Venerdì Santo e la colletta per la Terra Santa. Ielpo (Custode): «Non solo gesto di solidarietà, ma segno concreto di comunione con la Chiesa di Gerusalemme»

image_pdfimage_print

Il 3 aprile si svolge la giornata di preghiera e colletta per le opere della Terra Santa, che come ogni anno ricorre il Venerdì Santo. Una concreta manifestazione di solidarietà, di ecclesialità e di speranza che vedrà interessate tutte le comunità cristiane, in un gesto di generosità di grande valore spirituale e sociale.

Nata dalla volontà dei Pontefici di mantenere forti e significativi il legame e l’unità tra i cristiani di tutto il mondo e quelli che vivono nei Luoghi Santi, la Colletta sosterrà la Custodia Francescana nella sua straordinaria missione volta alla loro cura e salvaguardia e al favorire la presenza cristiana attraverso innumerevoli opere di solidarietà, che spaziano dal mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali alla promozione e realizzazione di azioni di carattere sanitario e sociale.

La “Colletta per la Terra Santa” sarà effettuata in tutte le chiese della Diocesi di Cremona in occasione delle celebrazione del Venerdì Santo. Le somme raccolte dovranno essere consegnate dai parroci in Curia entro la fine del mese di aprile.

 

Il Custode di Terra Santa: “Un segno prezioso di fraternità e di speranza”

“Il nostro cuore e il nostro sguardo tornano qui, alla Terra Santa. Alla terra in cui il Figlio di Dio ha dato la vita fino alla fine e dalla quale è nata la Chiesa”. Con queste parole padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, apre il suo messaggio per la Colletta del Venerdì Santo, diffuso mentre il conflitto in corso continua a devastare Gaza, Palestina, Israele, Libano e Siria.

“Non possiamo nascondere che il tempo che stiamo vivendo è difficile. La guerra, la violenza e l’insicurezza hanno colpito duramente” le comunità della regione, osserva il Custode, ricordando che anche “la lunga assenza dei pellegrini ha aggravato una situazione economica già profondamente in crisi”.

Ielpo sottolinea come “molte famiglie cristiane che vivevano grazie ai pellegrinaggi oggi faticano a sostenersi” e come i giovani trovino sempre più difficile “immaginare un futuro qui, nella loro terra”. Una speranza “ferita” non solo a Gerusalemme e Betlemme, ma anche “nel nord di Israele, così come in Libano e in Siria”.

Nel messaggio è forte il richiamo al magistero papale: in un contesto di guerra crescente, le parole del Santo Padre sull’urgenza della preghiera e del digiuno per la pace “risuonano forti”. Per questo, secondo il Custode, il Venerdì Santo “assume per noi un significato ancora più profondo”.

La Colletta Pontificia Pro Terra Santa, ricorda padre Ielpo, “non è solo un gesto di solidarietà, è un segno concreto di comunione con la Chiesa di Gerusalemme”. Grazie a quanto raccolto, è possibile “sostenere scuole, parrocchie, opere caritative, progetti sociali e interventi di emergenza, mantenendo viva la presenza cristiana nei luoghi della redenzione”.

In un contesto segnato da distruzioni e sfollamenti, sottolinea, “oggi più che mai siamo chiamati a ricostruire non solo edifici, ma relazioni, fiducia, speranza”. Tutto parte dall’impegno educativo: “Questo passa soprattutto dall’educazione, dai giovani, dalle famiglie, dai luoghi in cui può nascere una cultura dell’incontro e della pace”.

Da qui l’invito a non dimenticare la Terra Santa: “Nel Venerdì Santo, mentre contempliamo il crocifisso, vi chiediamo di non dimenticare la Terra Santa. Ricordateci nella preghiera e sosteneteci con la vostra generosità”. La conclusione è un ringraziamento e un augurio: “La vostra vicinanza è per noi un segno prezioso di fraternità e di speranza”.

Daniele Rocchi (AgenSir)

 

Pizzaballa ai Vescovi lombardi: «Cerco di essere vicino a tutti, soprattutto a chi soffre»

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su