Custodi dell’umano nell’era dell’intelligenza artificiale: il 19 ottobre al Santuario di Caravaggio al via il percorso con don Maurizio Compiani
In un’epoca in cui la tecnologia corre a ritmi impensabili e l’Intelligenza artificiale entra sempre più profondamente nelle nostre giornate, emergono domande fondamentali: cosa rende davvero unico l’essere umano? come possiamo guidare l’innovazione senza smarrire l’anima, l’etica e il senso di comunità?
Per riflettere su queste sfide nasce “Custodi dell’umano, nell’era dell’AI”, un ciclo di incontri promosso dal Santuario di Caravaggio nell’ambito di “Credo di non credere”. Seguendo lo spirito che da sempre anima questa iniziativa, il percorso si propone come uno spazio di ascolto, confronto e ricerca condivisa. Gli incontri sono aperti a tutti, a prescindere dal proprio vissuto spirituale o di fede: credenti, non credenti, dubbiosi, studenti, educatori, professionisti del settore e semplici curiosi. L’obiettivo non è fornire risposte preconfezionate, ma mettere al centro la persona e fare strada insieme verso una comprensione più profonda dei tempi presenti.
“Custodi dell’umano” non è soltanto il titolo di un percorso, ma una responsabilità e una domanda che riguarda tutti. In un’epoca in cui gli algoritmi e le macchine intelligenti ridisegnano rapidamente la vita quotidiana, il lavoro, la comunicazione e perfino le relazioni interpersonali, emerge con forza una domanda fondamentale: quanto spazio stiamo lasciando a ciò che è veramente umano?
È da questo interrogativo che nasce “Custodi dell’umano nell’era dell’intelligenza artificiale”, il percorso che prende avvio lunedì 19 ottobre, alle ore 21, presso il Santuario di Caravaggio, e che si svilupperà in sette incontri mensili, ogni terzo lunedì del mese.
Custodire l’umano non significa rifiutare il progresso o avere paura della tecnologia. Significa imparare ad abitare il cambiamento senza perdere ciò che rende unica ogni persona: la libertà, la coscienza, la capacità di amare, di scegliere, di entrare in relazione, di prendersi cura dell’altro e di dare un senso alla propria esistenza
Non sarà un percorso dedicato a comprendere come funziona l’intelligenza artificiale. Al centro ci sarà soprattutto l’uomo: le sue relazioni, la sua libertà, la capacità di scegliere e di assumersi responsabilità, il valore della coscienza, della cura e della dimensione spirituale, perché la sfida dell’AI non è soltanto tecnologica, ma anche culturale, educativa e spirituale. Non si tratta di aver paura del nuovo, ma nemmeno affidarsi ad esso senza interrogativi sulle conseguenze
A fare da bussola e filo conduttore lungo questo cammino saranno le intuizioni dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. Il documento offre una visione luminosa ed esigente dell’uomo di oggi: un invito accorato a non cedere al riduzionismo tecnologico, a custodire la dignità inviolabile di ogni individuo e a promuovere un’innovazione che sia sempre al servizio del bene comune e della giustizia sociale.
Ad aprire il percorso sarà don Maurizio Compiani, assistente spirituale dell’Università Cattolica – sede di Cremona e incaricato diocesano della Pastorale Universitaria e dell’Apostolato Biblico. Con la sua spiccata sensibilità educativa, biblica e accademica, don Compiani guiderà i partecipanti nella prima fondamentale tappa di questa riflessione, mettendo a fuoco la domanda che accompagnerà l’intero percorso: che cosa dobbiamo custodire dell’umano mentre la tecnologia modifica così rapidamente il nostro modo di vivere?