La cremonese Giusi Biaggi nominata presidente del Consorzio nazionale Cgm

Il Consorzio è la più grande rete italiana di imprese sociali costituita da 44 consorzi territoriali distribuiti in tutte le regioni, che coordinano 450 cooperative

Si è riunita venerdì 27 maggio a Roma presso la sala Consiglio del Palazzo della Cooperazione, l’Assemblea dei soci del Consorzio Nazionale CGM, la più grande rete italiana di imprese sociali nata nel 1987, la cui base sociale è costituita da 44 consorzi territoriali distribuiti in tutte le regioni, che coordinano le attività e le iniziative di circa 450 cooperative. L’assemblea, ha nominato il nuovo Consiglio … Continue reading »

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Tra le pieghe del tempo con Riflessi «Carta»

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«È materia complessa la carta. Impastata di nomi, cifre, appunti, scarabocchi e scoperte. Distesa, appallottolata, gettata, strappata, scatola chiusa. E un giorno riaperta, per ritrovarvi l’intimità di un appunto segreto affidato alla Smemo negli anni del liceo, una foto di famiglia, la mappa dei vitigni vicini a casa, un mazzo di carte da gioco, uno spartito da suonare».

Sono solo alcune delle storie che danno forma alla nuova edizione di Riflessi magazine dedicata proprio alla carta. Un’edizione che – avverte la nota introduttiva al numero trentuno delle rivista digitale diocesana – «non si imbarca in un’operazione nostalgia, a caccia delle tracce di qualche antenato analogico; né intende lasciarsi andare a un gesto distante come quello del millenial che fotografa con l’ultimo iphone una pagina dell’album di famiglia per tenersi i nonni nel cloud o farne social-media-content».

Un viaggio nel tempo, ma senza un’unica direzione: «Quante pieghe in un foglio di carta? Quali parole impresse? Quanto tempo a scrutare il foglio bianco aspettando l’idea che lo meriti e quanto, ancora, da appoggiare sopra quello della nostra vita per dilatarlo fino agli infiniti spazi della storia, del ricordo, dell’immaginazione?»

Ad inaugurare “Carta” un viaggio fotografico alla scoperta di alcuni dei tesori più preziosi dell’Archivio storico Diocesano: il responsabile, don paolo Fusar Imperatore, apre le porte del patrimonio conservato nelle sale del palazzo vescovile, accompagna lungo i secoli, tra una corale miniata su pergamena di fine Quattrocento ai brogliacci cinquecenteschi delle ordinazioni di San Carlo Borromeo alla raccolta della corrispondenza privata di monsignor Bonomelli, vescovo a Cremona dal 1871 al 1914.

Dal «foglio come guardiano» della storia – come scrive Diletta Pasetti nella sua rubrica multimediale Parole Raccolta – «testimone di scelte, compromessi e decisioni», Riflessi accompagna il lettore lungo pieghe diverse, pagina dopo pagina tra scuola, cinema, musica, vigneti, tipografie, giornali e origami giapponesi.

 

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«Per avventurarci in questa edizione abbiamo staccato un biglietto per l’esplorazione spaziale a bordo di un treno a vapore fatto di foglietti colorati. Sotto di noi una città di casette tutte fatte a pieghe. Nella carta abbiamo provato a mettere le mani. Con la cura che richiedono certi documenti e certe storie: antichi come i tesori dell’Archivio della diocesi di Cremona, delicati come le esistenze invisibili di chi vive sans papier, senza documenti, da anni in attesa di diritti». È, questa, la storia di Rocìo, mamma immigrata giunta in Italia per costruire un futuro migliore per sé e per i figli, ma rimasta bloccata dall’attesa dei documenti, cinque anni senza codice fiscale né tessera sanitaria. Oggi continua ad aspettare: «Non posso avere un conto in banca – racconta – né attivare un numero di cellulare. Non posso affittare una casa, firmare un contratto di lavoro o seguire una formazione professionale. Sono iscritta all’Inps, ho pagato contributi e tasse: per loro esisto solo in quel momento, poi torno ad essere invisibile». Non però per i medici volontari della Associazione Articolo 32 che garantiscono il diritto alla salute proprio a chi non ha i “titoli” per entrare nel sistema sanitario nazionale.

«I Riflessi di carta sono condivisi con persone che a questa materia, antica ma mai fuori moda, hanno affidato carriere solide, ricordi emozionanti, tracce di incontri, progetti per qualcosa di nuovo. Come una parola che mancava. Come la giusta piega nei labirinti della vita.

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Caravaggio fa memoria dell’apparizione: «Le parole di Maria e il coraggio di Giannetta ci riuniscono oggi al Fonte»

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«Come Giannetta, troviamo il coraggio di annunciare a tutti il nuovo orizzonte di vita che il Vangelo porta con sé». Così il vescovo emerito di Cremona, Dante Lafranconi, nei Vespri celebrati nel giorno della memoria dell’apparizione della Madonna a Caravaggio.

