È in distribuzione il numero di Pasqua del trimestrale diocesano Il Mosaico.
L’ecologia può davvero migliorare la società? È questa la domanda che apre l’edizione, indicando il tema a cui sono dedicati gli approfondimenti, per la riflessione pastorale e non solo, contenuti nel numero che proprio in occasione della Pasqua arriva in tutte le parrocchie, distribuito nelle cassette della posta insieme ai bollettini parrocchiali oppure in chiesa, dove sarà possibile ritirarne una copia gratuita su tutto il territorio diocesano.
Ad aprire il giornale il messaggio del vescovo Antonio Napolioni, che invita a guardare al creato con davanti l’esempio di san Francesco, di cui quest’anno la Chiesa celebra il giubileo nell’ottavo centenario della morte. La Pasqua, il Creato e Francesco – scrive Napolioni – «tre doni stupendi, da conoscere e vivere, da custodire e tramandare, perché anche gli uomini e le donne di domani possano godere la vita fraterna nel medesimo giardino, non farne una tomba ma una fonte di vita, di energia, di futuro. […] Non ingredienti solo per qualche giorno di pellegrinaggio o di vacanza spirituale, ma risorse decisive per un cambio di mentalità e di vita».
A Francesco e al suo giubileo Il Mosaico dedica quattro pagine di approfondimento con le parole che arrivano dal Convento dei Cappuccini di via Brescia a Cremona e che ci guidano al cuore del carisma acceso dal santo di Assisi e oggi presente in tutto il mondo attraverso l’opera dei suoi religiosi.
Nelle pagine del trimestrale, poi, l’augurio che il vescovo rivolge a tutti prende forma attraverso pensieri riflessioni e notizie che pongono l’accento proprio sulla cura e il rispetto della casa comune.
A cominciare dall’esperienza delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) di cui la Diocesi di Cremona si sta facendo promotrice su tutto il territorio. Accanto ai numeri e alle ragioni di una rete sempre più vasta e capillare che si allarga tra città e paesi, è don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, a offrire una chiave di lettura che riporta al senso di sostenere questo genere di iniziativa: «La comunità energetica – scrive il sacerdote cremonese – rappresenta una nuova forma di abitare i territori dove trova spazio ciò che inferno non è e si cerca di farlo durare. Perché ciò possa avvenire, c’è bisogno di cura: cura delle relazioni, cura dei beni comuni, cura di ciò che ci appartiene e ci accomuna, cura delle comunità».
Una cura che riguarda tutti e che trova modelli di ispirazione nella storia della Chiesa, come in don Primo Mazzolari, come nell’impegno quotidiano di uomini, donne e realtà associative che scelgono di testimoniare questa attenzione all’ambiente come luogo in cui crescono relazioni sociali positive: con Avvenire si coglie lo sguardo delle nuove generazioni che «si armano di conoscenze, consapevolezze, e chiedono cambiamenti» rivolgendosi direttamente a quelle élite “adulte” che sembrano ignorare il grido della Terra; l’associazione No Spreco consegna un decalogo su un consumo responsabile delle risorse alimentari «per una cultura del recupero e del diritto al cibo»; gli scout del Masci accompagnano all’esperienza della contemplazione, per riconoscere il segno della presenza di Dio nel “grande libro della Natura”, di cui proprio in queste settimane si possono sfogliare alcune meravigliose pagine nella mostra organizzata dal Festival della Fotografia etica di Lodi negli spazi del Museo Diocesano di Cremona.
Ed è proprio quella presenza di Dio che incontriamo nella «ritrovata gioia delle piccole cose» – sono ancora le parole del vescovo Napolioni – a invitare i fedeli, ma non solo, a vivere «questa Pasqua, con Francesco, nel creato». «Con lo stupore di un bambino, nello spirito delle Beatitudini».


