Vieni e vedi: per un giornalismo che si fa incontro. Il talk di Riflessi nella Giornata della Comunicazione (VIDEO)

Storie dal territorio e riflessioni sul Messaggio del Papa con i giornalisti Francesco Ognibene di Avvenire, Stefania Mattioli dell'Ospedale e Riccardo Mancabelli dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali
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“Vieni e vedi”, l’esortazione tratta dal  messaggio del Papa per la 55esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (celebrata domenica 16 maggio), ha fornito titolo e argomenti per la nuova puntata di “Riflessi Magazine On air”, condotta da Filippo Gilardi. Ospiti in studio e in collegamento il caporedattore della redazione centrale di Avvenire, Francesco Ognibene, la responsabile delle comunicazioni dell’ASST Cremona Stefania Mattioli e l’incaricato dell’Ufficio comunicazioni della Diocesi di Cremona Riccardo Mancabelli.

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In un anno tanto insolito e drammatico quale quello contrassegnato dalla pandemia, tra angosce, paure e confusioni, si innalza l’invito di Papa Francesco: comunicare incontrando le persone, come e dove sono. Lo spunto di questa esortazione è nato durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, rendendo evidente per ciascun operatore della comunicazione la necessità di “ritrovare la realtà lì dove è; – come ha spiegato Ognibene – una realtà imprevedibile si è imposta e ci ha spiazzato, fungendo da invito a trarre una lezione per la nostra professione. Il Papa vuole chiederci di tornare a rispettare la verità, farci incontrare le persone, essere interessati a loro e alle loro storie, di non raccontare solamente quanto ho capito ma quanto emerge dalla relazione immediata”.

Tra le immagini più significative di un anno estremamente complesso spiccano quelle della Settimana Santa del 2020: “Il vescovo Antonio solo, senza fedeli, in una Cattedrale deserta: un impatto terribile – ha ricordato Riccardo Mancabelli – così come le immagini provenienti dall’Ospedale di Cremona” finite anche sulla ribalta nazionale. “Il nostro ufficio stampa si è trovato improvvisamente in prima linea, – ha ricordato Stefania Mattioli – ci siamo trovati dentro l’emergenza che ha colpito il mondo” con il compito di testimoniare quanto stava accadendo “con notizie vere, costruttive e positive”.

Un periodo emergenziale, insomma, dal quale è emersa la necessità di responsabilità nel raccontare, non solo da parte dei professionisti del settore, ma anche di tutti coloro che, quotidianamente, affollano i canali social del web. “La responsabilità deve esserci in tutti. La verifica e la responsabilità dovere di ogni professionista, va richiesta anche da tutti”.

Proprio in questa linea di responsabilità ed educazione alla comunicazione, si innestano le positive esperienze dei ragazzi del Liceo Vida di Cremona, – impegnati in un laboratorio giornalistico che ha portato alla nascita del periodico “Terza pagina” – e dei giovani parrocchiani di Rivarolo del Re che hanno dato vita alla web “Radio del rey”: due strumenti per introdurre al giornalismo e alla comunicazione le più giovani generazioni e che sono stati  presentati nel corso della puntata.

“Si  sottovaluta la fame di informazione dei ragazzi – ha precisato Ognibene, riferendosi al mondo giovanile –. Hanno un desiderio genuino di capire e – nonostante la pioggia di “fake news” -,sono meno incantabili dall’apparenza e non risultano ancora sopraffatti da altre logiche”.

Cosa resterà di quest’anno tanto particolare? “Innanzitutto un auspicio – è la risposta di Ognibene – abbiamo visto una serie di cose buone che inevitabilmente rimarranno dentro di noi, resteranno le relazioni risanate: abbiamo capito che si sono delle fonti degne di fiducia e dalla relazione personale nasce sempre qualcosa di buono”.

“Andate e vedete – ha concluso Mancabelli – va ricostruita una comunicazione fatta di incontri, perché interessa la persona, interessano le sue relazioni”.