“Franco d’Assisi”: al Grest “BellaFra!” la storia dell’altro frate di Assisi mette in scena animazione e riflessione

 

Si intitola Franco d’Assisi. È lo spettacolo che sta animando le settimane estive in molti oratori della diocesi (e non solo). Tra divertenti sketch in cui anche bambini e ragazzi da spettatori diventano protagonisti, e momenti che lasciano spazio alla riflessione, l’attore e animatore cremonese Stefano Priori, in arte Beru, porta sul palco la storia di un simpatico frate, Franco d’Assi, che si trova al posto giusto, ma nel momento più sbagliato per diventare famoso.

Nella campagna di Assisi, mentre tutti parlano delle straordinarie imprese di san Francesco, Franco sogna di essere santo proprio come lui. Il problema è che, con l’attenzione tutta rivolta al Poverello di Assisi, nessuno sembra accorgersi di lui. Mentre un menestrello girovago canta le imprese del santo destinato a diventare il patrono d’Italia (come il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli o la scelta della povertà), Franco prova disperatamente a fare lo stesso, con risultati spesso comici e disastrosi.

Tra dialoghi ironici, momenti poetici e canzoni inedite proposte live da Marco Bonini, Franco d’Assisi attraversa con il suo carro un viaggio interiore fatto di frustrazione, comicità e riflessione. Dodici capitoli che culminano spostando l’attenzione da lui a Lui, il Maestro da seguire.

La struttura scenografica è essenziale, nel segno di Francesco, e nello stesso tempo facilmente adattabile agli spazi aperti degli oratori, dai campi da gioco ai cortili.

Una storia, accompagnata da musiche composte proprio per questo spettacolo, capaci di dare ritmo alla narrazione e coinvolgere bambini e non solo, in un clima di festoso e di energia tipico del Grest, ma con chitarra e voce capaci anche di creare momenti più profondi e suggestivi con un “Laudato” alternativo: quello di Franco d’Assisi, forse però così dissonante dal più celebre “Laudato si'” del santo che ha dato vita all’ordine francescano.

Uno spettacolo, dunque, che approfondire in modo ironico, ma non superficiale, i temi del Grest “BellaFra!”, portandoli alla portata anche dei più piccoli.