“Il grido di giustizia dei poveri oggi viene spento con molteplici tecniche, sempre più subdole, fino a rendere afono ogni loro sforzo di fare udire le proprie richieste”. Lo afferma Papa Leone XIV nel Messaggio per la X Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà domenica 15 novembre. Il testo, firmato il 13 giugno, memoria di Sant’Antonio di Padova, porta il titolo “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6).
Il Pontefice denuncia che “l’ambiente digitale radicalizza il pregiudizio nei loro riguardi e accresce la cortina di indifferenza che circonda le loro cause”. Leone XIV richiama il Salmo 14: “Lo stolto pensa: ‘Dio non c’è’. Sono corrotti, fanno cose abominevoli: non c’è chi agisca bene”. Per il Papa, l’assenza di Dio pone le persone “non più una accanto all’altra nel rispetto reciproco, ma una sopra l’altra nel segno del dominio e della sopraffazione”, esibendo “una dissacrante logica di prevaricazione e di scarto che emargina e umilia”. Il Pontefice ricorda che Cristo è il rifugio concreto per i poveri: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Leone XIV identifica i poveri dei nostri giorni come “i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane”, e indica la via: “la condivisione come espressione del Regno di Dio”.
“Verso i poveri Dio mostra predilezione: prima di tutto a loro è rivolta la parola di speranza e di liberazione del Signore e, perciò, pur nella condizione di povertà o debolezza, nessuno deve sentirsi più abbandonato. E la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev’essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato”. Si legge nel Messaggio di Papa Leone XIV per la X Giornata mondiale dei poveri, dove il Pontefice cita la propria esortazione apostolica Dilexi te. Leone XIV chiede ai cristiani di non “distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto”, perché “siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”.
Il Papa richiama anche il commento di Sant’Agostino alla parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro: “Ci ha taciuto il nome del ricco e ci ha detto il nome del povero. Il nome del ricco andava di bocca in bocca, ma Dio l’ha taciuto”. Leone XIV evoca infine l’esempio di San Francesco d’Assisi, che giunto a Roma “si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno” dei mendicanti, “trascorrendo l’intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito”.


