Formare specialisti con un approccio interdisciplinare, su temi fortemente attuali e cruciali legati agli aspetti tecnologici, nutrizionali, biologici, chimici, del diritto alimentare e del comportamento dei consumatori nelle scienze alimentari. È con questo obiettivo che il master di secondo livello dell’Università Cattolica intitolato Michele Ferrero si è presentato alle studentesse e agli studenti che sono prontissimi a iniziare la nuova edizione. «È proprio dall’incontro tra la dimensione locale e l’internazionalità dei nostri studenti che nasce il valore di questo master» ha detto Luigi Lucini, preside della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. «Fare di una città a misura d’uomo un luogo di scambio globale, in cui culture e prospettive diverse si incontrano per immaginare il futuro del Food Tech, è una sfida che affrontiamo con entusiasmo e determinazione».
«Il termine “cattolico”, dal greco katholikós, richiama il significato di universalità» ha aggiunto Lorenzo Morelli, coordinatore del Comitato scientifico del master Michele Ferrero, già preside della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. «Questo spirito si ritrova anche nel nostro master, dove la conoscenza si costruisce attraverso tre dimensioni: conoscere gli altri, imparando a condividere esperienze e competenze; conoscere il territorio e la città che vi ospita; e conoscere a fondo la materia, in questo caso il futuro del Food. Perché formarsi significa innanzitutto imparare a conoscere, insieme».
Le studentesse e gli studenti della nuova edizione arrivano da Cile, India, Turchia, Marocco, Messico, Bosnia e Italia. Obiettivo? Acquisire una conoscenza approfondita dei fattori che influenzano lo sviluppo e la formulazione dei nuovi prodotti alimentari. E affrontare questa responsabilità con una prospettiva internazionale e innovativa, concentrandosi sulla garanzia della qualità e della sicurezza dei prodotti e dei processi.
«Il valore del master risiede nel suo approccio multidisciplinare, che mette in dialogo competenze, saperi e prospettive differenti» ha aggiunto Antonio Gallo, direttore del percorso formativo. «L’innovazione in ambito Food richiede proprio questa capacità di integrare conoscenze, per comprendere la complessità del sistema alimentare e affrontarne le sfide future».
Il master unisce alla teoria ben 96 ore di pratica, e la realizzazione di un prodotto alimentare innovativo. L’offerta formativa è suddivisa in cinque pilastri: Human nutrition for healthy and sustainable food and diets, Emerging technologies for food processing and preservation, Consumer food psychology and marketing intelligence, Legal aspects and policies for food safety and food security e Business case.
Il percorso formativo spazia dalla dimensione locale a quella internazionale. Il primo periodo di lezioni si tiene a Cremona. Poi, due study trip a Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo, e a Chicago, presso il Ferrero Innovation Center e la Northwestern University. Infine, un internship di tre mesi presso Ferrero, ad Alba.
«Il business case in Ferrero offre agli studenti l’opportunità di confrontarsi con una sfida aziendale concreta, mettendo in pratica le competenze acquisite durante il master» ha spiegato Mélanie Charron di Ferrero – Soremartec. «Un’esperienza che avvicina la formazione al mondo dell’impresa e stimola innovazione, collaborazione e pensiero critico».


