In tenda sotto un cielo stellato: il libro della natura che parla di Dio
In tenda sotto a un cielo stellato tende piantate al limitare del bosco, tavoli e panche costruiti con tronchi di albero assemblati con corde, un fuoco per cucinare.
Scegliere il posto giusto per piantare la tenda; raccogliere legna giusta per il fuoco, secca e piccola per avviarlo, grossa per la brace che scalda, legna da proteggere dalla pioggia; risparmiare l’acqua potabile conservata nella tanica, perché andare a riempire la tanica è fatica; lavare e lavarsi nel ruscello scegliendo solo detergenti naturali, per non inquinarlo.
Niente cellulari, né pc, né tablet: silenzio, riempito solo dalle nostre voci. È frastornante, ma poi impari a riconoscere i suoni della natura. E ancora i fiori dai mille colori, l’odore della resina…
La sera ti incanti a guardare il cielo stellato sopra di te: tu, piccolo, avvolto nell’immensità dell’universo.
Poi la strada con lo zaino in spalla, il rumore dei passi sul sentiero, tutto quello che ti serve è lì, nello zaino; la sera monti la tenda, fai una cena frugale e ti immergi in un silenzio totale rotto solo dai nostri canti; la mattina all’alba la luce filtra nella tenda e ti sveglia, vorresti continuare a dormire ma senti i rumori della natura che si risveglia… E allora metti il naso fuori e scopri il sole che sorge dietro le cime delle montagne o dall’altra parte della valle.
Lungo la strada ti fermi ad aspettare chi fa più fatica, a salutare chi incontri, scopri abitudini, stili di vita diversi dai tuoi.
Lo scautismo, giovanile e adulto, è vivere queste esperienze che parlano al cuore e creano ricordi “magici” che resteranno nel trascorrere degli anni e passeranno dal cuore alla mente. E allora si scoprirà che quelle esperienze hanno insegnato che per essere felici basta avere l’essenziale; che il silenzio non è vuoto ma è pieno di voci che parlano, basta ascoltarle e riconoscerle; che la vita a volte può richiedere fatica, ma ne vale la pena. Essersi fermati a contemplare un cielo stellato o un’alba aiuterà a fermarsi per contemplare il mistero della presenza di Dio. Si saprà camminare insieme all’altro, perché si è scoperto che insieme è più bello. Si saprà tendere una mano o chiedere aiuto. Si sarà imparato ad amare e rispettare la natura, a usare ciò che offre, senza distruggerla.
Ogni scout sa che alla fine del campo si controlla di aver lasciato solo tracce positive del passaggio. Il grande libro della natura (come lo chiamava Baden-Powell) continua a parlare di Dio.
Elisabetta Manni
responsabile Gruppo Scout Masci Cremona 1
Fonte: trimestrale diocesano “Il Mosaico”