Pellegrinaggio regionale preti anziani e malati, il Papa: “Segni viventi della benevolenza di Dio”

Nella mattinata di giovedì 15 settembre al Santuario di Caravaggio l’ottava giornata regionale d'incontro e preghiera promossa dall’Unitalsi in collaborazione con la Conferenza Episcopale Lombarda

image_pdfimage_print

Guarda la photogallery completa

“Segni viventi della benevolenza di Dio”. Così Papa Francesco nel suo messaggio di saluto ha definito i preti e i diaconi anziani ed ammalati della Lombardia che la mattina di giovedì 15 settembre si sono ritrovati al Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, per l’ottava giornata annuale dedicata loro dall’Unitalsi regionale in collaborazione con la Conferenza Episcopale Lombarda.

Nel messaggio, letto all’inizio della Messa dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni, il Papa ha anche ricordato come per i sacerdoti e i diaconi anziani non sia ancora il momento di “Tirare i remi in barca, di vivere la rassegnazione”. “Con la vostra saggezza – ha precisato il Pontefice – potete invece portare molto frutto: avete molto tempo per poter pregare per la Chiesa e per i vostri confratelli più giovani perché siano fedeli alla parola di Gesù; potete ascoltare con magnanimità e pazienza le confessioni; potete testimoniare quanto sia importante guardare e leggere la storia a partire dai molti segni di tenerezza che Dio Padre ha disseminato nella nostra vita”.

Più di cento i presbiteri presenti, insieme a una ventina fra vescovi e vescovi emeriti, in rappresentanza di tutte le diocesi della Lombardia.

Ha presieduto la messa il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como. Accanto a lui l’arcivescovo di Milano e metropolita di Lombardia, Mario Delpini, e il “padrone di casa”, il vescovo di Cremona Antonio Napolioni.

Nell’omelia Delpini ha espresso un elogio di coloro «che stanno presso la croce: i preti ed i diaconi». «Facciamo l’elogio – ha detto – di coloro che stanno. Stanno lì, presso la croce del Signore Gesù. Facciamo l’elogio di tutti quelli che stanno: quelli che non sono andati via, quelli che non si sono stancati, quelli che non sono stati presi dalla paura per il contesto ostile. Quelli che stanno non sono eroi che vogliono sfidare il mondo, non sono più coraggiosi degli altri, non sono persone che vogliono dimostrare qualcosa, rimproverare gli altri per essere stati vili o infedeli». E ancora: «Stanno presso la croce perché amano Gesù al punto da non poter vivere senza di lui. Dipendono in tutto da Gesù e tengono fisso lo sguardo su di lui». «I preti e i diaconi che sono qui radunati oggi e tutti quelli che non  hanno potuto partecipare a questo momento commovente e suggestivo nel santuario di Caravaggio – ha detto ancora monsignor Delpini – possono riconoscersi fra coloro che stanno presso la croce. Stanno lì ed ascoltano, pregano e tengono lo sguardo fisso su Gesù». «Facciamo l’elogio – ha concluso – di coloro che stanno e ci mettiamo anche tutti noi, popolo di Dio, vescovi, preti e diacono, consacrati e consacrate, insieme con Maria, fra coloro che stanno presso la croce».

Al termine della celebrazione il saluto del nuovo presidente regionale dell’Unitalsi Luciano Pivetti: «Fra qualche giorno – ha annunciato – si svolgerà il pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi a Lourdes e la sezione regionale lombarda porterà con sé l’immagine di Santa Maria del Fonte». Poi un breve ricordo del cardinal Carlo Maria Martini nel decennale della morte, la cui famiglia ha donato al santuario di Caravaggio una delle rose a lui dedicate.

 

 

Luca Maestri
TeleRadio Cremona Cittanova