C’erano anche la Fondazione Istituto Carlo Vismara Giovanni De Petri di San Bassano e la Fondazione Germani di Cingia de’ Botti, insieme anche alla Fondazione Benefattori Cremaschi, a formare la delegazione di una trentina di RSA, ASP e Fondazioni italiane che ha partecipato a un confronto con i funzionari della Commissione europea: al centro dell’incontro, organizzato dall’onorevole Dario Nardella, temi quali finanziamenti, normative e sfide del settore Health Care e Long-Term Care.
La delegazione italiana ha portato all’attenzione delle istituzioni europee le difficoltà di chi, quotidianamente, assiste le persone anziane e non autosufficienti: la crescente carenza di personale qualificato, la necessità di rafforzare l’assistenza domiciliare e l’importanza di un confronto tra chi opera sul campo e le istituzioni. Interlocutori principali perché molte delle strutture rappresentate sono realtà multiservizi, impegnate in progetti innovativi legati all’integrazione dei sistemi di cura.
Mentre l’onorevole Nardella si è impegnato nella costituzione di un tavolo permanente tra gli enti socio-sanitari e le istituzioni europee e si sta organizzando un prossimo appuntamento a Roma, nella sede del Parlamento Europeo, è ormai chiaro che si tratta di realtà che svolgono un ruolo essenziale nel sistema del welfare.
La delegazione italiana volata a Bruxelles segna il primo passo verso l’unione delle forze e delle competenze per accedere ai finanziamenti europei e per il riconoscimento della piena centralità nella strategia europea per la salute.
«In un Paese, anzi in un Continente, in cui l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno strutturale, alla presenza di un settore sanitario che vive molte difficoltà, la costituzione di un network interregionale di 30 strutture provenienti dalle regioni del Centro e del Nord Italia è un primo e rilevante passo per il settore socio-sanitario italiano in Europa – evidenzia Marco Milesi, direttore generale di Fondazione Istituto Carlo Vismara Giovanni De Petri –. Far conoscere l’esperienza, la conoscenza e il modello italiano di assistenza alla persona anziana, non autosufficiente e disabile è un elemento distintivo che porterà valore e riconoscimenti anche al nostro personale socio-assistenziale».
«Da oltre un anno – commenta Enrico Marsella, presidente di Fondazione Germani – Fondazione Germani partecipa attivamente a network impegnati sul fronte europeo con progetti di ricerca e innovazione tecnologica e questa è un’ulteriore occasione per crescere. L’Unione Europea non è solo un’istituzione politica, è una comunità di valori, che pone al centro la dignità della persona, il diritto alla salute e l’inclusione sociale, valori che coincidono profondamente con la missione della nostra Fondazione. Grazie all’Europa, il socio-sanitario può contare su preziose opportunità, come i finanziamenti strategici (FSE+, EU4Health, PNRR), gli investimenti in formazione del personale, l’innovazione e la digitalizzazione, lo sviluppo di servizi territoriali integrati sempre più vicini ai bisogni reali delle persone. Queste risorse rappresentano strumenti fondamentali per crescere, innovare e rispondere con efficacia alle nuove sfide sociali».
Marika Miglioranza, direttrice amministrativa con funzioni di vicedirettrice generale della Fondazione Benefattori Cremaschi, sottolinea come il confronto con le istituzioni europee sia un passaggio essenziale «per rafforzare il ruolo dell’assistenza a lungo termine nel sistema socio-sanitario. Come Fondazione, ribadiamo il valore strategico della rete territoriale e la necessità di un dialogo stabile a livello europeo per affrontare criticità strutturali, quali la carenza di personale, lo sviluppo di servizi innovativi e un’effettiva integrazione dei percorsi di cura. In questo quadro, la Fondazione conferma il proprio impegno a contribuire attivamente al confronto europeo, mettendo a disposizione competenze ed esperienze maturate nei territori per costruire modelli di assistenza a lungo termine più integrati, sostenibili e rispondenti ai bisogni delle persone».



