Non esistono solo mosaici fatti di pietra o di carta. «Anche nella vita spirituale delle persone ci sono dei mosaici, una serie di tessere che non sempre rappresentano una figura chiara», spiega padre Francesco Serra, rettore del Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore. La ricerca di senso, di risposte vere e profonde abita menti e cuori di tanti che sono in cammino, spirituale e fisico e incontrano nel Santuario di Casalmaggiore un punto di riferimento, un’oasi di serenità.
E questo avviene oggi come nel lontano 879 quando i documenti storici parlano di sorgive dal potere salutare e dell’esistenza di un pozzo, accanto a cui sorse una cappella, diventata nel 1463 la chiesa dalle forme attuali. La devozione per la Madonna dei Bagni, dunque, ha una storia antica in cui si annovera, secondo tradizione, anche il miracolo, intorno al 1300, di un povero nato cieco a cui l’acqua della fonte della Madonna ridonò la vista.
Ad oggi «Eucarestia, confessione, ascolto, direzione spirituale, catechesi… la nostra fraternità di Cappuccini offre a chi arriva o frequenta il santuario un serie di proposte – continua il rettore – soprattutto durante quest’anno dedicato dal Papa alla preghiera». Si tratta di creare occasioni, «preparare all’accoglienza di un incontro con il Signore». Ed ecco allora la comunità dei frati Cappuccini è sempre pronta all’ascolto di singoli e gruppi (dalle 9 del mattino alle 12 e poi dalle 15 alle 18.45) che si muovono per un pellegrinaggio. La struttura del santuario è pensata per l’accoglienza anche con locali dedicati presso la Casa del pellegrino: ampi spazi per riunioni, conferenze e discussioni.
Le persone che giungono in questo centro di devozione mariana «da quest’anno – dice padre Serra – sono tornate a essere parecchie; vengono dall’Emilia (Piacenza e Parma), ma anche dalla Lombardia, in particolare da Mantova e Cremona».
Non è una questione di numeri, ma certo, in un’epoca di cambiamenti e difficoltà come quella attuale, la presenza al Santuario ha un valore importante.
«La Chiesa non può valutare la sua azione a seconda di una risposta precisa, occorre però – commenta il francescano – pensare, riflettere e pregare per trovare nuovi modi, da affiancare alla prassi tradizionale, per raggiungere le persone» e quindi affrontare quella «diffusa indifferenza» che è un segno dei nostri tempi.
In vista c’è anche il Giubileo del 2025, durante il quale il Santuario di Casalmaggiore diventerà una chiesa di riferimento per il territorio circostante, una “chiesa giubilare”, un luogo dove pregare, dove ritrovare o rafforzare la propria fede.
«Il Giubileo – spiega padre Francesco Serra – è l’anno del perdono da cui ripartire, l’anno in cui dobbiamo cercare di rendere sempre più visibile la misericordia di Dio».
Maria Chiara Gamba
Fonte: trimestrale diocesano “Il Mosaico”


