Per l’oratorio di Rivolta d’Adda a Pellaud riparte un’esperienza ricca di passato che guarda al futuro

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Da martedì 5 a sabato 23 luglio, dopo due anni di pausa a causa della pandemia, la parrocchia di Rivolta d’Adda ha ripreso la lunga tradizione (quest’anno è stato il 53° anno) del campo estivo presso il campeggio “Viva la gente” in località Pellaud, nel comune di Rhemes Notre Dame (AO). Immersi nella natura del Parco Nazionale del Gran Paradiso, su due lati il torrente e sugli altri due il bosco, a 1800 metri di altezza, nelle vicinanze di un lago splendido che quest’anno, anche lui, purtroppo, ha risentito della carenza idrica, si stanno svolgendo tre turni di campo all’insegna delle relazioni e dell’inclusività.

I primi due turni sono stati partecipati rispettivamente da 26 ragazzi di quinta elementare e prima media e da 35 ragazzi dalla seconda media alla prima superiore. Da quest’anno la proposta è stata allargata a una collaborazione con una struttura per persone diversamente abili di Rivolta d’Adda per vivere un’esperienza di vacanza e convivenza nella struttura.

Nonostante la situazione pandemica non sia ancora completamente risolta, la scelta pastorale, condivisa con le famiglie, è stata quella di ripartire con questa proposta da quest’anno, mantenendo tutte le misure di sicurezza segnalate dai protocolli e avvalendosi anche della collaborazione preziosa dei tanti educatori presenti (tra cui un medico) che oltre all’impegno costante di assistenza e prossimità nei confronti dei ragazzi si stanno spendendo anche perché tutte le misure per il contenimento dei contagi siano garantite.

Le giornate al campo non sono mai state vuote. Appuntamento fisso e fulcro di ogni giornata la celebrazione eucaristica, poi non sono mancati i momenti di gioco e condivisione di esperienze. Due camminate per turno hanno permesso di raggiungere i 2300 metri con il primo turno e i 2700 metri con il secondo, non senza fatica, ma con grande soddisfazione una volta arrivati. Quest’anno si è aggiunta alla proposta un’esperienza già vissuta in passato e molto apprezzata da tutti i ragazzi: ai piedi della valle i ragazzi hanno vissuto l’esperienza del rafting, ancora una volta condividendo sforzi, impegno e divertimento.

Il tema del campo è stato quello delle relazioni sperimentate nelle varie esperienze e anche grazie a delle attività preparate con passione dagli educatori del campo che hanno saputo coinvolgere e fare riflettere i ragazzi sul loro rapporto con sé stessi, con gli altri, con il creato e con Dio.

Pur non essendo mancato qualche imprevisto che, come gli anni scorsi, è stato prontamente contenuto, quasi alla conclusione del campo gli educatori con il don possono dire che il bilancio è assolutamente positivo per presenza, partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi, delle loro famiglie e di tutto il movimento di volontari (educatori, cuochi, montatori e smontatori, chi si occupa delle richieste e della documentazione…) che da più di cinquant’anni mantiene viva, anno dopo anno, questa struttura che è espressione di una realtà educativa.