Inaugurata “Tratti”, mostra fotografica di Paolo Mazzini: viaggio per immagini tra i luoghi dell’arte e l’invisibile Mistero

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Semplicemente Tratti. Geometrie del vero che si fanno geometrie dell’anima. Linee sinuose, curve, cerchi pieni e cerchi vuoti che si rincorrono in scatti capaci di far riflettere su alcuni luoghi chiave della cultura cremonese: la Cattedrale, il Torrazzo, il Museo del Violino con il suo auditorium, il Museo archeologico, il Museo Civico Ala Ponzone e lo stesso Museo diocesano.

La mostra fotografica, inaugurata giovedì pomeriggio al Museo diocesano di Cremona è una sequenza di immagini a effetto legate tra loro da prospettive alternative, firmate dal cremonese Paolo Mazzini. Tratti. Cremona – profili d’arte è aperta al pubblico fino al 31 agosto negli spazi dedicati alle mostre temporanee che ultimamente si rincorrono creando una sequenza stimolante di appuntamenti culturali di vario genere.

La neonata Fondazione Potenza Tamini ha riconosciuto nel fotografo Mazzini un talento da valorizzare promuovendo questa esposizione in collaborazione con il Museo diocesano e il mensile Riflessi Magazine che si avvale della grafica curata dallo stesso Mazzini.

All’inaugurazione era presente il maestro veneziano Gianmaria Potenza, noto ai cremonesi per avere «donato valore aggiunto all’adeguamento liturgico della Cattedrale», come ha ricordato per l’occasione il direttore del Museo diocesano nonché referente dei Beni culturali della diocesi, don Gianluca Gaiardi. «Scatti incredibili», così li ha definiti il maestro Potenza, quelli di Mazzini. Scatti che hanno suscitato la curiosità dell’autore dell’altare e dell’ambone della Cattedrale perché «hanno ben interpretato il suo pensiero», come ha spiegato Valeria Loddo che è la curatrice della mostra e direttore artistico della Fondazione.

L’idea di questa indagine per immagini, approfondita e stratificata sulla città di Cremona, prende infatti le mosse dalle foto realizzate per l’inaugurazione del nuovo assetto dell’altare del Duomo. È in quell’occasione che è scattata una forma di reciproca stima tra i due artisti diventata nel tempo collaborazione e amicizia con tutta l’équipe del Museo diocesano.

 

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E infatti uno dei temi di queste foto è la luce, la stessa che domina nelle opere di Potenza. Luce che valorizza particolari della decorazione dell’altare, che colpisce le opere plasmate dall’uomo per farne nuove opere. Ed è sempre la luce, insieme alle forme e ai materiali (legno, terracotta e bronzo) «a far dialogare le opere tra loro», come chiarisce Mazzini. Perché la curiosità di questa mostra è che le foto «a gruppi di due fino a quattro si interfacciano tra loro». Creano legami e questo perché l’occhio attento di Mazzini induce a rintracciare forme simili in strutture così diverse, tratti vicini in realtà lontane. Gioca con le geometrie il fotografo e fa sognare il visitatore, lo induce a cercare nella memoria il vissuto a cui appartiene un certo particolare che, astratto dal solito contesto, quasi non si riconosce più. I dettagli parlano, sono «frammenti – ha commentato per l’inaugurazione il vescovo Antonio Napolioni – che ci guidano, tratti che ci aprono all’invisibile, alla pienezza e al Mistero, che ci inducono a cercare un tesoro di speranza». Che ci spingono a leggere «la spiritualità del territorio all’interno delle opere», come ha chiarito Gaiardi e a rintracciarla in un «sistema museale integrato a cui viene riservata per la prima volta una mostra». Gli scatti, infatti, parlano di luoghi, di musei «che sono spazi di cultura essi stessi al di là delle preziose opere che contengono», ha precisato Gaiardi.

 

Il fotografo

Nato a Cremona nel 1986, Paolo Mazzini lega alla sua città di origine i contenuti della sua prima mostra personale. Attraverso le sensibilità affinate nelle esperienze professionali di grafico editoriale, art director, ritrattista e fotoreporter, in Tratti espone una sintesi originale delle differenti modalità di approccio all’immagine nella sua forma estetica, narrativa e espressiva. Una complessità che si manifesta nella ricerca del dettaglio capace di descrivere e insieme interpretare ogni spazio come luogo di dinamica armonia. Dal 2018 fa parte dello staff della comunicazione diocesana curando per l’editrice TeleRadio Cremona Cittanova la parte di grafica e fotografia.