Università Cattolica, a Santa Monica un campus grande come il mondo

 

L’internazionalizzazione non è soltanto una parola chiave del mondo accademico contemporaneo: è una prospettiva, un metodo di lavoro, una scelta culturale che coinvolge studenti, docenti e territori. È stato questo il filo conduttore della nuova puntata di Torrazzo con vista, il video-podcast diocesano che ha avuto come ospiti Laura Zoni, vicepreside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza-Cremona, e Ilaria Galavotti, docente dello stesso ateneo. Punto di partenza della conversazione è stato il recente conseguimento, da parte della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, dell’accreditamento AACSB International, uno dei più prestigiosi riconoscimenti mondiali per le business school. Secondo i dati ufficiali, meno del 6% delle istituzioni universitarie che offrono programmi in ambito economico e manageriale possiede questo accreditamento, presente in poco più di un migliaio di realtà distribuite in circa 70 Paesi. Un traguardo che colloca la sede stessa in una rete internazionale di eccellenza.

«Ho seguito questo processo negli ultimi dieci anni», ha raccontato la professoressa Zoni. «È stato un percorso lungo, costruito attorno a nove indicatori di qualità. Un risultato che rende orgogliosa tutta l’università, perché riconosce il lavoro svolto nella ricerca, nella formazione, nelle collaborazioni e nelle partnership internazionali».

Un riconoscimento che, come ha sottolineato Ilaria Galavotti, non riguarda soltanto i vertici accademici o i docenti, ma coinvolge l’intera comunità universitaria. «È motivo di grande orgoglio per tutta la comunità dell’Università Cattolica ed è un valore aggiunto anche quando si entra in classe. Gli studenti percepiscono di far parte di una realtà riconosciuta a livello internazionale. Allo stesso tempo non è una bandierina conquistata una volta per tutte, ma uno stimolo a fare sempre meglio».

L’internazionalizzazione, però, non coincide semplicemente con la presenza di studenti stranieri o con qualche esperienza all’estero. È una prospettiva che attraversa tutta la vita dell’ateneo. «Fino ad ora abbiamo ragionato su programmi di exchange, semestri all’estero e alcune esperienze di double degree», ha osservato Zoni. «La vera prospettiva futura è potenziare le collaborazioni con altri atenei e sviluppare percorsi di joint degree, nei quali la formazione sia realmente internazionale».

Un percorso che non implica l’abbandono delle radici territoriali. Al contrario. La vicepreside ha ricordato come gli studenti provenienti dall’estero entrino in contatto diretto con le imprese e le realtà economiche di Cremona e Piacenza, creando un dialogo continuo tra dimensione globale e locale.

Sul tema è intervenuta anche Galavotti, spostando l’attenzione su un altro aspetto fondamentale: quello della ricerca. «Non solo l’accreditamento AACSB riconosce i programmi per gli studenti. Un punto fondamentale è proprio la formazione, la ricerca e il lavoro dei docenti». Un elemento che la stessa Zoni ha definito centrale, ricordando come il processo di valutazione abbia preso in esame le pubblicazioni scientifiche, il loro impatto internazionale e la capacità dei docenti di contribuire al dibattito accademico globale.

In fondo, l’accreditamento ottenuto rappresenta la conferma di un percorso già avviato. «L’Università Cattolica respira già un’aria internazionale», ha ribadito Zoni. «Se siamo arrivati a questo risultato significa che negli anni è stato costruito qualcosa di solido».

Una dimensione che non riguarda soltanto la qualità della didattica o della ricerca, ma anche la missione educativa dell’università.

È proprio qui che, secondo Galavotti, si coglie il valore più autentico di questo percorso: «Il riconoscimento del lavoro di una comunità educante che non si limita a trasmettere competenze, ma accompagna le persone nella crescita. Un compito che oggi passa anche dalla capacità di aprirsi al mondo senza perdere il legame con il territorio». Una sfida che l’Università Cattolica di Piacenza-Cremona ha scelto di raccogliere guardando lontano, ma con i piedi ben piantati nella realtà.