Memoria dei defunti e conservazione della ceneri: lettera dei preti di Cremona alle comunità cristiane della città

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Una riflessione sul fenomeno sempre crescente della cremazione dei defunti e della conservazione delle loro ceneri nelle case. È quanto le Parrocchie della città di Cremona offrono con la “Lettera alle comunità cristiane cittadine sulla memoria dei defunti e la conservazioni delle ceneri”.

Il testo, in distribuzione in queste settimane nelle chiese e negli oratori della Zona pastorale 3, intende sottolineare quanto di prezioso si può evidenziare nella prassi del funerale cristiano, nella tumulazione al cimitero e nel difficile percorso del lutto, a partire anche dal recente documento dei Vescovi lombardi “Credo la risurrezione della carne e la vita eterna. Indicazioni liturgiche e pastorali circa le prassi post cremazione”, pubblicato a fine del 2025.

Il panorama – si sottolinea nei primi passaggi della lettera – è davvero molto variegato: sia per questioni economiche, sia per l’anonimato di tante morti, sia perché spesso le esequie vengono vissute come momento privato.

Partendo dalla constatazione che negli ultimi anni il ricorso alla cremazione è cresciuto enormemente e si è profilata anche la prassi della conservazione domestica delle ceneri, i preti della città di Cremona – senza trascurare le ragioni psicologiche ed affettive di tale scelta – ricordano che la fede cristiana crede nel mistero della risurrezione.

«Quello che si predica di Gesù dopo la sua morte, cioè che è il vivente ed è risorto – afferma don Paolo Arienti, vicario zonale della Zona pastorale 3 – lo si crede anche per tutti, alla fine della storia. E questo nonostante non si disponga di prove empiriche o di descrizioni facili per rendere ragione di un mistero che nella vita terrena si può solo immaginare ed esprimere con metafore. Come si ripete nel Credo domenicale, la “risurrezione della carne”, ovvero di tutta la vita, del suo senso e della sua qualità originale, compresa la sua fragilità, è la ragione per cui da sempre i cristiani hanno inumato i corpi e sono chiamati ad esprimere la stessa considerazione di rispetto e di attesa anche per le ceneri dei cari».

Qui sta la ragione per cui la fede ecclesiale non prevede la dispersione delle ceneri, ma ne raccomanda la conservazione, se possibile al cimitero: un luogo in cui tutti i defunti “attendono” e un luogo pensato nella storia per consentire di attraversare il lutto, caricarlo di speranza, far continuare la vita.

Nella lettera si suggeriscono alcune indicazioni molto concrete, come l’invito a celebrare il funerale nelle comunità di origine, mettendo al centro dell’ultimo saluto l’Eucaristia, il rendimento di grazie per la vita del defunto. Un ulteriore sottolineatura è a non disperdere le ceneri, preferendo la loro tumulazione al cimitero o approfittando di spazi pensati proprio a questo scopo, come quelli già realizzati nella parrocchia di Sant’Abbondio (in foto) e che sono in progetto anche a Sant’Ambrogio.

«Si tratta di un luogo, pensato proprio per poter far riposare le ceneri dei defunti, – precisa don Arienti – accanto alla chiesa, e dunque accanto alla comunità di fede che celebra il mistero di Gesù».

La Lettera è rivolta innanzitutto alle comunità ecclesiali, data la tipologia di riflessione mossa da ragioni spirituali e non da giudizi rispetto alla libertà di ciascuno.

«Questa lettera – conclude il vicario zonale a nome di tutti i parroci della città di Cremona – vuole essere un invito alla cura e a uno sguardo di fede sulla morte dei nostri cari e sulla condivisione di una grande fatica, quella del lutto e del congedo, su cui le comunità ecclesiali possono testimoniare una vicinanza concreta».

 

Il testo integrale della Lettera 

TeleRadio Cremona Cittanova
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