Amoris Laetitia, “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”

È stata pubblicata la video testimonianza di Papa Francesco che, insieme ai coniugi Lykesia, di Mbandaka (Congo), propone una riflessione sul capitolo ottavo dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia: “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”.

In particolare, il Santo Padre ricorda che «oggi la fragilità delle famiglie è messa duramente alla prova. Tutti siamo fragili, e separazioni, divorzi, convivenze sono ormai una realtà che riguarda tante famiglie nel mondo. La Chiesa ha il compito di andare incontro a coloro che desiderano rimanere vicini a Dio, per aiutarli a trasformare i fallimenti e le sofferenze in opportunità di cammino verso la pienezza del Vangelo».

Il Papa ricorda che una Pastorale famigliare attenta sa accogliere, ascoltare, accompagnare e discernere non con semplici e banali ricette, ma con uno sguardo che sa comprendere davvero le situazioni. In ogni situazione è importante usare il balsamo della misericordia per lenire le ferite e far sentire la persona accolta, bisogna insegnare a perdonare, a comprendere a sperare. «Il Vangelo stesso ci richiede di non giudicare e di non condannare […] Siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia» (cf. AL 308; AL 310).

Ripensando a quanto ascoltato dobbiamo chiederci quale attenzione e capacità di ascolto abbiamo come credenti e come comunità nei confronti delle famiglie in crisi. «La Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta» (AL 291).

Come comunità diocesana è stato avviato da alcuni anni un cammino di ascolto e accompagnamento rivolto alle persone separate, divorziate e in nuova unione, ma come ci ricordano i coniugi Lykesia «è impellente integrare le famiglie in difficoltà affinché ritrovino il dialogo, il perdono reciproco e la gioia dell’amore».

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Estratto dal sussidio a cura dell’Ufficio famiglia diocesano




Il “nuovo Messale” un anno dopo: numero speciale gratuito di Rivista di Pastorale Liturgica

 

Poco più di un anno fa, usciva la terza edizione del Messale in italiano. Un lavoro di quasi vent’anni. Che cosa se ne può dire, ad alcuni mesi dall’adozione? Cerca di rispondere a questa domanda il numero speciale e gratuito di Rivista di Pastorale Liturgica (Editrice Queriniana), in cui teologi, liturgisti, ma anche fini pensatori hanno tentato di rilanciare la riflessione e l’azione.

Il numero è solo digitale ed è scaricabile qui.




“Il profumo di Dio nella coppia”: weekend per famiglie a Folgaria dal 21 al 23 gennaio

“Il profumo di Dio nella coppia”, questo il titolo del weekend proposto alle famiglie dal 21 al 23 gennaio nella rinnovata casa di Folgaria, occasione per condividere in amicizia riflessioni, gioia, ascolto e preghiera.

Le coppie vivranno un fine settimana di spiritualità incarnata nella comunione familiare, accompagnate da don Gabriele Frassi, responsabile della pastorale familiare della Diocesi di Crema. I figli saranno seguiti da adulti e giovani nelle attività animative e negli eventuali compiti.

Può essere una bella opportunità per riprendere fiato come famiglia, non per estraniarsi dalle occupazioni familiari e quotidiane, ma per viverle in modo nuovo, più sereno, sapendo che “La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace. La spiritualità dell’amore familiare è fatta di migliaia di gesti reali e concreti. In questa varietà di doni e di incontri che fanno maturare la comunione, Dio ha la propria dimora” (Amoris Laetitia 315).

Per una famiglia programmare con anticipo non è semplice, tuttavia l’Ufficio diocesana per la Pastorale familiare sollecita le iscrizioni per poter organizzare al meglio il fine settimana anche in considerazione dei vincoli dati dalla pandemia.

Agli iscritti saranno comunicate le indicazioni per vivere in sicurezza queste giornate.

Per iscrizioni ed informazioni scrivere all’indirizzo e-mail famiglia@diocesidicremona.it.

 

 

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Azione Cattolica, online il numero di dicembre di “Dialogo”

 

Nel numero di dicembre di Dialogo, la rivista periodica dell’Azione Cattolica, il dibattito ruota intorno al concetto di “ripartenza”. Se infatti il termine indicasse il semplice adagiarsi nel ritorno al passato dopo la parentesi pandemica, sarebbe bene sostituirlo con “passaggio”, parola che meglio esprime l’andare oltre, l’avventurarsi su sentieri sconosciuti per costruire un nuovo modello di sviluppo.

