Dalla piazza al futuro: la Cremona che innova si racconta dal vivo a “Con vista Torrazzo”

La fotogallery della serata

 

Il video-podcast Torrazzo con vista, prodotto da TRC-TeleRadio Cremona Cittanova all’interno della torre campanaria di Cremona, grazie alla disponibilità dei Musei diocesani, ha salutato la conclusione della seconda stagione prima della pausa estiva. E, come ormai da tradizione, lo ha fatto scendendo tra la gente: un cambio di prospettiva che porta le voci, dall’alto delle bifore medievali, direttamente al livello della strada, nel cuore della comunità.

Così nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno, piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, tra la Cattedrale e il Palazzo vescovile, si è trasformata nel palcoscenico di #CVTlive26 – CREMONinnova. Un’edizione caratterizzata da uno stile fresco e aperto, ma con un baricentro tematico ben definito: l’innovazione e le forze che muovono il territorio.

Ad aprire la serata intorno alle 18.30 sono state le note della cantautrice cremonese Giulia Dagani che, accompagnata alla chitarra da Matteo Chirivì, ha alternato brani del proprio repertorio ai classici della musica italiana, introducendo il pubblico al primo momento di confronto, che i presenti hanno potuto seguire gustando anche un aperitivo, grazie alla collaborazione con la caffetteria Il Voltone presente sulla piazza anche con il suo coloratissimo food truck.

E proprio il cibo e, più in generale, il tema dell’agroalimentare è stato al centro del primo talk, Food (r)evolution: il futuro in tavola, che, condotto da Andrea Bassani, ha messo a confronto l’imprenditoria agricola, la sostenibilità e la difesa della qualità locale. Sul palco si sono confrontati Giusy Brignoli (Rigenera), Matteo Ghisoni (Buon Palato) e Beatrice Santini (Ca’ de Alemanni). Dalle loro testimonianze è emersa la concretezza quotidiana di un settore cruciale ma complesso. «Tutti i nostri mestieri hanno a che vedere con il “fare” – ha ricordato Beatrice Santini – quello che semini devi tirarlo su. La disponibilità di cibo non è affatto scontata». Un concetto ripreso da Giusy Brignoli, che ha evidenziato le sfide del produrre «sotto un cielo con un sole sempre più rovente», richiamando la necessità dell’innovazione tecnologica e dell’urgenza di comunicare l’agricoltura in chiave positiva ai giovani, oltre che come occasione, per alcune categorie di persone, per un inserimento sociale. Di relazioni e di un nuovo approccio al consumo ha parlato invece Matteo Ghisoni, definendo la sua bottega come il luogo in cui «ritrovare il gusto di un dialogo con il consumatore, dove il prodotto viene proposto raccontando una storia».

Dopo un intermezzo musicale, la piazza ha ascoltato il monologo teatrale Il Torrazzo: l’algoritmo di pietra, scritto e interpretato dall’attore cremonese Mattia Cabrini, della Compagnia dei Piccoli. Un momento giocato tra ironia e comicità, capace però di trasformarsi in uno spunto di riflessione più profondo che ha ribaltato l’idea comune di tradizione: il Torrazzo non come un vecchio cimelio, ma come «un’innovazione che ce l’ha fatta», una macchina medievale costruita per comprendere il tempo. Cabrini ha tracciato un filo rosso tra le generazioni: «I cremonesi che hanno iniziato a costruirlo sapevano che non ne avrebbero visto la fine, ma avevano fiducia nel futuro». Da qui, la provocazione: «Voi cosa state costruendo che resterà?».

Il secondo talk – dal titolo AI job. Il fattore umano: ricerca, impresa, persone – ha allargato lo sguardo al rapporto tra alta formazione e tessuto produttivo. Matteo Gosi (Wonder S.p.A.) e Sergio Venturini (Università Cattolica) hanno analizzato l’evoluzione del lavoro e l’impatto della tecnologia. Raccogliendo anche il monito espresso proprio in questi giorni dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul governare il cambiamento, il dibattito ha toccato la necessità di formare nei giovani una coscienza critica e non solo una competenza tecnica. Gosi ha portato l’esperienza concreta di Wonder, azienda metalmeccanica di provincia diventata leader europeo nell’automotive proprio grazie a robotizzazione e welfare aziendale. Nel corso del dialogo si è riflettuto anche sul ruolo di Cremona, intesa come archetipo di una piccola città che compete nel mercato globale: un osservatorio privilegiato per costruire ecosistemi virtuosi tra accademia (come dimostrato dall’esperienza del Master universitario in AI e data science per le imprese di cui Venturini è coordinatore) e tessuto manifatturiero, per attrarre e trattenere i giovani talenti offrendo loro un lavoro di qualità e dotato di senso.

La serata, che si è quindi conclusa con l’ultimo set musicale, è stata organizzata dal team di TRC e dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, in collaborazione con i Musei diocesani, la caffetteria Il Voltone e Pro Cremona. Il successo della manifestazione e il supporto al progetto si devono al contributo di un gruppo di sponsor del territorio: Credito Padano, Cattolica Assicurazioni (agenzia Rialto), Confcooperative Cremona, C2 Corporate e Padania Acque.

Con questa versione live, Torrazzo con vista ha concluso la sua seconda stagione di video-podcast offrendo un’occasione nuova di incontro e – nello spirito dell’iniziativa editoriale targata TRC – un momento in cui “affacciarsi” su un territorio che cambia, aprendo un dialogo tra le storie che lo rendono vivo e i grandi temi globali che riguardano la cultura e la società, sempre più connesse, sempre più in relazione.

Torrazzo con vista comunque non andrà in vacanza: nei mesi estivi, infatti, saranno proposti attraverso le piattaforme del podcast (Youtube, Spotify e Instagram) alcuni contributi speciali registrati lo scorso maggio in occasione della Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali coinvolgendo diverse realtà del territorio impegnate nell’ambito della comunicazione e dei podcast.

 

 

Podcast day, all’ombra del Torrazzo microfoni aperti sulle storie del territorio