Visita pastorale a Trigolo, Fiesco e Gallignano. Il Vescovo: «Il Dio vivente abita nelle nostre famiglie»

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«Ci siamo incontrati nella sincerità umana e cristiana e ci siamo messi alla ricerca delle tracce del Dio vivente che abita nelle nostre famiglie, si nasconde nel dolore e si manifesta nella bellezza dell’umiltà della vita quotidiana». Con queste parole, pronunciate all’inizio della Messa solenne presieduta la mattina di domenica 8 febbraio nella chiesa parrocchiale di Trigolo, il vescovo Antonio Napolioni ha riassunto il senso della visita pastorale che dal 6 all’8 febbraio ha interessato le parrocchie di Trigolo e Fiesco (che dal 2021 camminano in sinergia sotto la guida dell’unico parroco) e quella di Gallignano.

Per il pastore della Chiesa cremonese sono stati tre giorni di incontri, di preghiera, di ascolto e di riflessioni. Tre giorni nei quali ha parlato a bambini, ragazzi e adulti rispondendo alle loro domande e ai loro dubbi (anche prendendo le difese dei giovani di fronte ad alcune critiche nei confronti di questa generazione) e ha incontrato anziani e consolato sia ammalati sia persone provate da un recente lutto.

La visita pastorale è iniziata venerdì mattina, con l’accoglienza e con la preghiera mariana nel Santuario delle Grazie a Trigolo, nel ricordo del beato Arsenio da Trigolo. Proprio a Trigolo e Fiesco è stata dedicata l’intera prima giornata. Molto soddisfatto don Dalé: «Abbiamo ascoltato il vescovo e dialogato con lui. Un dialogo bello, proficuo, schietto nel momento in cui ha difeso le nuove generazioni, che sono in cammino e che hanno bisogno di essere guidate dalle testimonianze delle generazioni precedenti. Il vescovo ha anche visitato le attività commerciali. Personalmente mi è piaciuto assimilare questa visita pastorale a quella del cardinal Borromeo narrata dal Manzoni nei Promessi Sposi».

Il sabato si è svolto invece tra la comunità di Gallignano. Una giornata intensa: «Nell’incontro con il Consiglio pastorale – sottolinea don Tomasi – è emersa la necessità di mettersi in gioco ancor di più nell’attenzione alle persone, mentre nell’incontro con le persone anziane si è parlato della vita di fede. Bello il dialogo con i bambini e i loro genitori, nel quale è stato posto l’accento sulla necessità di orientare al Signore le nostre vite”.

Domenica mattina, dopo l’incontro con i ragazzi del catechismo, la Messa conclusiva, nella quale, facendo riferimento al Vangelo del giorno e al Salmo, il vescovo ha esortato i presenti: «Gustate e vedete com’è buono il Signore, perché così gusterete la vita che germoglia: sale della terra, gusto della vita, luce del mondo. Una verità fatta d’amore. Questo è essere cristiani».

Al termine ha preso la parola il parroco di Fiesco e Trigolo, don Marino Dalé, che ha concelebrato insieme a don Paolo Tomasi. «Le diciamo il nostro grazie perché in lei abbiamo trovato un padre che si è fatto compagno di viaggio», ha detto –don Dalé prima che un chierichetto, a nome delle parrocchie, donasse al vescovo la croce pettorale di san Paolo VI, che Napolioni ha subito indossato.

Anche la storica banda musicale locale ha voluto salutare il vescovo e lo ha fatto con un mini-concerto offerto al termine della celebrazione.

Luca Maestri
TeleRadio Cremona Cittanova
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