Ne ragiona il presidente Emanuele Bellani nell’editoriale Passiamo all’altra riva, con riferimento al convegno nazionale presidenti e assistenti di Ac, che si è svolto a Roma in ottobre. Ma se ripartire significa recuperare umanamente e spiritualmente il senso profondo del Natale, “ripartenza” diventa una splendida parola da riscoprire alla luce della Parola di Dio (Il giorno della gioia di don Daniele Rossi per la rubrica Spiritualità).

È noto però che non si procede in avanti se non si è presa coscienza di quanto è stato vissuto. A questo proposito Dialogo concentra l’attenzione sui giovani e dà voce ai loro pensieri. Lo fa Paola Bignardi (Niente sarà più come prima), presentando i risultati dell’inchiesta condotta da dieci focus-group, gruppo di discussione tra i giovani che hanno vissuto la drammatica esperienza del lockdown.

Nelle pagine di Vita associativa Elena Colombi si chiede come i giovani possano contribuire a cambiare il mondo (Meglio di mio padre) e Marco Dasti, riferendo sulla giornata di incontro con i Vescovi lombardi, indaga sui modi con i quali essi possono offrire il proprio apporto nella Chiesa (Giovani e vescovi, in dialogo).

Francesca Dasti riflette invece sul senso di corresponsabilità dei giovani nel cammino formativo all’interno dell’Ac (Non goccia…ma oceano), mentre Ester Tolomini, giovane partecipante alla 49^ Settimana Sociale dei cattolici tenutasi a Taranto, allarga lo sguardo all’ampio orizzonte di incontri, approfondimenti e progetti emersi nel convegno (Il pianeta che speriamo).

Infine la rubrica Mondo dedica un ampio spazio all’importante contributo dei laici cattolici al mondo della cultura, sia nel passato che nel presente. Rientrano in questa ottica la commemorazione di Armida Barelli (Franco Verdi, Armida Barelli (1882-1952), l’apostola laica della Cattolica e della Gioventù femminile); la riflessione sulle origini e le finalità dell’Università Cattolica di cui ricorre il centenario della fondazione (Chiara Ghezzi, Un secolo di futuro) e l’illustrazione del Campus della Cattolica in Cremona nella sede dell’ex-convento di Santa Monica ora magnificamente restaurato (Fabio Antoldi, Il Campus di Santa Monica: il volto nuovo e funzionale dell’Università Cattolica a Cremona).

Scarica qui il nuovo numero di Dialogo




In casa con voi, torna sui social la rubrica di Avvento sulla Parola

 

Anche quest’anno durante il tempo d’Avvento i canali social della diocesi (facebook, youtube e instagram) offriranno un momento di riflessione sulla Parola. Torna infatti la rubrica “In casa con voi”. Filo conduttore saranno i versetti proposti nel calendario dell’Avvento “In attesa di te”, proposto alle famiglie dalla Federazione oratori cremonesi, che durante tutta la settimana sviluppano il Vangelo della domenica.

Le riflessioni sono affidate a diciotto parroci del territorio, con il percorso che sarà inaugurato e concluso dal vescovo Antonio Napolioni.

I video saranno pubblicati, a partire dal 29 novembre, dal lunedì al venerdì, ogni mattina alle 6.30, rimanendo fruibili secondo le possibilità di ciascuno.

 

 

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“Custodire ogni vita”: il messaggio per la 44ª Giornata nazionale per la vita

Pubblicato il messaggio del Consiglio episcopale permanente della CEI per la 44ª Giornata nazionale per la vita, che si terrà il 6 febbraio 2022.

Al centro l’importanza di “Custodire ogni vita” – come recita il titolo -, piccola o grande che sia, e il fatto che spetta all’uomo il ruolo di conservatore, infatti «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse», si sottolinea nel sottotitolo del messaggio. La recente pandemia è un esempio lampante di come l’autosufficienza non sia abbastanza per colmare i bisogni della società e del prossimo, infatti «nessuno può bastare a se stesso».