Come da tradizione, nel pomeriggio del 26 maggio è stato vissuto un importante momento di preghiera presso il Santuario di Santa Maria del Fonte. La data ricorda quella della prima apparizione, avvenuta nel lontano 1432 alla giovane Giannetta, e subito seguita da una notevole vivacità devozionale. Da qui l’edificazione di una chiesa e un ospedale, già nel 1451, seguita dalla costruzione dell’attuale Santuario, avvenuta nel 1575.

Proprio nel Santuario di Caravaggio si sono aperte le celebrazioni della memoria dell’apparizione nella mattinata di martedì 26 maggio, con la solenne celebrazione presieduta da mons. Lafranconi.

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Nel pomeriggio, invece, è stato pregato il Santo Rosario in Basilica, seguito dal Vespro, aperto dalla lettura del racconto dell’apparizione. Molto suggestivo il momento di silenzio che è stato vissuto al termine del racconto, in attesa dello scoccare delle ore 17, orario in cui la Madonna apparve a Giannetta.

Dopo il rito di aspersione che ha introdotto i Salmi e la Lettura Breve, mons. Lafranconi ha commentato il passo dell’Apocalisse proposto dalla liturgia ricordando come «per i cristiani la vita non si conclude con la morte. C’è un oltre, una vita eterna a cui tutti noi siamo chiamati». Ed è proprio questo desiderio, questo anelito, «a sostenere la nostra fede, che si modella sull’immagine di Cristo, a doverci spingere verso scelte non necessariamente conformiste, ma volte al bene e alla Verità». Un invito forte, dunque, da parte del vescovo, in linea con l’esempio fornito da Giannetta che, seguendo l’indicazione di Maria, «ha avuto il coraggio di raccontare, di testimoniare ciò che aveva visto e udito a tutti coloro che ha incontrato. Ed è proprio grazie alle sue parole che, ancora oggi, possiamo riunirci qui a vivere la nostra fede, a dissetarci al Fonte per poter portare nel mondo la luce del Vangelo».

Le celebrazioni della Memoria dell’Apparizione è stata preceduta dalla consueta novena, che dopo due anni di difficoltà, è tornata ad essere celebrata in modo solenne e con una notevole partecipazione da parte dei fedeli.

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Dopo oltre quarant’anni, è stata inoltre ripresa un’antica tradizione. Le suore del Santuario hanno prodotto i cosiddetti “michini”, dei piccoli panini impastati con l’acqua del Fonte che sono stati  distribuiti ai pellegrini che, in questo modo, hanno potuto portare con loro l’acqua benedetta. Un segno bello, questo, di vicinanza e apertura, una vera testimonianza di Chiesa in uscita verso tutti.

Il Santuario di Caravaggio, d’altra parte, «è uno dei luoghi più frequentati dai pellegrini ‒ come ricordato da mons. Amedeo Ferrari, rettore del Santuario, al termine del Vespro ‒ i quali, con gratitudine e devozione, continuano ad affidarsi alla Madre del Signore». Ed è proprio a lei, a Santa Maria del Fonte, patrona, insieme a s. Omobono, della Diocesi, che tutta la chiesa cremonese è chiamata ad affidarsi con fiducia e speranza.

 

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A Caravaggio la Messa nell’anniversario della apparizione: «Una Madre di misericordia ci invita alla conversione»

Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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A Caravaggio la Messa nell’anniversario della apparizione: «Una Madre di misericordia ci invita alla conversione»

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È una giornata di festa oggi, giovedì 26 maggio, a Caravaggio per le celebrazioni in occasione del 590° anniversario dell’Apparizione della Vergine al Santuario di Santa Maria del Fonte. In mattinata una solenne processione, guidata da monsignor Dante Lafranconi, è partita dal centro di spiritualità verso la basilica. Qui si è fermata al Sacro Fonte dove, dopo aver recitato l’atto penitenziale, il vescovo emerito di Cremona ha deposto un mazzo di fiori. In maniera del tutto eccezionale, per la prima volta, è stato aperto e visibile anche il piccolo pezzetto di terreno dal quale sgorgò l’acqua benedetta. «La Vergine Maria implori misericordia per noi al Suo Figlio Gesù», ha detto monsignor Lafranconi di fronte all’immagine della Madonna.

Uscendo dal fonte, i sacerdoti e il vescovo si sono segnati con l’acqua in ricordo del Battesimo e subito dopo è iniziata la santa messa all’aperto, animata dal coro “Don Domenico Vecchi”. Una Messa importante, perché benedetta dal Papa e durante la quale i fedeli presenti hanno potuto ottenere l’indulgenza plenaria.

