Movimento Cristiano Lavoratori: «Sul ddl Zan dialogo aperto senza steccati. Ma non dimentichiamo le priorità: lavoro e crescita collettiva»

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Il Movimento Cristiano lavoratori di Cremona e Crema, attraverso una nota del presidente Michele Fusari, si è espresso riguardo al dibattito in corso sul disegno di legge recante “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso , sul genere , sull’orientamento sessuale , sull’identità di genere e sulla disabilità“ – il ddl Zan.

«Vogliamo ribadire e ripetere a gran voce quello che i nostri Vescovi , riuniti a Roma nei giorni scorsi per i lavori dell’assemblea generale della Cei, hanno sottolineato – si legge nella nota – e cioè di come ci sia ancora tempo per un dialogo aperto al fine di arrivare ad una soluzione priva di ambiguità e soprattutto di forzature legislative.Si tratta di principi che riguardano tre grandi questioni: la difesa della persona contro ogni violenza e discriminazione perché la persona viene prima di ogni possibile caratterizzazione e merita assoluto rispetto; la tutela della pluralità di opinioni e la libertà di esprimerle senza paura di meccanismi sanzionatori che potrebbero generare intolleranza, il confronto franco e libero su temi fondanti come quello dell’identità».

Nel suo intervento il presidente territoriale del MCL auspica che «si possa sviluppare un dialogo aperto ma soprattutto senza pregiudizi , senza ergere muri o steccati , in cui anche la voce dei cattolici italiani venga ascoltata e possa contribuire allo sviluppo di una società più solidale», indicando inoltre quelle che secondo l’associazione «sono e saranno le urgenti questioni sulle quali indirizzare a tutti i livelli l’attenzione massima»: «Sostegni alle imprese, all’economia reale, lavoro che non c’è, sblocco dei licenziamenti all’orizzonte e soprattutto l’occasione unica e irripetibile di crescita collettiva attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sfruttando bene l’occasione irripetibile dei fondi del Next Generation EU: queste sono per noi le vere priorità del nostro paese e dei nostri territori sulle quali non possiamo sbagliare e attraverso le cui ricadute c’è in gioco il destino di tutti».