Sta avendo un risalto inatteso l’affresco della Risurrezione che Bernardino Gatti ha dipinto nel 1529 sulla controfacciata della Cattedrale di Cremona, a sinistra del portale d’ingresso, sotto l’imponente Crocifissione del Pordenone. Proprio il dipinto cremonese, infatti, è stato scelto come immagine per il biglietto di auguri della prima Pasqua di Papa Leone.
Si tratta di un cartoncino che sul fronte riporta la fotografia del dipinto di Bernardino Gatti e nel retro, sotto lo stemma pontificio di Leone XIV, l’augurio olografo scritto da Papa Prevost: «Il Signore della vita era morto ma ora, vivo, trionfa. Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi». E poi la firma: «Leo PP. XIV».
L’immaginetta, nelle diverse lingue, sta portando nelle varie parti del mondo l’augurio pasquale del Papa con il suo messaggio di speranza radicato nella risurrezione di Cristo.
La scelta del dipinto della Cattedrale di Cremona rappresenta un motivo di orgoglio per la città e la diocesi, onorate di questo inatteso privilegio.
Ed è curioso notare che nell’affresco scelto per gli auguri di Pasqua di Papa Leone proprio il leone sia richiamato più volte.
La scena, con il Cristo radioso che esce dal sepolcro, ripropone la classica divisione tra ciò che è sacro in alto e ciò che è profano in basso: qui si scorgono i soldati messi a guardia della tomba di Gesù dai capi dei sacerdoti, così come racconta il vangelo di Matteo. Bernardino Gatti li ritrae addormentati. Il primo di loro, proprio sotto il Cristo, è appoggiato a uno scudo su cui campeggia l’immagine di un leone, ritratto anche nello scudo del soldato che si trova più in basso, mentre quello sulla destra lo ha raffigurato sui propri calzari.
Il leone, che nell’iconografgia è segno di forza, qui risulta in un certo modo domato dal Cristo, che con la Risurrezione vince la morte, e insieme il male del modo, contrassegnato nella storia anzitutto dalla guerra. I soldati addormentati e la spada nel fodero, ben visibile al centro della scena accanto allo scudo con il leone, diventano dunque il segno di una pace che può fiorire solo sperando nel Risorto. Il Figlio di Dio, ritratto con le braccia aperte, richiama il suo sacrificio sulla croce, in quel gesto estremo di amore con il quale ha voluto abbracciare l’intera umanità.


