A Soresina tornati a splendere gli affreschi di San Siro
È stato presentato nella serata di venerdì 25 settembre, alle 21, a Soresina, nella chiesa parrocchiale di San Siro, a il lavoro di restauro, finalmente completato, degli affreschi dell’abside e del presbiterio. La presentazione, avvenuta direttamente nella chiesa per poter ammirare gli affreschi tornati al loro antico splendore, è stata curata dalla restauratrice Federica Cattadori (titolare, con il marito, della Ditta Rizzi Restauri che ha compiuto il lavoro) e dalla storica dell’arte Raffaella Poltronieri, attenta studiosa del Malosso.
In “prima fila” il vescovo Antonio Nopolioni, il vicario generale don Antonio Mascaretti e mons. Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano dei Beni culturali ecclesiastici ed Edilizia di culto.
A fare gli onori di casa il parroco don Andrea Bastoni che nella sua introduzione ha sottolineato l’importanza di questi lavori che hanno permesso di restituire alla comunità un patrimonio dal significato storico, artistico, culturale e naturalmente di fede, ricordando anche che è compito di tutti proteggere questo patrimonio per trasmetterlo alle generazioni future. Don Bastoni ha fatto notare la presenza ancora di un ponteggio, perché completato questo restauro, la speranza è di poter procedere anche con il recupero della pala d’altare.
La parola è poi passata a Federica Cattadori che ha illustrato il restauro conservativo, realizzato di concerto con Soprintendenza e con l’Ufficio diocesano Beni culturali, per restituire coerenza estetica e storica agli affreschi, eliminando i materiali dannosi per la loro conservazione. Un lavoro che ha restituito grande luminosità agli affreschi interessati dall’intervento.
Raffaella Poltronieri ha invece illustrato il valore storico, artistico e spirituale degli affreschi, soffermandosi sulla Gloria del Paradiso realizzata nel catino absidale.
Anche il vescovo Napolioni, in chiusura di serata, ha voluto lasciare un messaggio che ha spostato l’attenzione dalla bellezza estetica degli affreschi alla bellezza di Dio. Invitando tutti ad alzare lo sguardo verso l’alto, ha spiegato che in quegli affreschi c’è Dio che ci ricorda il passato attraverso le rappresentazioni affrescate, fa celebrare il presente ogni domenica venendo a Messa in chiesa e proietta verso il futuro attraverso il cammino che ci mostra (guardano alla Gloria del Paradiso).
La serata del 25 settembre è stata realizzata con il sostegno del Rotary Club Soresina – sostenitore anche dei lavori di restauro – e sarà solo la prima di una serie di iniziative dedicate a far conoscere e valorizzare il ricco patrimonio artistico presente nelle chiese soresinesi. Il Rotary continuerà ad essere partner della Parrocchia nella realizzazione di queste iniziative.
Il prossimo appuntamento, sempre nella chiesa parrocchiale di San Siro, vedrà ancora la presenza del vescovo Napolioni che, il 30 ottobre, partendo dagli affreschi, presenterà una riflessione sulla santità. La serata è stata accompagnata musicalmente dal maestro Alessandro Manara all’organo.
ALCUNE INFORMAZIONI SUL RESTAURO
Inizio restauri: primavera 2025
Fine restauri: primavera 2026
Affreschi interessati: affreschi di abside e presbiterio
In particolare gli affreschi delle pareti del presbiterio narrano due episodi della vita di San Siro, ovvero il Miracolo dell’Ostia profanata, a destra San Siro richiama alla vita il figlio morto di una nobilissima vedova. Entrambi sono opera di Ermenegildo Lodi, il più valido collaboratore del Malosso, che lavorò a Soresina con la sua bottega nel secondo decennio del Seicento.
Gli affreschi della volta del presbiterio, ideati dal Malosso ed eseguiti da Ermenegildo Lodi, raffigurano, La Fede, La Carità, La Speranza, gli Evangelisti e due figure di Profeti.
Nel catino absidale l’affresco La Gloria del Paradiso, opera attribuita completamente al Malosso, con, in primo piano, i Beati del Paradiso e, nella parte alta, Maria che s’inchina alla Santissima Trinità. Intorno figure e volti di Angeli festanti.
Interventi tecnici principali: gestione degli interventi precedenti; alleggerimento dei fissativi alterati che offuscavano e annerivano i dipinti, cercando di recuperare il più possibile tratti e colori originali; sistemazione dei danni causati nel tempo dalle infiltrazioni di acqua piovana con reintegrazione delle zone maggiormente ammalorate.