Premio di bontà “Lidia Bittanti”: fino al 30 ottobre la possibilità di segnalare atti di bontà che rispondono alle finalità del premio

Scade il 30 ottobre il termine per presentare le segnalazioni relative al Premio annuale di bontà “Lidia Bittanti”, istituito dalle famiglie Bittanti e Antonioli. L’Amministrazione Comunale di Cremona, condividendone le finalità, ne è organo erogatore per l’anno 2026 con uno stanziamento di 2.000 euro (suddiviso in due premi da 1.000 euro).

Il riconoscimento è rivolto a bambini e ragazzi (under 21 al 18 novembre 2026) residenti o attivi nella provincia di Cremona che si siano distinti per atti di bontà verso il prossimo.

L’Amministrazione invita chiunque sia a conoscenza di atti di bontà che rispondono alle finalità del premio a segnalarli per lettera alla Commissione del Premio di bontà “Lidia Bittanti”, entro le ore 12:00 di venerdì 30 ottobre 2026 presso l’Ufficio Gabinetto del Comune di Cremona (Piazza del Comune, 8). Nelle segnalazioni, preferibilmente documentate, si dovranno indicare cognome, nome, età, professione, indirizzo della persona che ha compiuto l’atto di bontà (e se disponibile un contatto telefonico); da allegare poi una descrizione accurata del fatto o dei fatti con indicazione della data, del luogo e delle circostanze; e infine nome, cognome, indirizzo e contatto telefonico/mail di chi segnala. La Commissione non prenderà in esame le domande di sussidio e le auto segnalazioni.

La commissione procederà all’assegnazione della somma messa a disposizione, da suddividersi in due premi da 1.000,00 euro ciascuno, che verranno erogati mercoledì 18 novembre 2026. In caso di parziale o mancata assegnazione dei premi la commissione potrà decidere di assegnare una parte della somma disponibile ad associazioni o istituzioni che operano a favore dei minori, anche fuori dal territorio provinciale.

L’Assessora alle Politiche Sociali e Fragilità Marina Della Giovanna dichiara: «Ogni anno, attraverso questo premio intitolato alla memoria di Lidia Bittanti, si rinnova l’impegno a riconoscere e valorizzare i gesti di solidarietà e altruismo compiuti dai più giovani. Contrariamente agli stereotipi che troppo spesso li descrivono come indifferenti, fragili o violenti, il nostro territorio è ricco di ragazzi e ragazze empatici, altruisti, sensibili verso gli altri e verso il mondo che li circonda, capaci di ispirare l’intera comunità. Invitiamo la cittadinanza a candidare quei giovani che, con i loro comportamenti, rappresentano questi valori».

Per maggiori informazioni: https://www.comune.cremona.it/servizi/premio-bonta-lidia-bittanti

 

Premio annuale di bontà “Lidia Bittanti”

Lidia Bittanti nasce a Cremona il 17 settembre 1906, la prima di quattro figli. Diventata una giovane donna, Lidia decide di staccarsi dalla famiglia, lascia Cremona e con una amica si sposta nella città di Parma per avviare un’attività commerciale, un negozio di biancheria. Manifesta da subito la sua intraprendenza, sa muoversi con disinvoltura e abilità. Il commercio è la sua vita e con coraggio si divide dall’amica aprendo un negozio tutto suo. Mantiene lo stesso articolo di vendita ma prende contatti con la città di Firenze e avvia una fiorente azienda di confezioni: la IMCERF, acronimo di “Impresa Confezioni e Ricami Fiorentini”. Passano gli anni, il negozio non basta più. Dopo essersi sposata inizia un’attività di vendita dei suoi articoli ad altri negozi e in altre città. Nel 1955 rientra a Cremona. Ancora una volta si rinnova, ha capacità e idee in campo commerciale. Decide per una nuova attività: non vuole più vendere prodotti realizzati da altre aziende ma vendere ciò che lei stessa produce. L’orientamento è per un articolo nuovo in espansione sul mercato: il costume da bagno. Conosceva il mercato e aveva fatto la sua scelta. Alcuni famigliari, a vario titolo, l’aiuteranno ma è lei che porta avanti e sviluppa quella che rimarrà pur sempre una piccola attività imprenditoriale. Sa progredire ma soprattutto rinnovarsi per seguire un mercato in evoluzione. La grande mossa è andare negli Stati Uniti a rifornirsi di un prodotto nuovo per fare i costumi da bagno, il tessuto LASTEX, che rivoluzionò il mercato. La sua vita fu semplice e misurata; visse fino alla fine con la vicinanza di sua mamma in una casa in via Elio Crotti in Cremona. Al piano terreno il laboratorio e gli uffici. Si interessa di tutto il ciclo della lavorazione dei costumi da bagno. Negli ultimi anni però cede la gestione del laboratorio e cura totalmente il rapporto commerciale con i suoi clienti. Conduce la sua azienda fino al 1966 quanto una grave malattia la obbliga in poco tempo a lasciare. Fu lucida fino all’ultimo e come suo desiderio ebbe modo di esprimere le sue volontà nel segno dell’altruismo e della solidarietà, valori in cui credeva e che la famiglia rispettò pienamente. Destinò un aiuto economico a diverse persone che sapeva in difficoltà e volle che il suo denaro fosse destinato ai giovani. La famiglia, tenendo conto delle sue volontà, ha istituito questo premio, attraverso un’importante donazione al Comune, per ricordarne la memoria.