Bella Fra’, musica, colori e preghiera nello stile di san Francesco lanciano il cre-Grest 2026

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«I momenti più importanti dei Grest che state per vivere saranno quelli in cui incrocerete gli occhi dei vostri amici, quelli dei bambini e dei ragazzi, perché quegli occhi aspettano di essere liberati dalla tristezza, dalla solitudine, dalla paura. E chi siamo noi per farlo, senza Gesù e il suo Vangelo?».

Con queste parole il vescovo Antonio Napolioni ha augurato buon Grest agli oltre 300 animatori presenti al PalaCava nella tarda serata di domenica 17 maggio 2026, dopo che già nel pomeriggio altri 200 erano già venuti ad assistere alla presentazione del progetto Cre-Grest 2026.

Una serata piena di energia, iniziata con le foto di gruppo dei ragazzi e con l’invito a ciascuno a scrivere, su un grande tabellone ispirato alla Porziuncola, una parola legata al tema del sogno, che avrebbe poi segnato la prima parte della presentazione.

L’arrivo e l’accompagnamento degli animatori dei diversi gruppi è stato animato da un mix inni del Grest del passato e da hit dell’anno in stile DJ set.

Il grande spettacolo di Bella Fra’ – Guardate a lui e sarete raggianti! è stato poi preso per mano da Mattia Cabrini, attore e regista della Compagnia dei piccoli, che ha accompagnato animatori e accompagnatori in un viaggio di ispirazione francescana.

Un’entusiasmante esplorazione in quattro scene che hanno simbolicamente tracciato il contorno del crocifisso di san Damiano, scomposto in pezzi ispirati al sogno/vocazione, alla fraternità, alla pace e alla lode, come ha spiegato il conduttore spiegando il senso del Tau disegnato sulla maglie.

Quattro temi esplorati attraverso la musica, il canto, il ballo, la recitazione e il dialogo. Un grande contenitore che ha vissuto i suoi momenti più intensi nel talk con don Davide Ferretti e Gloria Manfredini, rientrati a fine gennaio dalla missione in Brasile, a Salvador de Bahia, dove hanno prestato servizio nella parrocchia di Gesù Cristo Risuscitato.

La serata di Bella Fra’ ha vissuto dell’alternanza tra momenti di riflessione e di testimonianza, come quello delle ragazze e dei ragazzi dei due gruppi del Pozzo di Giacobbe, coreografie, frammenti di spettacolo e momenti di animazione. Un lavoro corale che ha riscosso un grande successo e ha messo in evidenza, ancora una volta, che quando i talenti di ciascuno si spendono per una causa comune, il risultato non può che essere eccellente.

A confermarlo la trascinante coreografia dell’Inno del Grest – https://youtu.be/1IhZuwmZjVA – ballato sul palco nel pomeriggio da un gruppo di Sant’abbondio e nella serata da ragazze e ragazzi Cristo Re, Casalmorano e Torre.

Un successo cui hanno fatto eco le ragazze e i ragazzi di San Bassano, che hanno estratto dal loro musical Forza venite gente la bellissima coreografia di 24 piedi siamo.

Evocativi, divertenti e ricchi di significato sono stati i momenti di confronto tra il conduttore e gli attori che nel musical della Compagnia bella storia, dell’oratorio di Soresina, interpretano i personaggi di Pietro di Bernardone, padre di San Francesco, interpretato da Pietro Callini, e di Frate Leone, Cristian, con un’intervista in stile Belve sul tema della regola di san Francesco. Un momento divertente che nel finale ha lasciato un segno importante. «Lo rifaresti?», ha chiesto il conduttore a Leone: «Sì, ma con meno illusioni, perché il mondo ti promette di riempirti, mentre Francesco invece ti svuota… e lì finalmente respiri».

Tra i momenti clou della serata la sfilata delle nuove divise per animatori, coordinatori e sacerdoti, in perfetto stile passerella, con la spiegazione delle illustrazioni e dei simboli scelti per realizzarle.

Esilarante il momento di animazione di Beru, Nel convento del 200, tratto dal suo nuovo spettacolo Franco d’Assisi, che ha coinvolto molti animatori e divertito con la sua consueta carica e verve.

Commovente il monologo di Santa Chiara, interpretata da Nicole, che ha cantato in modo magistrale la canzone Povertà Un momento intenso, che ha ricordato agli animatori che «la preghiera non è fuga dal mondo, ma il modo più profondo per restarci dentro con amore. E dove c’è un cuore che si affida, lì Dio costruisce la sua casa».
Il quadro finale, che ha visto coinvolti quasi tutti i protagonisti della serata, si è aperto con la lettura del Cantico delle Creature, è proseguito con la preghiera del Vescovo e la canzone della Preghiera del Grest.

In chiusura Mattia Cabrini ha ringraziato le moltissime persone che hanno reso possibile una serata memorabile, che inaugura “col botto” la stagione dei Grest.