“Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, in un messaggio inviato a mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela nelle ultime ore, causando vittime, feriti e distruzione in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese.
La zona maggiormente interessata dal violento terremoto che ha colpito il Paese nella notte tra il 24 e il 25 giugno è quella di La Guaira, dove si registrano gravi danni a edifici e infrastrutture. Le due scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, hanno provocato finora almeno 164 vittime e 971 feriti. Danni significativi sono stati segnalati anche nella capitale Caracas e in diversi Stati del centro e del nord-ovest del Paese. Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
La vicinanza della Chiesa italiana
La Presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa.
Il card. Zuppi ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”, e assicura la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”.
Raccolta fondi Caritas per sostenere le comunità colpite
Caritas italiana è in costante contatto con Caritas Internationalis e con Caritas Venezuela per monitorare l’evoluzione dell’emergenza e coordinare il sostegno alle comunità colpite. Fin dalle prime ore successive al sisma, la rete Caritas venezuelana si è attivata per raccogliere informazioni, valutare i danni e organizzare una risposta umanitaria coordinata. Caritas Venezuela ha aperto un centro nazionale di raccolta presso la sede della Conferenza episcopale venezuelana e sta predisponendo ulteriori punti di raccolta nelle diocesi. Sono già in corso iniziative per la distribuzione di acqua potabile, alimenti non deperibili, medicinali essenziali e altri beni di prima necessità, mentre le Caritas diocesane continuano la valutazione dei bisogni delle popolazioni colpite. La rete ecclesiale ha inoltre ribadito l’importanza di una risposta coordinata e responsabile per garantire interventi efficaci nelle aree interessate.
Caritas italiana ricorda che l’emergenza colpisce un Paese che da oltre dieci anni attraversa una profonda crisi economica e sociale. Dal 2015 il Venezuela è segnato da un progressivo deterioramento delle condizioni di vita della popolazione, aggravato dall’iperinflazione, dalla carenza di alimenti e medicinali e dal collasso di numerosi servizi essenziali. In questo contesto, Caritas italiana sostiene da anni la risposta della rete Caritas alla crisi venezuelana con interventi di sicurezza alimentare, nutrizione, salute, acqua e igiene. Accompagna bambini, donne in gravidanza e famiglie in difficoltà, con screening nutrizionali, cure, kit alimentari e supporto psicosociale. Lungo le rotte migratorie, promuove protezione, diritti e percorsi sicuri per donne migranti esposte a violenza, tratta e sfruttamento.
“In questo momento il nostro pensiero va anzitutto alle vittime, ai feriti, alle famiglie che hanno perso persone care e a quanti, in poche ore, hanno visto crollare case, luoghi di vita e punti di riferimento”, dichiara don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana. “Caritas italiana è vicina alla Chiesa venezuelana e alla rete Caritas, che fin dalle prime ore si è messa al servizio della popolazione”.
Caritas Italiana invita a convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate e raccolte di beni materiali in Italia. È possibile contribuire agli interventi di Caritas italiana anche attraverso la Caritas diocesana di Cremona che rilancia l’appello alla solidarietà aprendo una raccolta fondi secondo le consuete modalità in occasioni delle emergenze per sostenere, attraverso Caritas Italiana, il sostegno alle Caritas locali. In questo senso è possibile effettuare una donazione a:
Fondazione San Facio
- con bonifico (Banca di Piacenza) Iban IT57H0515611400CC0540005161 (causale: terremoto Venezuela)
- con un versamento su conto corrente postale n. 68 411 503
- sul sito caritascremonese.it/donazioni o inquadrando il QR-code qui sotto

N.B. La donazione alla Fondazione San Facio è deducibile se fatta direttamente dal sito di Caritas Cremonese, con bonifico, assegno o versamento postale
Oppure:
- con bonifico (intestato a Caritas Cremonese) Iban IT74E0306911400100000061305 (causale: terremoto Venezuela)
- presso gli Uffici di Caritas Cremonese al Centro pastorale diocesano di Cremona (via S. Antonio del Fuoco 9A)
Preghiera e solidarietà
“Non siete soli: un popolo e una Chiesa camminano con voi”. È il cuore del messaggio della Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana dopo il terremoto. I vescovi, esprimendo “profondo dolore ma con lo sguardo fermamente rivolto alla speranza cristiana”, parlano di una tragedia che “ha lasciato una scia di perdite umane e danni che rattristano e commuovono l’intera nazione”. Nel testo, rivolto “a tutto il Popolo di Dio e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, i presuli elevano “ferventi preghiere al Padre delle misericordie per il riposo eterno dei defunti”, chiedendo “conforto per i familiari e pronta guarigione per i feriti”.
Particolare attenzione è rivolta alle aree più colpite, tra cui Caracas, La Guaira, Puerto Cabello, Morón e Tucacas, dove “dolore e incertezza si fanno sentire con maggiore intensità”. La Conferenza episcopale ha indetto una “Giornata nazionale di preghiera” per domenica 28 giugno, invitando diocesi, parrocchie e comunità a unirsi: “La preghiera condivisa sia balsamo che allevia le angosce e accende la speranza”.
Accanto all’iniziativa spirituale, viene rilanciato anche l’impegno concreto: “La fede cristiana si rende viva attraverso le opere”. In comunione con Caritas Venezuela, è stata attivata una rete nazionale di solidarietà, con centri di raccolta nelle strutture ecclesiali per sostenere gli sfollati mediante beni di prima necessità e contributi economici.
Nel messaggio, i vescovi esprimono gratitudine “alle Chiese sorelle, a Papa Leone XIV e alla comunità internazionale per la vicinanza” e riconoscono l’impegno “eroico” dei soccorritori e dei volontari. Il testo si conclude affidando la nazione alla protezione di Nostra Signora di Coromoto, perché “ci ottenga la forza necessaria per superare questa prova e ci mantenga uniti nell’amore fraterno”.


