Cremona Capitale Italiana della Cultura 2029: al Museo diocesano al via la due giorni di co-progettazione con le associazioni
Si è tenuta lunedì 6 luglio la prima delle due giornate in programma per la co-progettazione della candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029. Dopo l’appuntamento dello scorso 14 maggio, a Palazzo Affaitati, il Museo Diocesano di Cremona ha accolto le organizzazioni culturali e il terzo settore sociale in un momento di confronto, partecipazione e costruzione condivisa del dossier.
Hanno aperto i lavori il sindaco Andrea Virgilio, l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona e l’assessore al Turismo Luca Burgazzi. Prima dell’avvio dei tavoli ha portato la propria testimonianza Riccardo Costantini, direttore del Pordenone Docs Fest e responsabile eventi e archivi di Cinemazero, il cui intervento è stato incentrato sulla best practice di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Itinerari Paralleli e Corraini Edizioni hanno poi parlato del concept e dell’identità grafica della candidatura come asset fondamentali per l’assegnazione del titolo.
I lavori a porte chiuse proseguiranno poi martedì 7 luglio, sempre al Museo diocesano, dalle 14.30 alle 18.30, con un ciclo di laboratori dedicati alla definizione del programma culturale al centro del dossier di candidatura che andrà poi concluso entro la fine di settembre. Hanno aderito quasi 100 persone, in rappresentanza di oltre 60 organizzazioni del territorio, a dimostrazione di quanto un’opportunità simile sia di grande interesse per soggetti attivi nel settore cultura. Il percorso di co-progrettazione e di stesura del dossier, ha riassunto il sindaco Virgilio, non deve ridursi ad autocelebrazione della città, ma allargarsi a visione di come questa sarà nei prossimi anni.
I lavori sono stati organizzati con diversi tavoli tematici dedicati a “Città di pianura”, “Città aperta” e “Città contemporanea”, ovvero i tre filoni che stanno delineando l’identità della candidatura di Cremona e sui quali si costruirà il dossier da presentare al Ministero della Cultura. La co-progettazione rappresenta una tappa fondamentale del percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Le idee e i progetti che prenderanno forma tra oggi e domani entreranno a far parte del dossier e, in caso di assegnazione del titolo, rappresenteranno la base delle iniziative da mettere in programma.
Nel suo intervento Riccardo Costantini ha portato l’esempio di Cinemazero, un cinema d’essai di Pordenone con quattro sale e circa 150mila spettatori l’anno. Questa istituzione del territorio è stata tra le protagoniste dell’assegnazione del titolo della città come Capitale Italiana della Cultura 2027. Connessione ed ecosistema sono due concetti fondamentali per tutti i soggetti che ambiscono a un risultato così prestigioso. Più volte nel corso del pomeriggio è inoltre emersa l’importanza delle professionalità nel mondo della cultura per far sì che occasioni simili vengano colte.
«La sfida che abbiamo davanti – ha dichiarato il sindaco di Cremona Andrea Virgilio – non è semplicemente raccontare la bellezza della nostra storia, ma dimostrare che questa storia continua a generare futuro. Una storia che parla al mondo contemporaneo e sa produrre innovazione, inclusione, coesione sociale, educazione, attrattività e qualità urbana. La candidatura rappresenta un passaggio decisivo per la nostra città. Non si tratta di mettere insieme un calendario di iniziative, per quanto significative, ma di costruire una visione condivisa, un progetto culturale capace di dare concretezza alle azioni, valorizzare le energie del territorio e lasciare un’eredità duratura. È questo l’obiettivo del percorso che avviamo in queste giornate: un lavoro di ascolto, confronto e progettazione condivisa, nel quale istituzioni, associazioni, operatori culturali, realtà economiche e cittadini sono chiamati a contribuire con idee, competenze ed esperienze. Perché una candidatura forte nasce dalla capacità di costruire insieme una prospettiva comune. Vogliamo definire un programma ambizioso ma concreto, radicato nell’identità di Cremona e al tempo stesso aperto al dialogo con il mondo, riconoscibile ma capace di rappresentare la ricchezza e la pluralità della nostra comunità. Un programma che sappia raccontare una città in movimento, capace di valorizzare la propria storia senza rinchiudersi in un’immagine immobile, trasformando il proprio patrimonio culturale in una leva di crescita, partecipazione e futuro».
«Il percorso di presentazione di Cremona come Capitale Italiana della Cultura per il 2029 – ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Cremona, Rodolfo Bona – ha coinvolto oltre 60 tra istituzioni, operatori, associazioni, enti e soggetti attivi nella vita culturale cremonese. Nel corso dell’appuntamento odierno, condotto da Itinerari Paralleli, impresa sociale scelta per accompagnare la costruzione della candidatura, sono stati attivati tre tavoli tematici. Dopo l’incontro avvenuto a maggio, a Palazzo Affaitati, queste giornate sono dedicate ancora al confronto con le realtà associative del territorio al fine di condividere una visione che vede la cultura come strumento di partecipazione, crescita collettiva e sviluppo del territorio. La nostra proposta nasce come progetto capace di attraversare diversi ambiti e di coinvolgere il sistema territoriale, valorizzando la pluralità delle esperienze presenti in un’ottica di condivisione del dossier di candidatura e di rafforzamento del sistema culturale e sociale cittadino, immaginando Cremona in una prospettiva futura».
«Desidero innanzitutto ringraziare tutti gli operatori, le associazioni, le istituzioni, le imprese e i professionisti che hanno scelto di partecipare a queste giornate di co-progettazione – ha aggiunto l’assessore al Turismo del Comune di Cremona, Luca Burgazzi –. La loro presenza è il segno concreto di una comunità che ha voglia di mettersi in gioco e di contribuire a costruire il futuro di Cremona. La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029 è prima di tutto un percorso collettivo. Queste giornate rappresentano un’occasione preziosa per confrontarsi, condividere idee e immaginare insieme la città che vogliamo lasciare alle prossime generazioni. Abbiamo una storia straordinaria e un patrimonio culturale unico, ma la vera sfida è trasformare tutto questo in una visione capace di generare nuove opportunità, relazioni ed esperienze. Vogliamo costruire una candidatura autentica, che racconti una Cremona viva, aperta e accogliente, dove la cultura contribuisce a migliorare la qualità della vita e a rendere la città sempre più attrattiva. Il contributo di ciascuno sarà fondamentale. È dall’ascolto, dalla collaborazione e dall’entusiasmo di tante persone che può nascere un progetto capace di rappresentare davvero l’identità e le ambizioni della nostra comunità».