Mercoledì 25 febbraio, alle ore 18, l’aula magna del campus di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ospiterà la presentazione del volume “Mai più cosa vostra”, firmato dall’avvocata Ilaria Ramoni, consulente della Commissione parlamentare antimafia, e dal magistrato Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano. L’iniziativa, promossa dalle Facoltà di Economia e Giurisprudenza e di Psicologia e del Comitato per le Pari Opportunità dell’Università Cattolica, con il patrocinio del Comune di Cremona, si inserisce nel quadro delle attività accademiche dedicate all’analisi delle trasformazioni sociali e alla costruzione di una cultura del rispetto, capace di incidere tanto sul piano normativo quanto su quello educativo.
Ad aprire l’incontro sarà il saluto istituzionale del professor Francesco Centonze, ordinario di Diritto penale della facoltà di Economia e Giurisprudenza. La tavola rotonda sarà introdotta e moderata da Melania Rizzoli, medico e scrittrice, mentre il dialogo con gli autori sarà arricchito dal contributo del professor Luca Milani, ordinario di Psicologia dello sviluppo della Cattolica.
Il libro propone una chiave di lettura che mette in relazione la subcultura patriarcale con i meccanismi tipici delle organizzazioni mafiose: sistemi fondati sul silenzio, sulla normalizzazione della sopraffazione e sulla riduzione della donna a oggetto di possesso. Un parallelismo forte, che gli autori utilizzano per indagare le radici storiche e culturali della violenza e per evidenziare quanto essa continui a riprodursi nei linguaggi, nei comportamenti quotidiani e, talvolta, persino nelle prassi istituzionali.
L’analisi non si limita alla denuncia. Accanto alla ricostruzione critica, emerge l’attenzione per gli strumenti di contrasto già attivi — dalle reti dei centri antiviolenza agli sviluppi legislativi nazionali e internazionali — e, soprattutto, la necessità di un investimento educativo rivolto alle giovani generazioni, affinché sappiano riconoscere e disinnescare gli stereotipi che alimentano la disparità.
L’incontro offre uno spazio di approfondimento interdisciplinare, nel quale diritto, psicologia e impegno civile si intrecciano per interrogarsi sulle responsabilità collettive e sulle possibili traiettorie di cambiamento culturale. Un momento di riflessione pubblica, ma anche di confronto tra competenze giuridiche, psicologiche e sociali su uno dei nodi più urgenti del nostro tempo: la violenza di genere come fenomeno strutturale, radicato nella cultura e non riducibile alla dimensione emergenziale della cronaca.
L’ingresso è libero. L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cremona con il riconoscimento di due crediti formativi.


