A Torrazzo con vista storia e contemporaneità a confronto

 

Cremona che dialoga con il contemporaneo, senza perdere il rapporto con la propria storia. È questo il cuore della nuova edizione di Cremona contemporanea, il festival diffuso dedicato all’arte contemporanea che torna in città per il quarto anno consecutivo e che è stato inaugurato proprio in questo weekend. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale cittadino e al centro della nuova puntata del video-podcast Torrazzo con vista, che ha ospitato Michele Rovescalli, event coordinator della manifestazione, ed Enrico Perni, restauratore e curatore di RobolottiSei.

Il punto di partenza è stato proprio il significato dell’arte contemporanea e il suo rapporto con il presente. «Se l’arte classica racconta il passato, le nostre radici, l’arte contemporanea prova a porre un focus proprio sulla contemporaneità», ha spiegato Rovescalli. Un aspetto che, secondo lui, rende spesso difficile il rapporto del pubblico con questo linguaggio artistico: «Forse proprio per questo motivo è sempre difficile da capire. Si apre spesso il tema di che cosa significhi, che cosa voglia dire l’autore, perché nella contemporaneità è molto più difficile avere gli strumenti per valutare e cercare significato in quello che viene rappresentato».

Una riflessione che si è intrecciata con il punto di vista di Enrico Perni, che vive il rapporto con l’arte partendo dal restauro e quindi da una sensibilità fortemente legata all’antico. Eppure proprio da lì nasce il fascino che prova verso Cremona Contemporanea: «Sono un grande estimatore del contrappunto, quindi per me il vero valore del festival sta proprio nel dialogo tra installazioni contemporanee e luoghi storici della città». Palazzi antichi, cortili, spazi normalmente non accessibili o poco conosciuti diventano parte integrante dell’opera stessa. «Il fatto che le installazioni siano studiate per essere collocate in ambienti storici crea un legame molto bello tra storicità e contemporaneità».

Il tema del dialogo è diventato allora centrale nella puntata. Rovescalli ha sottolineato come una delle esperienze più significative maturate in questi anni sia stata proprio la costruzione di una rete con il territorio. «Alla quarta edizione di Cremona contemporanea una delle cose più belle che ho sperimentato è questa capacità di mettersi in dialogo con gli enti del territorio, con le varie realtà, con le venue che ospitano le installazioni e che di fatto diventano parte di esse».

Una dinamica che Perni ha visto concretamente anche negli spazi di RobolottiSei. Ha ricordato, ad esempio, un’installazione che riproduceva una vera e propria agenzia viaggi: «I visitatori entravano fisicamente nell’opera, interagivano con essa, diventavano parte dell’esperienza artistica. Questo dimostra una grandissima attenzione per i dettagli. Ogni opera viene studiata per essere contestualizzata e dialogare con il luogo che la ospita».

Per Rovescalli questo lavoro nasce anche dal desiderio di valorizzare la città stessa. «Cremona contemporanea non vuole essere soltanto una rassegna artistica, ma un’occasione per aprire Cremona ai visitatori. L’idea è che nessuno si senta escluso: locali, cortili, palazzi e spazi cittadini diventano occasioni per vivere il territorio e scoprirlo, anche al di fuori delle installazioni». Una rete che coinvolge enti, associazioni, attività commerciali e aziende, pur nella consapevolezza che eventi di questo livello richiedono investimenti sempre maggiori.

 

Cremona Contemporanea: l’arte fa tappa anche in Palazzo Vescovile, in Cattedrale e nella chiesa dei Santi Marcellino e Pietro