Il messaggio dei vescovi italiani ricorda come Papa Francesco offra san Giuseppe come modello da seguire per coloro che si impegnano a custodire la vita, esempio di presenza quotidiana, discreta e nascosta, ma allo stesso tempo guida e sostegno nei momenti di difficoltà. Durante la pandemia ci sono stati molti esempi di custodia della vita, ma anche innumerevoli situazioni di egoismo e indifferenza, che mostrano una distanza dal Vangelo.

Ma la Giornata per la vita porta a guardare anche ad altri temi sensibili, come l’eutanasia e l’aborto, sottolineando che la posizione cristiana vuole identificare in ogni ambito l’importanza del preservare la vita, in ogni sua forma e sfaccettatura, abbandonando quelle concezioni nichiliste che non lasciano spazio alla compassione e alla carità.

Il massaggio, riferendosi al quotidiano gesto di custodia della vita, conclude augurandosi che «Le persone, le famiglie, le comunità e le istituzioni non si sottraggano a questo compito, imboccando ipocrite scorciatoie, ma si impegnino sempre più seriamente a custodire ogni vita. Potremo così affermare che la lezione della pandemia non sarà andata sprecata.»

Scarica il messaggio della Giornata per la vita 2022




In Zona 1 al via la Scuola di preghiera: tre appuntamenti al Santuario di Caravaggio

 

È un vero e proprio percorso di spiritualità per laici quello ideato dalla Zona pastorale 1 e che prenderà il via il 9 novembre al Santuario di Caravaggio. La proposta, condivisa e realizzata in sinergia con l’Istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento di Rivolta d’Adda e il Centro ignaziano di spiritualità, prevede una prima occasione di spiritualità a metà novembre con la “Scuola di preghiera” che successivamente, tra marzo e aprile, porterà a vivere gli “Esercizi spirituali”, offerti con modalità diversificate.

Si inizia dunque con la Scuola di preghiera, rivolta ad adulti e giovani a partire dai 19/20 anni. La location è quella del Santuario di Caravaggio con due diverse possibilità di orario: nel pomeriggio (dalle 17.45 alle 19) o la sera (dalle 21 alle 22.15). La scuola di preghiera si articolerà in tre giornate: martedì 9 novembre (Il metodo della/nella preghiera), giovedì 11 (Silenzio: una Parola viva) e martedì 16 novembre (Sentirsi: la relazione della preghiera). Ogni incontro sarà strutturato nel seguente modo:

  • introduzione con canto/salmo;
  • istruzione;
  • esercizio (15’-20’ di silenzio);
  • preghiera responsoriale;
  • saluti.

«La Scuola di preghiera – spiegano gli organizzatori – ha lo scopo di “dissodare il terreno” in vista della proposta, più corposa e strutturata, degli Esercizi spirituali, in particolare per tentare di chiarire che cosa sia la preghiera cristiana, presentando un metodo per poter entrare in questa relazione con Dio».

Scarica la locandina della Scuola di preghiera

 

Il percorso di spiritualità, infatti proseguirà nei mesi di marzo e aprile con un corso di Esercizi spirituali che, per favorire la partecipazione di tutti, sarà proposto con tre diverse modalità di partecipazione:

  • I percorso – 4 giorni continuativi: da lunedì 7 a giovedì 10 marzo, dalle 21 alle 22.15 al Santuario di Caravaggio;
  • II percorso – 4 incontri a cadenza settimanale il martedì pomeriggio (15, 22, 29 marzo e 5 aprile) dalle ore 17.45 alle ore 19 a Mozzanica, in chiesa parrocchiale.
  • III percorso – 4 incontri a cadenza settimanale il venerdì sera (18 e 25 marzo, 1 e 8 aprile) dalle 21 alle 22.15 a Pandino, presso il Santuario della Beata Vergine del Riposo.

«Lo scopo degli Esercizi spirituali – spiegano ancora dalla Zona 1 – è quello, attraverso la riscoperta del Battesimo, di condurre chi vive gli Esercizi a sentirsi figli amati. Si introduce anche nel percorso, secondo la pedagogia ignaziana, l’idea di “cura personalis” attraverso la possibilità da parte di chi “fa gli esercizi” di chiedere ed ottenere un accompagnamento personale con una guida».

 

Il percorso confluirà in una ulteriore proposta, quella dell’Adorazione eucaristica prolungata, recuperando e valorizzando la tradizione delle Quarantore, solitamente collocate nel Tempo di Pasqua a ridosso della solennità del Corpus Domini, attraverso una predicazione “straordinaria” rispetto ai preti della parrocchia. Una ulteriore possibilità che la Zona pastorale lascia alle parrocchie, a partire, però, da una tematica comune.

