L’arte contemporanea dialoga con il sacro: le visioni inedite di Roberto Crippa in mostra in Battistero
Spazio, materia e una continua tensione verso l’infinito. Il Battistero torna a essere uno straordinario palcoscenico per l’arte contemporanea. Dal 19 al 29 settembre, lo storico monumento cittadino accoglie tra le sue imponenti geometrie romaniche la ricerca visionaria di Roberto Crippa (1921–1972). La mostra, intitolata Roberto Crippa “totalmente Altro” e promossa dalla Fondazione Mancini Carini in collaborazione con la Diocesi di Cremona, apre al pubblico una pagina preziosa e raramente accessibile del Novecento italiano.
L’inaugurazione dell’esposizione, a cura di Gianni Schiavon e CCH, sabato 19 settembre con uno speciale momento di elevazione musicale (ore 11) all’interno del Battistero a cura dell’ensemble “Arsonus Project” e brani di Claudio Monteverdi per far risuonare l’architettura sacra in perfetto dialogo con le opere.
La mostra riporta alla luce un nucleo di opere di Roberto Crippa rimaste celate al pubblico per oltre cinquant’anni. Si tratta di capolavori realizzati tra il 1965 e il 1971, presentati originariamente dal celebre gallerista Alexander Iolas nelle sue gallerie di Milano e New York, che testimoniano la fase più matura e concettuale della ricerca dello spazialista lombardo. Un viaggio oltre la materia e la gravità.
Tra le opere esposte spiccano cinque grandi tavole a tecnica mista (tra cui le celebri serie Landscape e Moon Landscape), caratterizzate da una rigorosa essenzialità bicromatica giocate sui toni del bianco, del grigio e del nero. In questi lavori, la componente materica e la passione di Crippa per il volo e lo spazio libero da gravità si fondono in paesaggi astratti e cosmici, nei quali l’assenza e il silenzio diventano presenza viva.
«Accogliere e raccontare questo progetto rappresenta per noi un percorso di straordinaria intensità», sottolinea Marta Mancini, presidente della Fondazione Mancini Carini. «Abitare uno spazio speciale come il Battistero attraverso opere così raffinate, rimaste non visibili dal 1971, significa offrire al visitatore una prospettiva del tutto nuova, dove la storia del luogo e l’opera d’arte si valorizzano a vicenda».
Nel testo critico a corredo del catalogo edito da Crowdbooks, emerge anche una profonda lettura tra arte e teologia: la rigida materia dell’amiantite o il segno inciso sulla superficie divengono metafora di svestimento e rigore, avvicinandosi quasi a un’esperienza interiore e spirituale. Come evidenzia CCH, la rinuncia al superfluo e la centralità del segno spingono chi osserva a un’esperienza di contemplazione profonda.
La mostra Roberto Crippa “totalmente Altro” , visitabile sino al 29 settembre, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, e si inserisce in un fine settimana molto intenso per l’arte contemporanea, con la seconda edizione di “Concilium”, raduno internazionale di gallerie d’arte contemporanea in programma da venerdì 18 a domenica 20 settembre nei nuovi spazi espositivi dell’ex Area Frazzi. e l’inaugurazione di Sala Effe, spazio espositivo annesso al Museo del Violino, che sempre il 19 settembre apre i battenti per la prima mostra collettiva.