Nella serata di sabato 17 ottobre, nella Cattedrale di Cremona, nel contesto della veglia missionaria diocesana, il vescovo Antonio Napolioni istituirà cinque catechisti, tre accoliti e quattro lettori (cinque donne e sette uomini). L’istituzione di questi dodici ministri, dopo due anni di formazione e discernimento, si colloca nel contesto e come frutto del cammino sinodale, richiamando l’importanza del contributo dei laici, adeguatamente preparati, nella vita ordinaria delle comunità cristiane. È la prima volta che in diocesi di Cremona vengono istituiti catechisti, accoliti e lettori. La celebrazione sarà proposta in diretta streaming sui canali web e social della Diocesi.
«La comunità cristiana – sottolinea don Luigi Donati Fogliazza, responsabile della Pastorale catechistica e che fa parte dell’équipe formativa per i candidati ai Ministeri – vive di ministerialità: uomini e donne che esprimono la loro appartenenza battesimale alla Chiesa mettendo a disposizione il loro tempo, le loro competenze e le loro energie perché i molti servizi richiesti dalla vita comunitaria siano svolti. Questa abbondanza di ministerialità di fatto, qualche volta più visibile altre più nascosta e silenziosa, rende ricche le nostre parrocchie e unità pastorali ed esprime non tanto il bisogno di organizzazione, pure necessaria, ma soprattutto che la Chiesa è un corpo di molte membra. I ministri ordinati, i presbiteri e anche il vescovo, da soli non possono esplicitare tutta questa ricchezza. E nemmeno devono! La Chiesa universale, e quindi quella italiana e le nostre diocesi lombarde, riconosce che la compagine ecclesiale o è ministeriale o non è».
Per rendere evidente questa consapevolezza Papa Francesco ha impresso una spinta a istituire donne e uomini al ministero di lettori, accoliti e catechisti: segno visibile della corresponsabilità con il ministero ordinato e della ricchezza della ministerialità di fatto che non viene spenta, ma anzi sostenuta dai ministri istituiti.
Lettrici e lettori, accolite e accoliti, catechiste e catechisti dicono altrettanti servizi essenziali per l’edificazione della comunità: la proclamazione della Parola di Dio soprattutto nella celebrazione eucaristica, la cura delle celebrazioni, l’educazione alla fede. Questi ministeri, però, dicono anche che la Chiesa è per sua natura missionaria.
I lettori sono chiamati a farsi ponte tra il testo sacro e la vita quotidiana, portando il Vangelo anche negli ambienti culturali e sociali in cui la Parola fatica a risuonare, gli accoliti estendono la grazia dell’altare verso le periferie dell’emarginazione dimostrando la vicinanza della Chiesa ad ammalate e ammalati a domicilio, a persone anziane sole, a chi vive in povertà; i catechisti infine intercettano le domande di senso dell’uomo e della donna contemporanei, camminando accanto alle persone e iniziandole all’esperienza dell’incontro con Cristo.
La prospettiva attraverso cui accogliere l’indicazione di istituire lettori, accoliti e catechisti non è certamente quella del “dovere”, ma quella di acconsentire a un’azione preveniente di Dio. Lo chiarisce la Presentazione dei vescovi lombardi agli Orientamenti per le Diocesi lombarde, che ribadisce come tutti i Ministeri sono una grazia, in quanto suscitati dallo Spirito Santo, che «introduce la Chiesa nella pienezza della verità (cf. Gv 16,13), la unifica nella comunione e nel ministero, la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici» (Lumen Gentium 4), perché si edifichi il corpo mistico di Cristo. I Ministeri sono attuazione del Battesimo, segno per tutti della comune vocazione al servizio, espressione della missionarietà di ogni credente. In questo orizzonte si rende necessaria una cordiale accoglienza dei Ministeri istituiti soprattutto da parte dei pastori, affinché aiutino le comunità cristiane a coltivare, esprimere e accompagnare le diverse ministerialità. È necessario superare una certa visione clericale, che tende ad attribuire ogni responsabilità ministeriale ai soli presbiteri, con ricadute negative sulla vita delle comunità e dei presbiteri stessi.
