Carcere, visita dell’Alleanza per l’art. 27: “Rieducazione a rischio tra sovraffollamento e carenza di personale”

Nella giornata di martedì 14 luglio una delegazione dell’Alleanza per l’Articolo 27 della Costituzione ha visitato il carcere di Cremona nell’ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia. Alla visita hanno partecipato Marina Della Giovanna (Comune di Cremona), don Pierluigi Codazzi (Caritas cremonese), Valeria Patelli e Carlotta Giannelli (Acli), Cristiano Guarneri (giornalista), Michele Gennuso (CSV Lombardia Sud), Donata Bertoletti (Forum Terzo Settore), Micol Parati (Camera Penale di Cremona e Crema), Silvia Toninelli (Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona).

La delegazione è stata accompagnata dalla direttrice Giulia Antonicelli e dal vicecomandante del reparto di Polizia Penitenziaria, il sostituto commissario Pier Luigi Parentera, in un clima di piena collaborazione, e ha potuto visitare i due padiglioni, alcune camere detentive, gli spazi comuni, interni ed esterni, l’area isolamento, l’infermeria, le aree colloqui, il centro diurno, attivo per i detenuti più fragili, e gli spazi per le attività culturali, spirituali, formative e lavorative.

Dalla visita, è emerso un quadro caratterizzato innanzitutto dal sovraffollamento, dalla presenza significativa di detenuti con problematiche psichiche o di dipendenze e dalla carenza di personale dell’area trattamentale, quello appunto deputato alle attività per la rieducazione.

In particolare, durante la conferenza stampa tenuta dopo la visita presso il Civico81 di via Bonomelli, a Cremona, la delegazione ha comunicato di aver riscontrato una situazione di grave emergenza sul fronte della capienza. A fronte di una capienza regolamentare di 384 posti, i presenti effettivi sono 608, determinando un tasso di sovraffollamento insostenibile. Di questi, ben 508 persone stanno scontando una condanna definitiva e avrebbero dunque pieno diritto a un percorso strutturato di reinserimento e rieducazione.

Inoltre, nella visita è emersa la drammatica carenza del personale dell’area trattamentale. Su 6 funzionari previsti in pianta organica ne sono in servizio solo 3 (supportati per tre giorni la settimana da un’unità proveniente da Mantova). Questo significa che ogni funzionario giuridico-pedagogico deve seguire circa 200 detenuti, rendendo impossibile un’efficace attività trattamentale personalizzata. Anche il personale di custodia registra una forte scopertura, con solo 175 agenti in servizio rispetto ai 223 previsti.

Sono state poi notate le differenze strutturali tra i padiglioni, vecchio e nuovo, con criticità igienico-sanitarie ricorrenti e celle molto più anguste nella struttura più datata. Inoltre, per affrontare il caldo, sono collocati dei ventilatori, donati dalla Camera Penale, nei corridoi e negli spazi comuni, mentre nelle celle i detenuti devono acquistarli a proprie spese. Manca ancora ma è in fase di progettazione una stanza per l’affettività, utile a garantire ai detenuti incontri con partner o familiari in totale intimità come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Il presidio medico h24 deve far fronte ad un quadro complesso: 345 detenuti soffrono di dipendenze da alcol, droghe o ludopatia; 106 persone hanno patologie psichiatriche certificate, a cui si aggiungono persone con ansie, disturbi del sonno o dinamiche di autolesionismo; sono solo 6 le ore settimanali di copertura psichiatrica per l’intero istituto; 345 persone assumono regolarmente psicofarmaci.

Rispetto alla sinergia virtuosa con il territorio e il terzo settore, è stato sottolineato come cooperative e realtà sociali e volontari tengono vivo il legame con l’esterno attraverso numerose attività formative e lavorative che rappresentano il più potente strumento anti recidiva. Tra le eccellenze attive, la falegnameria e il laboratorio di trasformazione agroalimentare. Complessivamente sono solo 20 le persone ammesse al lavoro esterno (art. 21) e la richiesta di partecipazione a corsi professionalizzanti resta di gran lunga superiore ai posti effettivamente disponibili.

La portavoce della delegazione, Marina Della Giovanna, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa dell’Alleanza Articolo 27: «Aver acceso contemporaneamente i riflettori su oltre trenta carceri in tutta Italia è un segnale di straordinaria importanza. Come delegazione abbiamo avvertito la forte responsabilità di entrare, osservare, fare domande e raccontare la realtà all’opinione pubblica. Il nostro obiettivo è far comprendere chiaramente a tutti quanto il dettato dell’articolo 27 della Costituzione, che impone la finalità rieducativa della pena, venga effettivamente rispettato».

L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona. Visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti.

La visita alla Casa Circondariale di Cremona si è svolta nel contesto di una giornata nazionale che ha visto le associazioni dell’Alleanza entrare contemporaneamente in numerose carceri italiane per richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni di detenzione e sulla necessità di politiche orientate alla dignità della persona, alla riduzione del sovraffollamento e al reinserimento sociale.