Mozzanica in festa per il suo nuovo parroco: don Pierluigi Fontana
Guarda la photogallery completa
Aiutare i fedeli a credere nel Vangelo di Gesù senza strumentalizzarlo, senza dimenticarlo, senza usarlo; tenere unita la comunità spalancandone il cuore alla missione, alla capacità di dialogare senza paura; fare il sarto per essere capace di cucire un abito interiore su misura in ascolto di un cuore che cerca. Sono questi le piste sulle quali il vescovo Antonio Napolioni ha indirizzato il cammini di don Pierluigi Fontana come nuovo parroco di Mozzanica. Ministero iniziato con l’ingresso ufficiale nella sua nuova comunità nella mattinata di domenica 11 ottobre.
Per il 44enne sacerdote originario di Vicomoscano, frazione di Casalmaggiore, si tratta di un ritorno in Bassa Bergamasca nove anni dopo aver salutato la parrocchia di Santa Maria Immacolata in Casirate d’Adda presso cui era stato vicario dal 2010 al 2017.
La giornata di festa ha preso avvio poco pima della 10 all’oratorio San Luigi con un momento di accoglienza e il corteo verso la chiesa parrocchiale, animato dalla banda parrocchiale e con gli stendardi dei santi patroni. Insieme alla comunità di Mozzanica famigliari e amici, insieme anche a una folta delegazione della parrocchia di Cristo Re, a Cremona, dove don Pierluigi Fontana è stato vicario negli ultimi nove anni.
Al nuovo parroco hanno assicurato il proprio sostegno le istituzioni civili, per bocca del sindaco Simone Piana, che lo ha salutato ufficialmente poco prima dell’inizio della Messa in piazza Locatelli, ricordandogli che «Mozzanica è una comunità prima ancora di essere un comune, dove nessuno viene lasciato da solo» e che «quello di oggi è l’inizio di un viaggio che si preannuncia fantastico».
Pronto a lavorare assieme al nuovo parroco anche il Consiglio parrocchiale, come testimoniato dalle parole di una sua rappresentante all’inizio della Messa: «Vogliamo assicurarti – ha detto – che ci saremo, nella quotidianità, ciascuno con i talenti che il Signore gli ha affidato». Quindi un dono: la casula verde (indossata da don Fontana già durante l’Eucaristia) con un stolone formato da intrecci di fili sovrapposti, segno e desiderio del cammino che sacerdote e mozzanichesi si apprestano a compiere assieme.
Nell’omelia il vescovo, insieme a tre impegni affidati a don Pierluigi rileggendo il brano evangelico dell’invito alle nozze, ha voluto porre anche l’accento anche sul significato di essere parrocchia oggi: «Parrocchia – ha detto – vuol dire fra le case ed è bene che chi ama queste case vada incontro a chi non le conosce».
Alla fine della Messa presieduta dal vescovo Napolioni nella parrocchiale di Santo Stefano, il saluto dello stesso don Pierluigi ai fedeli che gremivano la chiesa: «Mozzanica – ha affermato il nuovo parroco – è il mio nuovo sì che ho la possibilità di pronunciare. Sarà con tutti voi l’occasione di scoprire il Signore già presente e all’opera e pronto a regalarci una bellezza che mentre ci trasforma, ci dà forma. Ma il Vangelo ci invita anche ad uscire, incontrare, conoscere. Desidero allora io conoscervi, incontrarvi, per poi insieme conoscere e incontrare altri nella logica di una condivisione che si allarga, sempre pronti a cogliere le sorprese di Dio».
Al termine di nuovo tutti in oratorio per il rinfresco che ha suggellato la mattinata di festa per l’accoglienza del nuovo parroco.
Profilo biografico del nuovo parroco
Don Pierluigi Fontana, classe 1982, originario della parrocchia di Vicomoscano, è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 2010. Ha iniziato il proprio ministero come vicario a Casirate d’Adda; nel 2017 il trasferimento a Cremona, come vicario di Cristo Re. Laureato in Filosofia, dall’aprile al settembre 2023 è stato amministratore parrocchiale di Cristo Re a seguito dell’elezione di mons. Enrico Trevisi (allora parroco di Cristo Re) a vescovo di Trieste. Ora il vescovo l’ha scelto come nuovo parroco di Mozzanica, dove prenderà il testimone da don Bruno Galetti.
Il saluto di don Fontana sul bollettino parrocchiale
Carissimi tutti! Manca ormai poco al mio arrivo in mezzo a voi. Il mio primo desiderio è potervi conoscere il più possibile perché tutto quel che sarà non potrà che giocarsi a partire dalle nostre relazioni. Come sapete sono alla mia prima esperienza come parroco. Sono stato sette anni vicario a Casirate d’Adda (2010-2017) e poi nove anni nella parrocchia di Cristo Re a Cremona (2027-2026). Ora mi trovo all’inizio di un nuovo, significativo e impegnativo capitolo della mia vita: mi aiuterete voi a scriverlo grazie alla storia che insieme condivideremo. Siamo chiamati a camminare insieme per cercare in questo tempo come dare concretezza al Vangelo nei gesti, nelle parole, nelle scelte, nella vita comunitaria. Dovremo continuare a comprendere insieme come il Vangelo ci rende nuovi ogni giorno, pur rimanendo sempre lo stesso di sempre. Dico che dovremo continuare perché so bene di inserirmi in una storia che mi precede. Sono curioso di conoscerla grazie a voi e sono grato per chi l’ha scritta prima di me. Il mio pensiero va ai preti che negli anni sono stati chiamati a guidare la nostra comunità. Ringrazio in modo particolare don Bruno che da subito mi ha accolto e assicurato il suo aiuto perché potessi inserirmi al meglio in questa nuova esperienza.
Il Vangelo ci rende nuovi ogni volta che lo accogliamo. Ci aiuteremo a scoprirlo presente nelle nostre vite e nella vita di tutti. Dovremo scoprirlo per comprendere a cosa ci chiama. Proveremo a lasciarci stupire dalle sue sorprese creative per poter scrivere pagine di vita belle perché autenticamente comunitarie.
Il Vangelo ci spinge a guardare in alto, a guardare in grande e ad allargare lo sguardo per accorgerci di tutto e di tutti, senza la paura di affrontare anche strade nuove, così come il Signore ci indicherà e come noi riusciremo ad assecondare le sue chiamate.
In un tempo così tanto segnato da divisioni, conflitti e ingiustizie, mi pare ci sia altrettanto bisogno di costruire con costanza e testardaggine una mentalità diversa. Le nostre comunità, i nostri oratori, possono essere davvero luoghi in cui far crescere qualcosa di meglio. Osare l’ascolto, la comprensione, l’accoglienza dell’altro, il perdono chiesto e donato, accorgersi e aiutarsi a vedere chi e cosa c’è oltre le nostre soglie. Tutto questo può fare la differenza e lo spessore di una comunità che desidera dirsi e continuare ad essere cristiana oggi.
Arrivederci a presto per continuare con voi la ricerca del Signore. Egli che già ci precede sulle nostre strade ci chiede di metterci sempre sulle sue tracce per continuare a conoscerlo, seguirlo e amarlo mentre, allo stesso tempo, proviamo a conoscerci e a volerci bene tra di noi.