Il Giardino delle Metamorfosi, a Santa Monica una visita guidata con gli artisti per la Giornata del Contemporaneo

La mostra “Il Giardino delle Metamorfosi” con le opere di Silvia Rastelli e di Giorgio Rastelli, nel campus di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha già conquistato molti. Ed è per questo che sabato 10 ottobre, in occasione della ventiduesima Giornata del Contemporaneo, gli artisti saranno presenti a Santa Monica per una visita guidata, aperta a tutti, condotta direttamente da chi le opere le ha pensate e create. La visita si terrà alle ore 11.00 e interesserà l’intera esposizione, diffusa nei principali luoghi del campus cremonese, tra l’aula magna, la biblioteca e il corpo aule.

«Concepita come un’installazione diffusa dentro gli spazi condivisi dell’Università Cattolica, questa mostra è uno spazio in perenne mutamento» ha detto il curatore Fortunato D’Amico. «Le opere delineano un territorio abitato da creature, elementi primordiali e figure provenienti da geografie differenti, in cui la natura si fa specchio dell’esistenza e l’essere umano si riscopre parte integrante di un ecosistema in continua evoluzione. È qui che l’umanità ha appreso a solcare la terra con l’aratro e a rastrellare il suolo per accogliere la semina, tracciando un ordine nella crescita spontanea e riconoscendo nell’alternarsi delle stagioni una misura del tempo».

«Con la mostra “Il Giardino delle Metamorfosi” il campus di Cremona accoglie un’esposizione capace di trasformare i nostri spazi condivisi in un paesaggio vivo, in continuo divenire» dice Angelo Manfredini, direttore della Sede di Piacenza-Cremona dell’Università Cattolica. «Silvia e Giorgio Rastelli non si sono limitati a esporre le loro opere. Le hanno abitate insieme a noi, distribuendole negli spazi interni quasi a voler intrecciare l’arte con il ritmo quotidiano della comunità universitaria. Il risultato è un percorso fatto di apparizioni, di incontri inaspettati, di immagini che si lasciano osservare e che, nel contempo, osservano. Gli artisti hanno costruito un mondo in tre movimenti — radici, giardino, migrazioni — che ci ricorda quanto siamo connessi alla terra, alle stagioni, agli altri. Le loro opere parlano di cura, di trasmissione, di trasformazione: valori che risuonano con forza in una comunità universitaria, luogo per eccellenza in cui la conoscenza passa di persona in persona e si arricchisce».

Il percorso si articola in tre madrigali che conducono dalla materia originaria alla costruzione dell’Eden, fino al movimento delle specie e delle persone. “Le Radici del Mondo” introduce acqua, aria, fuoco e terra quali matrici del vivente, già segnate dall’intervento umano e dalle alterazioni del presente. “L’Orto Perfetto” concentra il racconto attorno al grano, a Eva, alla mela, alla genitorialità e al succedersi delle stagioni, componendo un nucleo dedicato a nascita, conoscenza, cura e rinnovamento. “Migrazioni” apre infine lo sguardo verso il viaggio, l’incontro e l’adattamento, intrecciando uccelli, volti, fiori alieni e superfici specchianti in una riflessione sull’appartenenza e sulla diversità. Tre episodi autonomi compongono così un’unica partitura visiva, nella quale origine, crescita e spostamento scandiscono il continuo divenire della vita.

Questa mostra, quindi, chiede di rallentare, di guardare con attenzione e di lasciarsi sorprendere. «È un privilegio avere questo giardino tra le nostre mura. Che sia un’occasione per sostare, per riflettere, per tornare alle cose essenziali» aggiunge Matteo Burgazzoli, vicedirettore per il campus di Cremona. «Ringraziamo Silvia e Giorgio Rastelli per la visione e la generosità con cui hanno immaginato questa mostra. Grazie davvero al curatore Fortunato D’amico, a Deborah Garini e ai colleghi del Servizio Tecnico-Logistico, a Massimo Ferrari per l’allestimento e a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto».

L’ingresso è libero, fino a sabato 31 ottobre 2026.