L’omelia del vescovo emerito ha proposto una riflessione sulle figure di Elisabetta e Maria e sul ruolo centrale della grazia divina nel sacramento della penitenza. «Il brano di Vangelo ascoltato – ha detto – ci presenta la figura di Elisabetta e Maria. Elisabetta è la madre di Giovanni Battista, il precursore, colui che ha preparato gli animi delle persone a riconoscere e accogliere Gesù. Una preparazione che richiamava al dovere di cambiare il cuore, alla penitenza, alla conversione per accogliere quella novità fuori dagli schemi. Maria, l’altra donna, è la madre del Figlio di Dio. Una madre che ha accolto in sé, ed è diventata nel disegno di Dio, colei che ha reso tangibile fino a che punto l’amore di Dio per gli uomini può arrivare: fino all’Incarnazione. Allora, in un certo senso, queste due donne attraverso i loro figli, sono un richiamo alla conversione e alla misericordia di Dio, che è straordinaria e impensabile per le categorie umane».

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La riflessione ha poi proseguito con un riferimento diretto all’apparizione di Caravaggio: «Se ci pensiamo bene, è lo stesso messaggio che Maria ha affidato a Giannetta. Lei dice che da tanto tempo intercede presso il Figlio perché usi misericordia verso gli uomini, ma allo stesso tempo chiede a noi di cambiare vita. Allora tra la pagina del Vangelo letta e l’apparizione a Giannetta, c’è una continuità perché il messaggio è identico. Un richiamo alla conversione che è possibile solo con la misericordia di Dio e con l’intercessione di Maria. Credo sia indispensabile per noi che viviamo questa celebrazione, raccogliere il messaggio che questo Santuario diffonde: la misericordia di Dio è inseparabile dal percorso della conversione degli uomini. Guai a separare questi due aspetti. Se si dimentica la misericordia non si ha il coraggio di chiedere perdono e convertirsi, perché soli non ci riusciamo. Ma se guardiamo solo alla misericordia rischiamo di pensare a un Dio buonista che lascia correre e permette tutto. No. Questi aspetti sono uniti. Misericordia e disponibilità alla conversione: ecco cosa dobbiamo raccogliere dal messaggio lasciato dalla Madonna a Giannetta».

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Monsignor Lafranconi ha messo poi in guardia dal «rischio di esasperare il nostro impegno e sentirci falliti perché non riusciamo a realizzarci oppure corriamo il rischio di fare della misericordia di Dio il lasciapassare per l’inferno, come diceva S. Agostino. Non andiamo via dal Santuario senza approfittare della misericordia di Dio che sostiene il nostro cammino quotidiano di conversione. I santuari mariani sono luoghi dove emerge ed è richiesto il sacramento della confessione ed è bello perché così si celebrano insieme misericordia (nel sacramento c’è l’azione di Dio), grazia e perdono. Così anche le nostre relazioni si conformeranno al disegno di Dio».

Tutto, ha detto, richiede però un atto di fede. «Come facevano Elisabetta e Zaccaria a credere che avrebbero avuto un figlio anziani? E Maria? Non c’erano intuizioni che potevano giustificare quello che sarebbe loro accaduto: bisognava solo credere che ciò che all’uomo sembra impossibile, Dio lo può compiere. E questo accade ogni volta che ci confessiamo: Dio prende in mano la vita che gli consegniamo perché possa trasformarsi secondo quella verità evangelica che la rende feconda. Per vivere con purezza i nostri sentimenti. Chiediamo questa grazia nel sacramento della penitenza perché ci accompagni ogni giorno. Non ci aspettiamo miracoli, apparizioni: si tratta ancora una volta di credere, di fidarsi di quello che Gesù ci ha detto e di incamminarci con umiltà anche quando la strada sembra impervia. Ma non desistiamo dal percorrerla, perché siamo sostenuti dalla misericordia di Dio, nella certezza che quello che Lui ha promesso lo compie. Che la Madonna risusciti in noi questa certezza».

Durante la Mmessa monsignor Lafranconi ha chiesto anche una preghiera speciale per monsignor Napolioni e per tutti i vescovi italiani riuniti in assemblea a Roma, e per la Chiesa italiana.

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Al termine della celebrazione, dopo il saluto del rettore del santuario monsignor Amedeo Ferrari, il vescovo Lafranconi ha impartito la benedizione con l’indulgenza plenaria dopo aver rivolto la Supplica alla Vergine, alla quale ha consegnato timori e speranze di tutte le famiglie e tutte le persone riunite in preghiera.

La giornata proseguirà con la recita del rosario e, alle 16.40, la memoria dell’apparizione.

 

Il video integrale della celebrazione

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Caravaggio fa memoria dell’apparizione: «Le parole di Maria e il coraggio di Giannetta ci riuniscono oggi al Fonte»

Maria Acqua Simi
TeleRadio Cremona Cittanova
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