dimostra quanto sia importante lavorare insieme, unendo competenze sanitarie, ricerca, formazione e attenzione sociale, per costruire percorsi sempre più personalizzati e rispondenti ai bisogni reali delle persone. Su questa strada dobbiamo continuare a investire, promuovendo un nuovo sguardo fondato sul valore di ogni Persona”.

Anche la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso suor Veronica Amata Raffaello, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità, ha voluto esprimere gratitudine per la nascita del Centro Nazionale Autismo, poiché  – ha detto suo Raffaello dopo aver portato il saluto del vescovo Antonio Napolioni, che non ha potuto essere presente per inderogabili impegni pastorali – “rappresenta non solo un traguardo scientifico e sanitario, ma un segno di civiltà, di umanità e di speranzaIn un tempo in cui spesso il valore delle persone viene misurato dall’efficienza, dalla produttività o dall’autonomia, questo luogo ci ricorda invece che ogni vita possiede una dignità infinita, indipendentemente dalla fragilità che porta con sé. Qui non si curano semplicemente patologie: qui si custodiscono persone, storie, famiglie, ferite, desideri e possibilità di futuroCome Chiesa sentiamo una particolare gratitudine e vicinanza a questa missione, perché il Vangelo ci insegna che nessuno deve sentirsi invisibile, escluso o definito soltanto dalla propria condizione”.

Fondazione Sospiro ETS, ben nota realtà di riferimento nel sistema sociosanitario lombardo e nazionale, con la creazione del Centro Nazionale per il Trattamento delle Psicopatologie nell’Autismo e nelle Disabilità Intellettive, con dieci posti letto, offrendo percorsi terapeutici intensivi e integrati della durata massima di dodici mesi si pone, quindi, “il duplice obiettivo di intervenire significativamente sulla riduzione dei comportamenti critici e di potenziare le abilità adattive e l’autonomia delle persone, oltre a dedicare una attenzione particolare alla formazione di familiari e operatori per garantire alla persona uscita dal Centro la continuità degli interventi atti a favorirne il reinserimento in contesti di vita a minore intensità assistenziale, ha evidenziato Serafino Corti, direttore del Dipartimento delle Disabilità di Fondazione Sospiro.

Il Centro Nazionale Autismo è frutto della cultura del dono, ha sottolineato il presidente Scotti nel suo intervento, “il Centro è di Fondazione Sospiro e Fondazione Giorgio Conti, per quanto riguarda le foresterie, ma è anche di Fondazione Cariplo, di Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, di Banca d’Italia, delle decine di imprenditori che ci hanno sostenuto, di tanti che ci sono stati vicini in questi anni e con cui abbiamo intrapreso un percorso di amicizia e collaborazione, di tante persone anonime che ci hanno sostenuto col loro 5 x 1000. Oggi il Centro Nazionale Autismo è un patrimonio del territorio cremonese e dei cremonesi”.

Tra i presenti all’inaugurazione, oltre alle autorità civili e militari provinciali, Francesco Vaia, membro dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Maria Luisa Scattoni, dirigente di ricerca dell’ISS, dove coordina l’Osservatorio Nazionale Autismo, Alessandro Manfredi, presidente della Lega per i diritti delle persone con disabilità (LEDHA), Franco Verdi, rappresentante territoriale per Cremona della Fondazione Cariplo e della Fondazione Comunitaria della provincia di Cremona, il sindaco di Sospiro, Fausto Ghisolfi, il direttore generale dell’assessorato al Welfare della Regione Lombardia, Mario Giovanni Melazzini e l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso che ha inviato un messaggio con un audiovideo.