Da Caravaggio una preghiera per il Sinodo: «Con Maria, come gli apostoli nel cenacolo, chiediamo l’umiltà e il coraggio per il rinnovamento della Chiesa»

Il vescovo emerito Dante Lafranconi ha presieduto la Messa nell'anniversario della apparizione al Santuario di Santa Maria del Fonte. Le celebrazioni proseguono nel pomeriggio

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Si alza dal Santuario di Caravaggio, nel giorno della festa della Apparizione della Vergine, un coro di preghiera per la Chiesa e in particolare per la Chiesa italiana. Una preghiera umile e un impegno comune all’ascolto e al cambiamento che dall’assemblea dei fedeli riuniti nella mattinata di mercoledì 26 maggio attorno all’altare del Crocifisso, di fronte alla facciata del Santuario di Santa Maria del Fonte, uniscono la Chiesa cremonese a Roma, dove proprio in questi giorni l’Assemblea dei Vescovi lavora per avviare il processo Sinodale indicato da Papa Francesco.

Questo il particolare significato che monsignor Dante Lafranconi, vescovo emerito, sottolinea e propone per questa giornata in cui la comunità della Chiesa locale si ritrova in preghiera al Sacro Fonte con la sua co-patrona e Madre, come i discepoli nel cenacolo.

La celebrazione è iniziata con la processione di tutti i concelebranti, guidata dal vescovo emerito Dante Lafranconi che ha presieduto la celebrazione eucaristica, accompagnato da Rettore del Santuario mons. Amedeo Ferrari e dalla vicinanza del Vescovo Antonio Napolioni che ha rivolto il suo saluto ai celebranti in collegamento da Roma pochi minuti prima, dal Centro di Spiritualità del Santuario fino al Sacro Fonte, dove è stata data lettura del messaggio che in questo luogo la beata vergine Maria ha affidato a Giannetta: «…io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe. Perciò voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane ed acqua ogni venerdì in onore del mio Figlio, e che, dopo il vespro, per devozione a me festeggino ogni sabato. Quella metà giornata devono dedicarla a me per riconoscenza per i molti e grandi favori ottenuti dal Figlio mio per la mia intercessione».

La visita al Fonte si è conclusa con la preghiera dell’atto penitenziale e la posa di un mazzo di rose bianche davanti all’immagine dell’apparizione. È poi ripresa la processione verso il giardino dell’altare del crocifisso, dove ad attendere, sui tre lati del colonnato, l’assemblea dei fedeli presente alla celebrazione dell’anniversario della apparizione.

Nella sua omelia monsignor Lafranconi ha ripreso l’immagine del cenacolo descritta nel brano degli Atti proposto dalla liturgia: «Siamo raccolti in preghiera con Maria e desideriamo che lo Spirito Santo continui ad operare nella Chiesa in questi momenti in cui sentiamo particolare bisogno di sapienza, di chiaroveggenza, di coraggio, di forza umile ma decisa nel testimoniare il Signore Gesù. È anche bello pensare che in questi giorni i vescovi italiani sono riuniti in assemblea e in qualche maniera costituiscono anche loro un cenacolo».

La fotogallery della celebrazione

Quella del cenacolo, ha osservato il vescovo – «è una comunità ferita, debole; questa consapevolezza la rende umile e forse la dispone nel modo più vero ad accogliere il dono dello Spirito. È la premessa necessaria per essere testimoni di lui ed è l’atteggiamento che dobbiamo avere anche noi, cristiani di oggi».

La riflessione di monsignor Lafranconi guarda al processo di cambiamento che coinvolge la Chiesa: «Non so se anche noi viviamo la nostalgia e forse la tentazione di tornare alla “normalità” di prima. Tanti aspettano di tornare a ciò che si faceva prima: pensiamo alla nostra realtà di Chiesa. Da quanti anni ci si lamenta del fuggi fuggi dopo la Cresima. Una delle ultime inchieste sui giovani parla della “prima generazione incredula”. Ma pensiamo anche alla caduta dei matrimoni… Che cosa rimpiangere, dunque?».

La domanda, straordinariamente attuale, riporta al cenacolo: «Io credo che come gli apostoli nel cenacolo di troviamo davanti a un futuro da delineare, che non aspira più a conservare le cose non più attuali. La cosa attuale è quella che chiede Gesù: “Siate testimoni di me”».

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È forte il richiamo al cuore della vita cristiana che risuona nella preghiera della Chiesa cremonese al Fonte di Caravaggio: «Raccolti anche noi con Maria nel cenacolo abbiamo bisogno di chiedere l’umiltà senza la quale non c’è coraggio per un rinnovamento. E abbiamo bisogno dell’aiuto dello Spirito per incentrare la nostra vita personale e pastorale sull’essenziale: riconoscere che il nostro Dio è quel Dio che ha rivelato Gesù Cristo facendosi uomo, morendo in croce e risorgendo, aprendo l’orizzonte della vita eterna».

Il ritorno all’essenziale è un ritorno alla Parola in uno spirito di ascolto e contemplazione che muove all’azione di rinnovamento. Come gli apostoli del cenacolo – fa notare Lafranconi – che sono chiamati a prendere subito una decisione: chi prenderà il posto lasciato vuoto da Giuda?

Di nuovo il pensiero corre a Roma e alla strada del Sinodo che il Papa indica alla Chiesa d’Italia: «Il Papa ci dice che l’essenziale per il Sinodo è l’ascolto reciproco – ha detto il vescovo emerito – Il Sinodo mostrerà tante opinioni, tanti pensieri… io prego perché l’ascolto sia sempre animato dal senso della fede, da un vero incontro con la Parola di Dio, perché il rischio più grande è che in questo contesto culturale così segnato dall’individualismo è che i pensieri diversi vengano assolutizzati, estremizzati o esclusi per partito preso. Questa è la morte del Sinodo». A questo si rivolge la preghiera a cui monsignor Lafranconi ha invitato i fedeli: «Che l’attenzione agli altri visto in tante opere di servizio e volontariato in questi mesi ci sia anche per le idee, il dialogo franco, sincero, aperto, rispettoso. E che alla fine la comunione prevalga su di tutto come il valore principale, perché “questa Chiesa che è il tempio vivente di Dio nel tempo possa fermentare tutta quanta la società”».

Al termine della Messa, dopo la lettura della supplica alla Vergine di Caravaggio scritta dal Vescovo Napolioni, il Rettore del Santuario ha rivolto il suo ringraziamento e consegnato un pensiero: «Credere insieme nella possibilità di riscatto continuo ogni volta che veniamo qui al Santuario dice anche la buona volontà di ripresa. Vorrei che prendessimo un impegno: quello di chiedere alla Madonna qualche grammo in più di gioia. Ne abbiamo bisogno».

Al termine della celebrazione monsignor Lafranconi ha impartito l’indulgenza plenaria.

Nel pomeriggio le celebrazioni per l’anniversario dell’apparizione proseguiranno con la recita continuata del Rosario fino alle 16.40, quando in diretta sui canali web della Diocesi e in tv su Cremona1 il vescovo emerito Dante Lafranconi presiederà la Memoria dell’apparizione che accompagnerà fino alle 17, orario dell’apparizione. Dopo l’aspersione seguirà il canto dei secondi Vespri

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