 

Per ogni ulteriore informazione scrivere a zonapastorale1@gmail.com.

Scarica la locandina dell’intero percorso di spiritualità




Carità a misura di bambino: le proposte di Caritas per i più piccoli

 

Li avete mai osservati i bambini? A scuola accolgono il nuovo compagno abbracciandolo senza riserve e accompagnandolo per mano senza altra preoccupazione se non quella di fargli vedere i giochi disponibili.

Spesso, certo, litigano per una macchinina ma poco dopo sono seduti allo stesso tavolino a colorare insieme ed il ricordo della lite è sparito, cancellato con una filastrocca per fare “Pace”. Se raccolgono un fiore lo portano alla mamma e subito dopo ne serve un altro per la nonna, il nonno, la nonna bis… L’altro, conosciuto o no, è parte completa della loro vita, non lo escludono, non lo trascurano, non lo dimenticano.

E avete mai incrociato un gruppo di adolescenti appena sceso dal treno dopo un’esperienza estiva di servizio? Gli occhi luccicano (certamente per le notti insonni) un po’ anche per il ricordo delle storie di fatica e di privazione che hanno ascoltato dalle persone a cui sono stati seduti accanto senza pregiudizio e con molta curiosità, osando anche domande talvolta ingenue ed inopportune ma che hanno spalancato la strada all’incontro. I discorsi tra loro sono ancora scherzosi e sempre burleschi ma si affaccia sempre l’accenno ai gesti di servizio appena compiuti, quasi eroici per loro, che provano a raccontare con parole comuni per afferrarli e conservarne insieme un indelebile ricordo.

L’essere stati importanti per qualcuno ridona loro uno spirito vitale che trascurano quasi tutto l’anno.

Il Vangelo ci richiama fortemente a questa naturale predisposizione dell’animo umano “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” Non certo perché dobbiamo essere infantili ma perché, come loro, dobbiamo capire al volo la scelta del pastore che corre a cercare la pecora smarrita. Il Vangelo sembra dirci di imparare dai bambini a fidarci, a vedere la realtà con lo sguardo trasparente che abbiamo ricevuto dal Signore e sapere stare accanto a tutte le persone che incontriamo.

Allora se questo spirito è innato cosa dobbiamo fare come comunità cristiana? Accompagnare bambini e ragazzi a riconoscere che questo è lo spirito che Gesù chiede di avere per vivere in pieno il Suo Vangelo, riconoscere nei gesti e nelle attenzioni la carità che ognuno è portato a scambiare con ogni fratello e la possibilità di continuare a coltivarla.

Per questo nella Settimana della carità non poteva certo mancare questa attenzione ai più piccoli.

Viene dunque proposto un incontro di catechesi dove i volontari Caritas e i catechisti attraverso dei giochi possono collaborare per presentare ai bambini/ragazzi un’occasione di conoscenza e confronto sul tema della carità.

Scarica le proposte per bambini e ragazzi

Tra i tanti temi che la carità porta con sé ci è sembrato opportuno scegliere due insegnamenti da approfondire e sottolineare nell’incontro:

  1. Siamo cristiani e viviamo nel mondo accanto ai fratelli più bisognosi, la nostra fede ci invita a non fare finta di niente
  2. Esercitare la carità significa prenderci cura del Dio presente in ciascuno di noi.

Nella massima libertà di utilizzare e fare propri questi materiali sarà interessante scoprire cosa hanno da insegnarci sul tema i bambini e i ragazzi delle nostre comunità.

Stella Barbati
Operatrice Caritas per la Zona pastorale 1




Settimana della carità, nelle comunità raccolta di alimenti

In occasione della Settimana della carità, Caritas cremonese rilancia la proposta per le comunità parrocchiali di una raccolta di alimenti e di prodotti da destinare alle persone e alle famiglie in difficoltà. Le modalità organizzative sono lasciate alla discrezione delle singole parrocchie.

Il suggerimento è quello di organizzare la raccolta in occasione degli incontri di catechesi e in occasione delle varie celebrazioni liturgiche. Ma la proposta potrebbe essere estesa anche a gruppi o associazioni del territorio.

