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«Ascoltate. Alzatevi. Andate». È un invito a non fermarsi alla bellezza dell’incontro con Cristo, per tradurlo in un cammino concreto, facendo attenzione al rischio di rinchiudersi nell’attivismo e nel proprio senso di comunità. Con queste parole si è conclusa la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni tra le parrocchie dell’unità pastorale di Rivarolo del Re, Brugnolo e Villanova, guidate da don Giuseppe Allevi, e a quella di “Santa Maria Immacolata” di Rivarolo Mantovano, Cividale Mantovano e Spineda, diretta da don Massimo Sanni. Da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo sono stati tre giorni intensi di incontri con anziani, bambini, famiglie, volontari e operatori pastorali, vissuti nel segno dell’ascolto, della fraternità e della condivisione.
«È stata una visita coinvolgente, serena e gioiosa», racconta don Giuseppe Allevi. «Il vescovo si è proposto nei momenti condivisi, anche quelli abbastanza canonici, cercando di offrire spazio a tutte le componenti», aggiunge don Sanni. I due parroci ricordano i numerosi appuntamenti vissuti durante i tre giorni con gli anzini delle case di riposo, le famiglie con figli, i giovani e coloro che si impegnano in vario modo nelle comunità.
«E abbiamo fatto l’esperienza del monte, – evidenzia don Allevi con un riferimento al Vangelo della Trasfigurazione di domenica – dello stare alla presenza di Gesù e tra di noi. Sono stati davvero bei momenti, occasioni per salire insieme “sul monte”, sostare alla presenza del Signore e poi tornare a costruire, con rinnovata fiducia, la vita delle comunità».
I sacerdoti sottolineano poi i momenti intensi tra le varie generazioni. «C’è stata una conversazione molto profonda sul senso della vita, sulla libertà, sull’attesa, sviluppata anche in modo informale e spontaneo», prosegue don Allevi. «Il raduno delle famiglie nel grande salone di Rivarolo Mantovano è stato emotivamente impattante – ricorda don Sanni –. Mentre i ragazzi hanno lavorato sui segni del sale e della luce, il vescovo si è intrattenuto con i genitori sul loro ruolo, il bisogno di relazioni profonde e la costruzione di approcci adatti alle persone e propedeutici alla fede».
Altro momento significativo è stata la festa dell’Acr a Cividale Mantovano, dove il vescovo si è intrattenuto con i bambini, gli educatori e i responsabili dell’associazione.
La visita a Rivarolo del Re, invece, si è chiusa con il saluto dei bambini, che hanno donato al vescovo una filastrocca preparata per l’occasione, segno semplice ma significativo dell’affetto delle comunità.
Durante la visita non sono mancati altri momenti semplici e profondi. Dai momenti di spiritualità a Brugnolo e Villanova agli incontri nelle case di riposo di Spineda e Rivarolo Mantovano, fino ai momenti di dialogo con i giovani e con i collaboratori pastorali. Proprio questi incontri, spesso vissuti in forma colloquiale, hanno favorito un confronto sincero anche su temi delicati. «Anche con i ragazzi e gli adolescenti il confronto è stato diretto e vivace, capace di toccare temi importanti come la libertà e la testimonianza in un clima autentico e partecipato» ha spiegato don Allevi. «In generale gli appuntamenti sono stati vissuti dai parrocchiani e dai cittadini con grande partecipazione per vivere la Quaresima, e l’essere Chiesa, in modo impegnato e intenso», ha concluso don Sanni.
Domenica mattina la conclusione con le due celebrazioni eucaristiche presiedute dal vescovo. Alle 9.30 la Messa nella chiesa di Rivarolo del Re (trasmessa in diretta su Radio del Rey) concelebrata dal parroco don Allevi insieme al missionario saveriano padre Luigi Brioni (originario di Villanova, attualmente in servizio a Forlì dopo i lunghi anni in Sierra Leone) e al camilliano padre Francesco Zambotti, che con la sua associazione “La Tenda di Cristo” a Rivarolo del Re, presso Casa Paola, ha il suo “quartier generale”, visitato nei giorni precedenti dal vescovo.
Alle 11 poi la Messa nella chiesa parrocchiale di Rivarolo Mantovano, trasmessa in diretta tv su Cr1 e i canali web e social della Diocesi.
Nell’omelia il vescovo ha richiamato il significato profondo dell’esperienza vissuta insieme: «Quando ci si incontra attorno al Vangelo si fa il pieno di fiducia, si diventa capaci di essere perdonati e di perdonare, perché questo Dio fa per noi. E allora ci rimettiamo in cammino senza aver fatto grossi programmi, ma avendo sperimentato il guadagno che c’è nell’essere uniti. Ognuno ha la sua famiglia, il suo paese, la sua storia; ma forza di dire “i miei” potremmo rimanere soli. E invece se diciamo “vieni, andiamo, riconosciamoci fratelli”, saremo un solo popolo, una famiglia di famiglie».
Il vescovo ha quindi invitato le comunità a non chiudersi, ma a custodire e rilanciare quanto sperimentato: «Ho sperimentato che queste possibilità sono già in cantiere: mettiamole ancora di più insieme diventando una Chiesa che ascolta il Signore e valorizza ogni traccia del suo passaggio nelle storie di chiunque».
Il video della celebrazione a Rivarolo Mantovano

