Si è spento nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 febbraio, presso la Fondazione La Pace di Cremona, mons. Giuseppe Soldi, canonico emerito del Capitolo della Cattedrale e per oltre vent’anni parroco di Sant’Abbondio, a Cremona. A lui si deve la rinnovata tradizione del pellegrinaggio cittadino di inizio maggio al Santuario lauretano della Santa Casa, cui era profondamente legato. Aveva 94 anni. Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate.
La camera ardente sarà allestita dalla mattinata di mercoledì 18 febbraio presso la Fondazione La Pace di via Massarotti, a Cremona. Mercoledì sera alle 21 nella chiesa di sant’Abbondio l’ex parroco sarà ricordato con un momento di preghiera con la recita del Rosario.
Proprio nella “sua” Sant’Abbondio la mattinata di giovedì 19 febbraio alle ore 10 si terranno i funerali, presieduti dal vescovo Antonio Napolioni. La salma sarà quindi tumulata nel cimitero di Cella Dati.
Nato a Casalsigone nel 1931, l’11 maggio (giorno anniversario dell’Apparizione della Madonna a Castelleone), è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1957 mentre con la famiglia risiedeva a Gadesco. Con lui erano diventi preti altri sette confratelli, già tutti saliti alla Casa del Padre.
Ha iniziato il suo ministero come vicario, prima a Martignana Po (1957-1959) e poi a Casalmaggiore (1959-1967).
È stato quindi parroco di Zangengo (1967-1973), Castelverde (1973-1987) e infine a Cremona nella parrocchia di Sant’Abbondio (1987-2010).
Un uomo capace di intessere buone relazioni, stimato per l’impegno pastorale, l’attenzione caritativa e la forte spiritualità, intessuta di profonda devozione mariana: negli anni a Castelverde volle voluto il santuario della Madonna della Speranza a Livrasco e poi durante il ministero a Sant’Abbondio tanto si spese per la ripresa del pellegrinaggio cittadino alla Madonna lauretana e la valorizzazione del santuario della Santa Casa presente nella chiesa parrocchiale. Un impegno concretizzato anche attraverso gli importanti lavori di restauro che negli anni hanno interessato la chiesa, con anche la realizzazione del nuovo organo, e poi il recupero dell’antico chiostro, l’allargamento dell’oratorio, la nuova casa parrocchiale, i lavori nella chiesa sussidiaria di S. Siro e S. Sepolcro e quelli per la riapertura della scuola per l’infanzia in piazza Giovanni XXIII, inaugurata proprio nel giorno in cui don Giuseppe (come tutti lo chiamavano) annunciava, a fine giugno 2010, le proprie dimissioni da parroco.
Nominato quindi canonico del Capitolo della Cattedrale di Cremona, ha comunque continuato a risiedere in parrocchia, riuscendo ancora a offrire, in modo sempre discreto, il proprio contributo.
Negli ultimi anni, con il peggiorare delle condizioni di salute a motivo dell’età che avanzava, si era ritirato presso la casa di riposo di via Massarotti pur mantenendo un forte legame con amici ed ex parrocchiani.
Insieme alle sue comunità lo piange anche il Casato Soldi, l’istituzione benefica fondata dal fratello Fiorino (direttore del quotidiano La Provincia di Cremona dal 1961 al 1968 e tragicamente scomparso), e in seguito animata dal nipote Floriano, pure stimato e indimenticato giornalista.


