Veglia dell’Assunta al Santuario di Caravaggio: la fede semplice che cambia la storia

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Nel silenzio della veglia del 14 agosto, a Caravaggio il Santuario regionale della Lombardia ha accolto i numerosi fedeli giunti per muovere i primi passi verso la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Una celebrazione iniziata con la preghiera del Rosario risuonata sotto i portici, al lume dei flambeaux, come una processione che vuole squarciare il buio per rinnovare la speranza, per essere popolo della luce che rompe le tenebre.

All’interno della basilica del santuario poi, la pagina evangelica della Visitazione di Maria a Elisabetta ha dato il punto di partenza a un’omelia intesa e profonda, offerta da mons. Giuseppe Scotti, segretario della Conferenza Episcopale Lombarda, incentrata sulla figura di Maria come donna della fede.

«Abbiamo sentito risuonare per quindici volte il ritornello “Beata, perché hai creduto”», ha esordito mons. Scotti, ricordando che Maria è una donna reale, vicina alle fatiche e alle speranze di tutti i giorni, perché anche lei, come tutti, ha imparato a credere. È la donna del Magnificat, perché è donna di fede. Il canto di lode di Maria risuona a conclusione della giornata del credente, come sguardo autentico di fede sulla vita e sulla storia del mondo.

E ha continuato mons. Scotti: «Maria può cantare il Magnificat perché ha creduto. Sì, Maria, donna credente, dice che la fede è un’avventura che tocca lei come tocca anche noi. È un’avventura che fa esaltare la vita e fa cantare: “L’anima mia magnifica il Signore”. La fede è un tesoro prezioso, è la gioia del cuore, è il futuro dell’uomo. La fede fa camminare e noi stasera abbiamo camminato, siamo stati persone che abbiamo seguiti i passi del Magnificat».

La bella notizia della fede che si fa Magnificat ricorda che «questa storia non è fatta dalle super potenze, ma è fatta da Dio». «E noi cristiani», ha continuato con convinzione il celebrante: «sappiamo che la storia non è fatta dall’economia, dalle armi, dalla forza; la storia è fatta da Dio. Quelli che pensano di essere potenti, sono uomini della cronaca, riempiono i giornali, ma la storia ha un protagonista vero: Dio».

E, facendo eco a una famosa omelia dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, mons. Scotti ha ribadito: «Noi siamo qui a pregare in modo semplice, a dire la preghiera facile, il Rosario. E con questa preghiera vogliamo ridire che la storia la fa Dio! E noi vogliamo imparare a guardare la storia al di là della cronaca, entrando nella storia di Dio. Il Magnificat è la certezza che Dio sta già costruendo un mondo di luce e il cristiano ne è testimone».

Canti, preghiera, invocazione e lode: un clima di profonda intimità ha accompagnato la Veglia dell’Assunta. E nel caldo della sera, l’assemblea si è sciolta con la pace nel cuore: ciascuno si è portato a casa la certezza della presenza materna di Maria. Al di là di ciò che appare agli occhi dei più, c’è Lei, beata perché ha creduto, madre perché ci prende per mano nel seguire lo stesso cammino. E tutti i presenti, questa sera, si sono sentiti un po’ più figli. Un po’ meno soli.

TeleRadio Cremona Cittanova
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