Per aiutare nella diffusione dell’iniziativa Caritas diocesana ha predisposto una locandina che può essere stampata e personalizzata con il nome della parrocchia, oltre a una card per la promozione web e su whatsapp.

 

 

 

Scarica la locandina




L’esperienza sinodale al centro dell’ultimo numero di Dialogo

 

Sull’esperienza sinodale, avviata il 9-10 ottobre a Roma, si appunta buona parte del numero di ottobre-novembre di Dialogo, il periodico dell’Azione Cattolica cremonese, a partire dall’editoriale di don Gianpaolo Maccagni. La sinodalità non è una “cosa” in più da fare e nemmeno una esperienza eccezionale confinata nell’ambito di un tempo determinato, ma è una condizione costante, che caratterizza la Chiesa e che coinvolge tutti i battezzati. Con l’attuale convocazione Papa Francesco chiama la Chiesa, in tutte le sue componenti, ad interrogarsi sulla propria vita e sulla propria missione. È l’occasione per “Un cammino di conversione comunitaria”. Ci chiediamo: come si realizza oggi quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, fedele alla missione che le è stata affidata?

Anche l’Azione Cattolica entra in questo cammino portandovi l’impegno formativo che le è proprio. Lo spiega nelle pagine di “Vita associativa” il presidente Emanuele Bellani, prospettando le linee di un percorso da compiere con “Gli occhi fissi su di Lui”, cioè su Cristo e sulla sua Parola, in uno sforzo comunitario di ricerca di essenzialità e di purificazione.

Per la rubrica “Spiritualità” Mario Gnocchi presenta il libro di don Michele Do “Di cominciamento in cominciamento”, a cura di S. Molina e P. Racca, Associazione Il campo, Alba 2020, che raccoglie testi da registrazioni di conversazioni e omelie di don Michele sul mistero pasquale e sulla presenza della morte nella nostra vita. Don Michele Do è stato il rettore della piccolissima parrocchia di Saint Jacques d’Ayas, in Val d’Aosta, dal 1945 alla morte, avvenuta nel 2005. Uomo di profonda spiritualità, divenne riferimento per un grande numero di persone, credenti e non, alle quali offriva la propria accoglienza amichevole, alimentata dalla meditazione biblica e dalla preghiera liturgica.

Ada Ferrari, “catechista di lungo corso” in “Antiquum ministerium” sottolinea la rilevanza del Motu Proprio che istituisce il ministero del catechista, e ne pone in luce la specificità vocazionale all’interno di una concezione comunitaria e sinodale della Chiesa.

Sulla qualità della vita liturgica e sugli aspetti problematici della partecipazione dei fedeli, così come si manifesta oggi nelle nostre chiese, si sofferma Paola Bignardi, raccogliendo i suggerimenti emersi nell’ambito della 71esima Settimana Liturgica Nazionale che si è svolta di recente nella cattedrale di Cremona. Preso atto realisticamente della disaffezione di molti, giovani compresi, per l’Eucarestia domenicale, la domanda è: come affrontare  e superare la crisi affinché tutti possano “Sentirsi a casa nelle celebrazioni liturgiche”?

La rubrica “Mondo” propone due riflessioni, rispettivamente a cura di don Bruno Bignami (“In cerca di una giusta transizione”) e di Marco Pezzoni (“Afghanistan, 20 anni dopo”). Accomuna i due testi la convinzione che si tratti di vicende epocali che ci rimandano all’urgenza di formulare visioni e programmi di azione di carattere comunitario.

Scrive don Bignami, prendendo spunto dalla 49^ “Settimana sociale” dei cattolici italiani a Taranto, che una transizione “giusta” richiede tre tappe: cura delle relazioni, conversione ecologica, passaggio dal consumismo alla fraternità, per approdare ad un cambiamento che coinvolga tutti ed a tutti giovi.

Marco Pezzoni affronta la complessità della situazione afghana sullo sfondo della storia oltremodo tormentata di quella terra e sottolinea come essa sia occasione di un “possibile ridimensionamento di teorie e strategie politiche e militari sbagliate” e apertura di “nuovi equilibri internazionali” favorevoli all’instaurazione della pace. Un impegno al quale siamo tutti chiamati a contribuire.

 

Scarica l’edizione di ottobre-novembre di Dialogo