Solennità dell’Immacolata: «I nostri “amen” sono figli del “fiat” di Maria e ci introducono alla familiarità con Dio» (VIDEO)

Nella mattinata dell'8 dicembre il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha presieduto la solenne Eucaristia in Cattedrale
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Nel giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra il disegno di Dio verso l’umanità concepito nell’Immacolata Concezione di Maria vergine e madre (il dogma che sancisce il suo essere immune dal peccato d’origine risale al 1854), le parole che il vescovo Antonio Napolioni proclama dall’ambone della Cattedrale di Cremona in occasione della Messa dell’Immacolata Concezione celebrata nella mattina dell’8 dicembre, lasciano un solco profondo nel cammino dell’Avvento 2020, un Avvento a dir poco speciale.

«Il sì di Maria cambia la storia», esordisce Napolioni utilizzando un tempo presente che spiega quanto il cambiamento avvenga ogni giorno se lo permettiamo, «perché, introducendo il Figlio di Dio in carne umana, da allora cominciamo ad avere Gesù sulle nostre strade».

Quelle strade che oggi sono percorse da un male oscuro a cui non dobbiamo prostrarci, ma a cui dobbiamo rispondere con la gioia dell’essere figli di una madre tanto bella quale Maria è, capace di comprendere ed accogliere il disegno d’amore infinito che Dio ha avuto nei confronti suoi e dell’umanità intera. Un disegno sancito da quello che il Vescovo definisce «libertà creativa di Dio», che si incontra con la libertà di Maria e di tutti gli uomini. Laddove l’incontro avviene nella reciproca accettazione, quando l’umanità dice il suo “fiat” come Maria, tutto è possibile. Perché si lascia campo libero all’onnipotenza di Dio nelle nostre storie particolari e nella grande storia dell’umanità.

«Quante volte il peccato è il vero impedimento all’onnipotenza di Dio, ed è lì che si manifesta il suo progetto di salvezza, è lì che ci viene incontro». Da quell’incontro l’uomo può intraprendere un percorso di ascesa verso la santità oppure può cedere alle tentazioni dell’egoismo e della sopraffazione e lasciare ad altri la cura della realtà che gli accade intorno.

E, riportando un pensiero dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, il Vescovo dice: «Tocca a noi avere cura della realtà affinché sia amica anche quando siamo in un tempo di prova. Così è sempre tempo di grazia».

Se dunque «l’onnipotenza di Dio si manifesta nella misericordia e nel perdono», nella capacità di Dio di accettare anche i nostri no, l’auspicio che il Vescovo rivolge a tutta la comunità è che «questo tempo di Avvento possa essere tempo di verità, tempo di grazia in cui ci lasciamo purificare il cuore, tempo di speranza collaborando all’opera di trasfigurazione dell’egoismo in solidarietà, del vecchio in nuovo, di ciò che è mortale in ciò che è eterno».

Prima della benedizione finale il Vescovo ha voluto ringraziare le comunità del Capitolo e del Seminario, che hanno concelebrato con lui e che «rappresentano la fedeltà di Dio nei nostri confronti», destinando una speciale preghiera alle vocazioni.

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Sara Pisani