Anche la bellezza è accoglienza: le opere di Ticonzero alle Cucine Benefiche

La ristrutturazione della Casa dell’Accoglienza ha portato al rinnovo anche degli spazi che, all’interno della struttura di viale Trento e Trieste, a Cremona, sono messi a disposizione della Società San Vincenzo de’ Paoli e il cui servizio più conosciuto è certamente quello delle Cucine Benefiche.

L’ammodernamento degli spazi è servito anche per una riorganizzazione delle funzionalità anche a fronte di un importante aumento degli ospiti.

«Con i nostri volontari tutti i giorni, compresi festivi, 7 giorni su sette, ospitiamo chiunque abbia bisogno di un pasto caldo e gratuito. Attualmente ospitiamo circa 70-80 persone al giorno», precisa il presidente diocesano della Società San Vincenzo de’ Paoli, Massimo Fertonani, mettendo a confronto i numeri di oggi con le 35-40 presenze  del recente passato, di fatto dunque raddoppiate.

Durante i lavori la San Vincenzo ha scelto di rispondere non solo a esigenze di efficienza e logistica, ma anche con una attenzione alle persone che accedono alla Cucine benefiche.

«Abbiamo provato a rendere i locali, oltre che più funzionali e più capaci, anche più belli – prosegue l’architetto Fertonani – dotandoli di opere d’arte, perché l’arredamento potessi diventare anche una forma di compagnia». E lo si è voluto fare attraverso un progetto di forte impronta sociale.

Così a dare forma a questa visione è stata l’associazione di promozione sociale Ticonzero, una realtà che opera nel campo della neurodivergenza utilizzando l’arte e il teatro sociale come vere e proprie terapie non farmacologiche. Un lavoro che si apre alla città attraverso collaborazioni culturali di alto profilo.

L’intuizione scaturisce da una convinzione profonda: «Tutti – afferma il presidente della San Vincenzo cremonese – siamo in grado, se lo vogliamo, di essere vicini alle persone più bisognose, ciascuno con le proprie competenze, con le proprie abilità. Questo era un nostro obiettivo e pensiamo di esserci riusciti».

Siria Bertorelli, arteterapeuta dell’atelier Ticonzero, illustra la filosofia del gruppo: «Lavoriamo con la psichiatria e con tutte le utenze con fragilità per dimostrare che anche nell’ambito della disabilità e delle neurodivergenze può nascere la bellezza».

Per le pareti delle Cucine Benefiche sono stati scelti i paesaggi realizzati da Martina e Giuseppe, artisti dell’atelier individuati per la capacità delle loro opere di dialogare con lo spazio, come il bellissimo giardino che accoglie gli ospiti all’entrata degli ambienti della San Vincenzo, che garantiscono anche il Servizio docce e un centro d’ascolto, affiancandosi ai servizi garantiti in via San Francesco d’Assisi, dove si trova il magazzino per la distribuzione dei pacchi alimentari e alcuni spazi abitativi.

Il percorso artistico di Ticonzero si completa anche in alcuni altri spazi della Casa dell’accoglienza di Cremona, in particolare la mensa e gli uffici della Caritas diocesana, al cui ingresso è stata posta l’opera ispirata alla pala d’altare Carità di sant’Omobono del Campi, attraverso la quale gli artisti di Ticonzero in modo collettivo hanno reinterpretato la figura del Patrono. Queste due opere erano nate per il progetto “Other Vision”, il percorso creativo promosso dal Museo Diocesano di Cremona che ha invitato i ragazzi di Ticonzero a misurarsi con l’iconografia sacra della città.

La tradizione racconta che la borsa di sant’Omobono non si svuotasse mai: ogni moneta donata riappariva per miracolo, permettendo al Patrono di non negare aiuto a nessuno. Oggi quel gesto si rinnova nelle strutture della Casa dell’Accoglienza, dove la carità si accompagna alla cura per gli altri anche attraverso la bellezza degli spazi.

Poter vedere oggi questi quadri stabilmente allestiti in un luogo di servizio quotidiano è un traguardo che va oltre il valore estetico. «Averle allestite in questi nuovi spazi pensati per accogliere è motivo di orgoglio – conclude Siria Bertorelli – non solo per noi che lavoriamo nell’atelier Ticonzero, ma anche per tutte le famiglie dei nostri utenti che vedono che anche nell’ambito della disabilità possono nascere davvero dei progetti belli, di bellezze alternative, nuove».

L’integrazione di queste opere nella Casa dell’Accoglienza di Cremona rappresenta un esempio virtuoso di comunicazione e collaborazione. L’Atelier Ticonzero, con sguardo e sensibilità capace di tradurre la neurodivergenza in linguaggi nuovi, dialoga con Caritas e San Vincenzo, braccia operative della carità.

 

 

Other Vision: con l’Atelier Ticonzero il Patrono di Cremona visto da un’altra prospettiva