L’istituzione – conclude il presbitero – dice da una parte che la Chiesa riconosce l’azione dello Spirito, perché i Ministeri sono un dono, dall’altra che nessuno svolge un servizio per se stesso, ma che la propria disponibilità e le proprie capacità entrano sempre in un discernimento comunitario. «I ministri istituiti della nostra diocesi sono infatti il frutto di un cammino personale ed ecclesiale fatto insieme: le loro parrocchie di appartenenza hanno riflettuto e pregato, hanno fatto discernimento sui loro bisogni ma anche sulle strade che lo Spirito mette loro davanti e hanno quindi espresso delle persone concrete che possano sostenere questo cammino. La nostra Chiesa diocesana ha anche scelto di affidare dei ministeri alle coppie: un segno eloquente di quella famiglia di famiglie che la nostra diocesi e ogni comunità vorrebbe essere».
I 12 “pionieri” nei Ministeri istituiti
Saranno istituiti lettori, per dedicarsi assiduamente all’animazione delle diverse forme di servizio della Parola di Dio nelle comunità:
- Alessandra Galloni e Raffaele Gusmaroli, della parrocchia di Castelleone e della Fraternità Famiglia Buona Novella, che presteranno un loro servizio nell’ambito della pastorale liturgica diocesana;
- Nadia Nossa e Alberto Vailati, della parrocchia di Brignano Gera d’Adda e della Fraternità Famiglia Buona Novella, che si inseriranno nella Commissione diocesana per il diaconato.
Saranno istituiti accoliti, per promuovere la cura della pastorale liturgica in diversi ambiti:
- Angela Bigi, dell’unità pastorale di Casalmaggiore, già attiva nella Cappellania ospedaliera dell’Oglio Po;
- Aristide Ferrari, dell’unità pastorale di Persico, Dosimo, Gadesco, Pieve Delmona, Quistro e San Marino;
- Gianpaolo Azzoni, dell’unità pastorale Madre di Speranza in Cremona.
Saranno istituiti catechisti, dediti alla responsabilità di gruppi di altri catechisti o di percorsi speciali di formazione nella fede:
- Giampaolo Buiatti, dell’unità pastorale di Casalmaggiore;
- Anna Frigerio, dell’unità pastorale di Casalmaggiore;
- Danio Tassi, dell’unità pastorale Cittanova in Cremona;
- Sara Chan e Stefano Gusberti, dell’unità pastorale Don Primo Mazzolari e della Fraternità Famiglia Buona Novella, che daranno il loro contributo nell’ambito della pastorale catechistica diocesana.
Due anni di formazione
Il cammino di discernimento e formazione proposto dalla Diocesi ai candidati ai ministeri di Lettori, Accoliti e Catechisti ha promosso una più profonda consapevolezza di essere Chiesa missionaria e mistero di comunione. Ma è stato anche il modo concreto con cui fornire strumenti per comprendere la corresponsabilità e per poterla favorire nelle comunità in cui i ministri presteranno il loro servizio, aiutando nello stesso tempo i futuri ministri a conoscere meglio il testo biblico, il significato delle celebrazioni liturgiche e i fondamenti che guidano l’impegno catechistico. Nel cammino di formazione ha avuto largo spazio anche la dimensione dell’identità di battezzati chiamati al ministero: si sono condivisi preghiera e ascolto della Parola perché ognuno potesse maturare sempre più la risposta libera e gioiosa alla vocazione ricevuta.
Un percorso non privo di momenti di timore, con una domanda ricorrente: «Sarò all’altezza?». In questo, a detta degli stessi ministri, è risultata essenziale la vicinanza dell’équipe diocesana, delle comunità e di chi ha condiviso il tempo di discernimento. E ricordando il percorso di questi due anni c’è chi ringrazia «per ogni incontro, così prezioso, per le domande e le risposte sorte nel confronto, e la consapevolezza della necessità di continuare a nutrirsi della Parola di Dio per non scadere mai nella routine burocratica dello svolgere “funzioni”».
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